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Écrit par Amira Hass
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Vendredi, 27 Août 2010 20:45 |
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Internazionale, 26 agosto 2010
 
Le mie capacità linguistiche sono messe a dura prova dai burocrati e dagli architetti israeliani. A volte penso che le divisioni che stanno creando in Cisgiordania, con muri, tangenziali di dimensioni californiane, gallerie, reticolati e ogni sorta di divieti, siano state fatte apposta per privarmi delle parole con cui descrivere questa perversa complessità.
Un pensiero megalomane, lo so, che esprime tutta la mia rabbia impotente. Una rabbia che spesso mi fa venire la pressione alta. È successo il 24 agosto a Nabi Samuel. Da settimane stavo studiando questo villaggio palestinese situato su una collina a nordovest di Gerusalemme. Si dice che l’area, dove ci sono una fortezza e una chiesa dei crociati conquistata dai musulmani e trasformata in moschea, era il luogo in cui pregava il profeta Samuele. I funzionari israeliani si vantano di questo luogo sacro come un tempio della tolleranza per tutte le religioni.
Ma è una finzione orwelliana. Dalla guerra del 1967 le autorità israeliane hanno fatto di tutto per trasformare quella vasta area – dove le colonie di Giva’at Zeev, Givon e Modiin crescono a dismisura – in una zona senza arabi. Ci sono riusciti a meraviglia.
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Écrit par Eyal Hareuveni
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Vendredi, 27 Août 2010 09:03 |
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B'Tselem, July 2010
Analysis of the benefits and incentives for settlers – past and present
It is nearly impossible to quantify the value of the benefits given to the settlements and settlers as National Priority Areas, since government ministries obscure documentation of the moneys in their budgets that are directed to the settlements. In 2003, after examining the budgets of the Construction and Housing Ministry earmarked for building and support of the settlements, the state comptroller determined that they lacked transparent criteria, and hence “did not allow for identification of the portion of the budget directed to Judea and Samaria.” (...)
Housing benefits (...)
The Construction and Housing Ministry recognizes 104 settlements as being entitled to benefits as National Priority Areas. (...)
[A] discount of 69 percent of the value of the land is given on payment of leasing fees on residential construction. In settlements, the payment is low anyway, since the government took control of the land with minimal investment, and the payment does not reflect the land’s real value. In addition, the government pays up to 50 percent of the development costs, even for quality, expensive construction of private houses. (...)
Some of the benefits are given only to settlements, and not to all communities classified as National Priority Area A. (...)
The ministry now grants aid to apartment purchasers in National Priority Area A in amounts starting at NIS 97,000 and in National Priority Area B in amounts starting at NIS 67,200. In some settlements, specific “community supplements” are also provided.
Also, residents in settlements in National Priority Area A are entitled to an automatic subsidized mortgage, which includes a 1,500-point bonus in calculating the amount of assistance. (...)
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Écrit par Michele Giorgio GERUSALEMME
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Vendredi, 27 Août 2010 05:23 |
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Il Manifesto, 26 Agosto 2010
ISRAELE - Abu Rahme è un leader del movimento pacifico di Bilin. Ashton «preoccupata» per il pesante verdetto
Il verdetto pronunciato martedì dalla corte militare israeliana di Ofer contro Abdallah Abu Rahme, è apparso così pesante che ieri persino l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Catherine Ashton, ha espresso «preoccupazione» per le sorti dell'attivista dei diritti umani in prigione dal 10 dicembre del 2009. Abu Rahme è stato riconosciuto colpevole di «incitamento» e «organizzazione e partecipazione a manifestazioni illegali» contro il muro nel villaggio di Bilin, divenuto negli ultimi anni simbolo della battaglia pacifica che i palestinesi, con il sostegno di attivisti stranieri e israeliani, conducono contro la barriera costruita dallo Stato ebraico in Cisgiordania. Durante il processo, durato otto mesi, sono cadute le accuse di «lancio di sassi» e «sequestro di militari (israeliani)». Ma la mano della magistratura militare israeliana si è rivelata ugualmente pesante. L'esponente palestinese è stato condannato anche per «raccolta illegale» di bossoli di proiettili e di contenitori di gas lacrimogeni (sparati dai soldati israeliani durante le manifestazioni), allo scopo di metterli in mostra nel museo della resistenza popolare di Bilin.
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