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British survivor tells of Israeli assault on Gaza aid ship - Video Array Imprimer Array
Écrit par Robert Booth and Laurence Topham   
Dimanche, 06 Juin 2010 15:52

guardian.co.uk, 3 June 2010

Sarah Colborne, the first British survivor of the Israeli assault on the Mavi Marmara aid ship to return to Britain, insists troops fired live ammunition at unarmed activists

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British survivor of Gaza flotilla raid: 'Israelis ignored SOS calls'

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Rachel Corrie, rinviata espulsione irlandesi Array Imprimer Array
Écrit par red   
Dimanche, 06 Juin 2010 15:09

Irlandesi rifiutano di firmare "ammissione di responsabilita'" richiesta da Israele. Gia' espulsi i malesi e il cubano. Attende conferma notizia del ferimento ieri a bordo di un giornalista malese.

Tel Aviv, 06 giugno 2010, Nena News – Si trovano ancora all’aeroporto di Tel Aviv, in attesa dell’espulsione, i cinque attivisti irlandesi che ieri erano bordo della  nave «Rachel Corrie» diretta a Gaza con un carico di aiuti umanitari sequestrata in mare dalla Marina militare israeliana e trainata al porto di Ashdod. Secondo una portavoce del dipartimento di immigrazione di Israele, gli irlandesi, tra cui il premio Nobel per la pace Mairead Maguire, intendono presentare ricorso alla magistratura contro il provvedimento di deportazione e si rifiutano di firmare il documento di «ammissione di responsabilità» che consentirebbe la loro espulsione immediata.

Firmando quel documento l’attivista riconosce di «essere entrato illegalmente in territorio israeliano». Una ammissione che Mairead Maguire e gli altri irlandesi ritengono «assurda» poiché sono stati portati con la forza nello Stato ebraico dopo essere stati bloccati in acque internazionali.  Lo stesso rifiuto opposero gran parte 700 passeggeri delle sei navi della «Freedom Flotilla» intercettate lo scorso 31 maggio dalle unità navali israeliane. Se effettivamente presenteranno ricorso, gli attivisti dovranno aspettare fino a 72 ore prima che un giudice esamini il loro ricorso.

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Mubarak revoca blocco di Gaza... per ora Array Imprimer Array
Écrit par red   
Dimanche, 06 Juin 2010 14:45

ANALISI Era stato il rais egiziano il primo ad usare la forza, lo scorso dicembre, contro gli attivisti internazionali. La strage compiuta da Israele in mare lo ha costretto a riaprire il valico di Rafah.

Roma, 04 giugno 2010 (...), Nena News – Si dice che il premier israeliano Benyamin Netanyahu, su insistenza degli americani, stia valutando la possibilità di allentare il blocco totale che strangola la Striscia di Gaza. Pochi in verità credono che Israele, forte dell’appoggio degli Stati Uniti, faccia un deciso passo indietro revocando un assedio che lunedì scorso ha difeso lanciando una sanguinosa operazione militare in acque internazionali contro la flottiglia pacifista. Chi invece non ha retto la pressione è stato il presidente egiziano Hosni Mubarak che negli ultimi tre anni ha collaborato attivamente all’assedio della Striscia di Gaza tenendo sbarrato il valico di Rafah, ad eccezione di occasionali brevi aperture.

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Mavi Marmara, vittime crivellate di colpi Array Imprimer Array
Écrit par red   
Dimanche, 06 Juin 2010 14:33

Proiettili sparati a bruciapelo, alla fronte, alla nuca. E’ questo l’esito agghiacciante delle autopsie svolte dai medici legali turchi sui corpi dei nove attivisti uccisi dai soldati israeliani

Roma, 05 giugno 2010, Nena News – Le autopsie svolte dai medici legali turchi sui corpi dei loro nove connazionali uccisi dai militari israeliani lunedì scorso sulla nave «Mavi Marmara», fanno emergere uno scenario a dir poco inquietante. Il quotidiano britannico Guardian che pubblica oggi in esclusiva l’esito delle autopsie, scrive che le nove vittime sono state raggiunte complessivamente da 30 colpi di arma da fuoco. Solo una delle vittime è stata raggiunta da un unico colpo, sulla fronte, sparato da una certa distanza. Le altre sono state ferite da: una da cinque, altre due da quattro. Cinque degli attivisti uccisi sono stati colpiti sia di fronte che di schiena o solo di schiena. Il governo Netanyahu, al contrario, parla di «legittima difesa» esercitata dai soldati di fronte alla reazione «violenta» di alcuni passeggeri.

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Israel’s flotilla actions vindicate Goldstone report Array Imprimer Array
Écrit par Philip Weiss   
Dimanche, 06 Juin 2010 12:33

June 1, 2010

The flotilla is completely vindicating Goldstone. Note that the Israeli defense of its actions on the boat is exactly the same as its defense of its actions in Gaza: we had a right to inderdict their movements across international lines, we got severe provocation, we were being attacked by so-called civilians, no country could permit this to happen, we defended ourselves, just look at the video. And in Gaza the Israelis killed 1200-1400 with minimal loss of life on the Israeli side; and the numbers are similarly imbalanced for the Mavi Mamara.

And now the efforts to smear the activists on the boats as jihadists, which the Washington Post has taken up with zeal, reiterate the efforts to portray the Gazans as a crazed, extremist population.

The vindication for Goldstone is that anyone with eyes in her head knows that the flotilla action was wrong (as anyone with eyes knew that the Gaza action was wrong, though then the west was still in denial). And the Israeli-American dismissal of the Goldstone report is now exposed as defensiveness, covering up an atrocity. Who will question Goldstone's conclusions now: that Israel targeted civilian infrastructure disproportionately, and without distinction between civilians and resisters? Israel has once again shown us the playbook.

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