MODENA: 8 settembre cena a sostegno del quotidiano "il manifesto"

Beniamino Grandi

E' possibile partecipare anche senza prenotare, ma se si prenota e' decisamente meglio......,
poi se qualcuno lo fa girare a tutti coloro che conosce e che ritiene possano essere interessati e' cosa buona e giusta.

saluti

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Palestina Ieri e Oggi - Un viaggio diversamente responsabile

Facoltà di Lingue e Letterature Straniere - Università degli Studi di Torino

Il gruppo di lavoro nato durante la I edizione del Master Viaggi Mediterranei. Itinerari turistici, comunicazione e culture ha ideato e organizzato un viaggio alternativo in Palestina che si svolgerà dal 30 ottobre al 7 novembre 2010. Il tour verrà attivato previo il raggiungimento del numero massimo di 10 partecipanti. La scadenza delle iscrizioni è fissata per il 15 settembre 2010 .

Un tour alternativo
8 giorni - 9 notti
Da sabato 30 ottobre a domenica 7 novembre 2010

SCADENZA DELLE ISCRIZIONI:
15 settembre 2010 (Per informazioni e iscrizioni la segreteria resterà aperta fino al 10 agosto per poi riaprire il 3 settembre)

E-mail: viaggi Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Rete Eco

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Israeliani e palestinesi in gita a Washington

Il Manifesto, 2 Settembre 2010

MEDIORIENTE

proteste palestinesiPROTESTE PALESTINESI CONTRO I COLLOQUI PREVISTI PER OGGI A WASHINGTON.

NELLA FOTO PICCOLA, IL PREMIER NETANYAHU/FOTO APNetanyahu

Al centro dei colloqui Gerusalemme, il diritto al ritorno per i profughi, le risorse naturali, la sicurezza di Tel Aviv, i confini dello stato di Palestina. E il riconoscimento da parte dell'Anp del carattere ebraico dello stato di Israele. Ma intanto il governo di Netanyahu annuncia la fine della moratoria sugli insediamenti a partire da fine settembre

Partono oggi i nuovi negoziati diretti tra Israele e Anp fortemente voluti dal presidente Usa Barack Obama

Barack Obama avrà oggi a Washington ciò che ha cercato per un anno e mezzo: portare israeliani e palestinesi a riprendere i negoziati diretti. L'obiettivo dichiarato del presidente americano è quello di sostenere le due parti a raggiungere entro un anno un accordo-quadro da applicare gradualmente negli anni successivi. Vuole guadagnarsi un posto nella storia Obama. Più di tutto vuole ottenere un nuovo mandato ed è convinto che il prestigio derivante da un accordo tra Israele e palestinesi gli consentirà di tenere in tasca per altri quattro anni le chiavi della Casa bianca.
Ma le probabilità che ciò si realizzi grazie al negoziato mediorientale sono molto basse. Obama rischia di rimanere a bocca asciutta come il suo predecessore democratico Bill Clinton, che nel luglio 2000 non esitò ad imporre a israeliani e palestinesi il vertice di Camp David, terminato in un fallimento completo e sfociato nell'esplosione, qualche mese dopo, della seconda Intifada palestinese contro l'occupazione.
Più di Obama rischia il presidente dell'Anp Abu Mazen che, senza avere ottenuto lo stop della colonizzazione israeliana in Cisgiordania e Gerusalemme Est, ha accettato di riprendere «senza precondizioni» il negoziato diretto con Israele. Un fallimento metterebbe ancora più in crisi l'Autorità nazionale palestinese che si regge in piedi soltanto grazie alle donazioni dei paesi occidentali. Abu Mazen peraltro ha scelto di andare alla trattativa con Israele prima della riconciliazione con il movimento islamico Hamas che dal 2007 controlla Gaza - rendendo ancora più precaria la sua autorità.

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Migrant worker faces deportation after marrying in Israel

Haaretz, 16.06.10


Immigration police arrested Charlene Ramos two days after her wedding celebration, saying that marriage is grounds for revocation of legal work permit.


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Legal Fillipina foreign worker Charlene Ramos faces deportation from Israel due to getting married to another foreign worker.

Photo by: Ariel Shalit

A migrant worker who arrived in Israel legally from the Philippines four years ago to work as a nurse is currently facing deportation over her marriage to another documented migrant worker in Israel.

Charlene Ramos married her husband, Judser Maclenda, also from the Philippines, earlier this month.

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Influential Israel Rabbi: Palestinians Should Perish with a Plague - Video

30 Aug 2010

Dim lights

An influential Israeli rabbi is coming under criticism after he gave a sermon Saturday in which he prayed for all Palestinians to perish in plague. Rabbi Ovadia Yosef is the founder of the Shas party, part of Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu's coalition government. Rabbi Ovadia Yosef: "May our enemies and haters end. Abu Mazen and all these evil people should perish from this earth. God should strike them and these Palestinians—evil haters of Israel—with a plague."

Rabbi Ovadia Yosef's comments come just days before Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu and Palestinian Authority President Mahmoud Abbas are scheduled to begin direct talks in Washington. Palestinian Authority spokesperson Ghassan Khatib condemned the Rabbi's remarks. Ghassan Khatib: "The statement that we heard from Ovadia Yosef is a racist incitement statement that is responsible for increasing the hatred and deepening the racist attitude among the Israeli society."

