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Sostegno finanziario al centro Peres da parte di regioni italiane

Torino, 9 luglio 2007

Al Consiglio Regionale della Regione Calabria, al Presidente e Delegato per la Cooperazione internazionale, Agazio Loiero

Al Consiglio Regionale della Regione Emilia-Romagna, al Consigliere Regionale per la Cooperazione Internazionale Gianluca Borghi, al Presidente, Vasco Errani

Al Consiglio Regionale della Regione Friuli - Venezia Giulia, al Consigliere Regionale per la Cooperazione Internazionale Anna Maria Rozza, al Presidente, Riccardo Illy

Al Consiglio Regionale della Regione Lazio, al Consigliere Regionale per la Cooperazione Internazionale Angelo Bonelli, al Presidente, Piero Marrazzo

Al Consiglio Regionale della Regione Toscana, al Consigliere Regionale per la Cooperazione Internazionale Massimo Toschi, al Presidente, Claudio Martini

Al Consiglio Regionale della Regione Umbria, al Consigliere Regionale per la Sanità, Maurizio Rosi, al Presidente, Mauro Tippolotti

Al Presidente del Consiglio, Romano Prodi Al Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema Al Vice Ministro degli Esteri, Patrizia Sentinelli Al Ministro della Salute, Livia Turco

Al Centro Peres

A Physicians for Human Rights-Israel (PHR)

Alla Union of Palestinian Medical Relief Committees (UPMRC)

Alla Union of Health Work Committees (UHWC)

Al Palestine Children's Relief Fund (PCRF)

A Medici Senza Frontiere (MSF)

Oggetto: Sostegno finanziario al Centro Peres da parte di Regioni italiane

Gentile signore,

Diverse Regioni italiane hanno firmato accordi di cooperazione con il Centro Peres, in particolare per quanto attiene al programma denominato 'Saving Children', che ha lo scopo di curare bambini palestinesi con patologie complesse in ospedali israeliani. Dette Regioni considerano il sostegno al Centro Peres come qualcosa di cui beneficia il sistema sanitario palestinese. Correlato a tale sostegno è una conferenza che si è tenuta dallo 11 al 13 giugno 2007 in Toscana, a cui hanno partecipato molte ONG. Non approvo il finanziare il Centro Peres, che, si asserisce, sostiene medici palestinesi.

Ogni azione, ogni parola, ogni minimo gesto che contribuisce alla pace fra israeliani e palestinesi sono importantissimi. Peraltro, per avere un effetto duraturo, tali atti devono essere fra pari, come avviene all'interno dell'organizzazione israeliana denominata Physicians for Human Rights. Crea problemi, al contrario, che si chieda alla popolazione occupata di inchinarsi all'occupante, perché questo concede, in pochi casi selezionati, cure mediche.

Il sostegno al Centro Peres da parte di Regioni italiane crea problemi. Ogni euro donato da istituzioni pubbliche italiane, o di altri Paesi europei, ad enti ed istituzioni israeliane viene dedotto dal sostegno e dal finanziamento di organizzazioni ed istituzioni palestinesi. Questo va contro persino di quanto dichiara il Centro Peres, secondo il quale il compito principe del proprio Dipartimento di Medicina e di Sanità consiste nella "assistenza allo sviluppo a lungo termine di un sistema sanitario indipendente palestinese, tramite lo sviluppo delle risorse umane, il sostegno al costruire centri per cure mediche secondarie e terziarie, il formare partnership eque e giuste, l'accesso condiviso all'informazione ed al know-how". E, aggiunge, desidera "sviluppare capacità mediche palestinesi indipendenti".

