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Écrit par Rory McCarthy
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Vendredi, 12 Mars 2010 08:32 |
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Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 11 marzo 2010
Guardian.co.uk
07.03.2010

“Una silenziosa rivoluzione per tenere i palestinesi fuori da Gerusalemme”
Sfratti e piani urbanistici stanno esaurendo le prospettive per una soluzione di pace a due stati
Nella brochure distribuita la settimana scorsa dall’ufficio del sindaco di Gerusalemme, c’erano degli schizzi accattivanti che illustravano un piano di sviluppo urbano che trasformerebbe una zona povera e sovraffollata in un parco, con ruscelli, ristoranti ed alberghi. Si faceva riferimento alla volontà di far rivivere nell’area la “gloria di una volta” e rifarne “una isola di verde” appena fuori le mura cittadine. E’ vero che alcune abitazioni avverrebbero dovuto essere abbattute ma erano state costruite illegalmente e comunque il piano doveva costituire un progresso sia per i residenti che per la città. Così si è espresso il sindaco Nir Barkat.
Però Gerusalemme non è una città qualsiasi: si trova al cuore del conflitto tra Israele e i palestinesi, e progetti di questo genere sono politici e spesso imprevedibili. L’area in questione è Bustan, parte di Silwan nella Gerusalemme Est, casa di palestinesi, e sempre di più, di coloni ben finanziati ed armati. La maggior parte del mondo, inclusa la Gran Bretagna, non riconosce la sovranità israeliana sulla parte orientale della città, la parte che fu catturata nel 1967, occupata e poi annessa.
Barkat è un sindaco laico con delle opinioni fortemente di destra. Quando gli fu chiesto dei palestinesi di Bustan, intervenne per dire che erano “residenti arabi”. Egli sottolineò il fatto che le 88 case palestinesi a Bustan furono costruite senza permesso edilizio e che una città come New York, per esempio, non avrebbe mai permesso la costruzione di case abusive nel Central Park. Ma la pianificazione qui è uno strumento di politica, una politica per cui Israele mantiene una maggioranza demografica ebraica a Gerusalemme e cerca di esercitare il pieno controllo sulla città che considera la sua eterna ed unita capitale. Pochi palestinesi riescono ad ottenere il permesso edilizio, ma la maggior parte vanno avanti e costruiscono a prescindere. Solo il 13% di Gerusalemme Est è regolarmente assegnata a costruzioni per palestinesi, secondo fonti ONU.
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Écrit par Avraham Burg
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Mercredi, 10 Mars 2010 06:59 |
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Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 9 marzo 2010
Haaretz.com
07.03.2010
Gerusalemme più grande e unificata sta venendo fatta a pezzi. La capitale degli israeliani – ebrei e arabi – si sta trasformando nella capitale di fanatici allucinanti e pericolosi. Non è la città di tutti i suoi residenti, neppure la città di tutti i suoi cittadini. E’ una misera città che appartiene ai suoi coloni, ai suoi ultra-ortodossi, ai suoi abitanti violenti e ai suoi messia.

Il profeta chiese: ”Come mai la città devota è diventata una prostituta! Lei che era colma di giustizia, l’adesione ai principi morali albergava in lei, ora lo è invece di assassini.” (Isaia 1:21) In questo luogo non avevamo avuto ancora degli omicidi, ma ogni giorno qui l’anima della nazione muore, proprio davanti ai nostri occhi. Lo spirito israeliano di giustizia viene fatto procedere calpestato da politici, coloni e giudici. Si sta uccidendo lo spirito nazionale con eccesso di burocrazia e burocratica indifferenza.
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Écrit par Nir Hasson, Haaretz Correspondent
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Mardi, 09 Mars 2010 08:05 |
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09/03/2010
Several children in the East Jerusalem neighborhood of Silwan were arrested and taken from their homes in handcuffs in the middle of the night over the past few months, as part of a police crackdown on suspected stone-throwers, several teenage residents told B'Tselem and Haaretz. "They told me to get down on my knees and slapped and kicked me, one from behind and one from the front," a 15-year-old told B'Tselem - the Israel Information Center for Human Rights in the Occupied Territories.
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Écrit par Gush Shalom
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Dimanche, 07 Mars 2010 09:46 |
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Nobody would think about Destroying dozens of Jewish homes Because King David Had a garden there 3000 years ago.
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Écrit par Haaretz
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Dimanche, 07 Mars 2010 09:45 |
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Haaretz, 06/03/2010

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