 

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Studiare in regime di apartheid. Un'esperienza personale

Birzeit, Palestina sotto apartheid, giovedì 16 agosto.

 

Forse a qualcuno dei firmatari della Campagna per il Diritto allo Studio ed alla Libertà Accademica in Palestina interesserà leggere queste righe. E' un'esperienza personale su cosa significa lottare per la sopravvivenza culturale nella Palestina sotto regime di apartheid.

Ieri notte, poco dopo le tre del mattino, le Forze di Occupazione Israeliane fanno irruzione nel mio appartamento di Birzeit, grazioso villaggio palestinese a due passi dall'Università di Birzeit, nei Territori Palestinesi Occupati. Battono violentemente contro la porta col calcio dei mitra, urlando "geish", "qui è l'esercito!". Il mio coinquilino statunitense apre la porta e viene travolto da almeno dieci soldati in assetto di guerra, tute mimetiche e mitra spianati. Si rivolgono a noi in arabo, o meglio nell’idioma palestinese locale. Chiedono chi altro vive in casa, mentre ci spingono in camera puntandoci i mitra in petto. Tre fanno la guardia mentre altri soldati rovinstano in ogni angolo. Provo a rispondere, in dialetto palestinese, prendo tempo, voglio capire se sono le forze di sicurezza palestinesi o l'esercito israeliano. Siamo in Zona A, che secondo (la farsa de) gli accordi di Oslo è zona (ghetto) sotto totale (sicurezza e amministrazione) controllo dell'Autorità Palestinese. Gli israeliani non potrebbero entrarci. Parlano tra loro in ebraico, hanno scritte in ebraico nelle uniformi: non sono palestinesi. Chiedono i documenti. Capiscono che hanno sbagliato preda, siamo solo "internazionali". Passano all'inglese: "che ci fate qui?". Non bisogna perdere la calma, mostrarsi intimiditi. Devono sapere che stanno agendo in barba a tutte le convenzioni internazionali. Mi viene naturale rispondere: "che ci fate VOI qui?". La situazione diventa quasi comica.

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A response to Pfc. Benn

Gideon Levy - 03 Set

(Dossier/Politiche israeliane)

alt 02.09.10 Pfc. Aluf Benn spent his years in the army in the Military Police in Lebanon. Yesterday, with commendable courage, he revealed his military routines in these pages ("When I was Eden Abergil"). He ha... Leggi tutto...

In testimony to Turkel Commission COGAT contradicts Netanyahu

Gisha - 03 Set

(Dossier/Gaza)

top_strip_logo For immediate release, Tuesday, August 31, 2010   Contrary to what Netanyahu told the commission, COGAT confirms that the closure was meant to exert pressure on the civilian population in Gaza. Whereas N... Leggi tutto...

«Non ha senso avviare una trattativa mentre si costruiscono le colonie»

Michele Giorgio GERUSLEMME - 03 Set

(Dossier/Politiche palestinesi)

Il Manifesto, 2 Settembre 2010 HANAN ASHRAWI - Ex negoziatrice, parlamentare, attivista dei diritti civili e unica donna a far parte del Comitato esecutivo dell'Olp ashrawi «Senza lo stop alla colonizzazione israeli... Leggi tutto...

«La pace economica? Io voglio un Paese»

Vittorio Arrigoni GAZA CITY - 03 Set

(Dossier/Gaza)

Il Manifesto, 2 Settembre 2010 GAZA - I colloqui visti dalla Striscia Riferendosi agli accordi di Oslo il compianto Edward Said usava ripetere che il processo di pace è il primo ostacolo alla pace. Alla vigil... Leggi tutto...

Profeta Isaia

Alberto Piccinini - 03 Set

(Dossier/Iraq)

il Manifesto, 2 settembre 2010 VUOTI DI MEMORIA Nella guerra in Iraq, gli Stati Uniti e i nostri alleati hanno prevalso. (...) In questa battaglia, abbiamo combattuto per la causa della libertà e della pace ne... Leggi tutto...

Diktat alla Turchia su esercitazioni militari

Michele Giorgio GERUSALEMME - 03 Set

(Dossier/Europa, Usa, etc)

Il Manifesto, 2 Settembre 2010 USA Washington mette sotto pressione Ankara sulla questione dei rapporti con Israele. Dopo aver minacciato la sospensione delle forniture di armi alle forze armate turche, gli S... Leggi tutto...

Le colpe di Gheddafi. E le nostre

Tommaso Di Francesco - 03 Set

(Dossier/Europa, Usa, etc)

il Manifesto, 2 settembre 2010 (I pagina) ITALIA-LIBIA Visto il coro di giudizi su Gheddafi in Italia, è probabile che il leader libico sia diventato una metafora per comprendere il Belpaese, con annesse menzo... Leggi tutto...

Gli americani se ne vanno

Vauro - 03 Set

(Dossier/Iraq)

il Manifesto, 2 settembre 2010 (I pagina) web-image-1ddd253b29cb870552d4817edb2f38fe Leggi tutto...

Prof precari alla fame

Luca Fazio MILANO - 03 Set

(Dossier/Italia)

Il Manifesto, 2 Settembre 2010 AFFAMATI alt LA PROTESTA A MILA /FOTO EMBLEMA Palermo Milano, sola andata: la protesta dei precari della scuola sale dalla Sicilia alla Lombardia dove da ieri quattro insegnanti... Leggi tutto...