Finanziare ospedali israeliani per curare palestinesi mina il sostegno ad un sistema sanitario palestinese davvero indipendente: non è credibile che il popolo palestinese, con le proprie organizzazioni ed istituzioni, ottenga indipendenza e diritto all'autodeterminazione tramite istituzioni israeliane. Questa politica, al contrario, rafforza l'egemonia ed il controllo di Israele. Gli ospedali palestinesi, se non si tagliano loro le risorse indispensabili, sono perfettamente in grado di fornire cure primarie e specialistiche. Le istituzioni palestinesi dovrebbero avere il diritto di decidere se, mentre sviluppano i propri servizi ad altissima specializzazione, preferiscono usare quelli israeliani, quelli di altri Paesi, o quelli di ONG a ciò dedicate, come il PCRF (Palestine Children's Relief Fund).

Le Regioni che hanno deciso, per 'sostenere i palestinesi', di finanziare il Centro Peres, sostengono, anzichè i palestinesi, il sistema sanitario israeliano. I dipartimenti medici e sanitari israeliani, ivi inclusi quelli del Centro Peres, hanno il diritto di usare il denaro in modo assolutamente autonomo - compiendo ricerche, sviluppando e rimodernanto apparecchiature, attrezzature, strutture e tecniche. Nel frattempo, le infrastrutture sanitarie palestinesi hanno raggiunto uno stato di deterioramento critico.

Il punto principale del mio disaccordo e della mia critica è la politica israeliana di dominio sui palestinesi; in questo caso specifico, adoperando migliori relazioni pubbliche e migliori infrastrutture, nonché - ciò che è ancora più pericoloso - entrando in competizione con ONG e strutture governative palestinesi, incrementandone così ulteriormente la debolezza. Ogni euro donato al Peres Center dall'Italia, o da qualunque altro Paese europeo, costituisce una perdita per un ospedale o una ambulatorio palestinese a Gaza, a Ramallah o a Nablus. Il sistema a doppio livello, in cui si salvano vite umane, mentre si contribuisce ad una struttura sanitaria per la cooperazione e la pace, sarebbe molto più convincente, se le Regioni italiane sostenessero la raccolta di fondi, e la libera scelta, delle strutture e delle istituzioni palestinesi, anzichè quelle di un centro legato ad un leader politico, ed al sistema sanitario, del Paese occupante.

Certa di una risposta, porgo cordiali saluti

Paola Canarutto, medico ospedaliero - Ospedale S. Giovanni Bosco, p. Donatori di Sangue 3, Torino - a nome del Comitato esecutivo di EJJP (European Jews for a Just Peace):

Dror Feiler, presidente

Dan Judelson, segretario

Paula Abrams-Hourani

Sonia Fayman

Dorrie Iten

Kate Leiterer

Adi Raz

Robert Refby

Max Wieselmann


Hajo Meyer, a nome di Een Ander Joods Geluid


Daniel Amit (Action for Peace)


Gaby Belz (Jüdische Stimme fur einen gerechten Frieden zwischen Israël und Palastina - Zürich)

Jeremy Hellman (J. Stimme - Zürich)

Rachel Osterwalder (J. Stimme - Zürich)

Vreni Osterwalder-Bollag (J. Stimme - Zürich)

Rafael Ullman (J. Stimme - Zürich)

Samuel Weiner (J. Stimme - Zürich)


Fanny Michaela Reisin (Jüdische Stimme für gerechten Frieden in Nahost - Deutschland)

Ellen Kösten (Jüdische Stimme für gerechten Frieden in Nahost - Österreich)


Peter Melvyn (J. Stimme - Österreich)

Samuel Welber (J. Stimme - Österreich)


Barbara Agostini (Rete-ECO - Ebrei contro l'Occupazione)

Giorgio Canarutto (Rete-ECO)

Giorgio Forti (Rete-ECO)

Miryam Marino (Rete-ECO)

Ornella Terracini (Rete-ECO)


Rudolph Bkouche (UJFP - Union Juive Française pour la Paix)

Viviane Cohen (UJFP)

Liliane Cordova Kaczerginski (UJFP)

Georges Gumpel (UJFP)

Claire Mialhe (UJFP)

Jean Claude Meyer (UJFP)

Michèle Sibony (UJFP)