MODENA: 8 settembre cena a sostegno del quotidiano "il manifesto"

Beniamino Grandi

E' possibile partecipare anche senza prenotare, ma se si prenota e' decisamente meglio......,
poi se qualcuno lo fa girare a tutti coloro che conosce e che ritiene possano essere interessati e' cosa buona e giusta.

saluti

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Palestina Ieri e Oggi - Un viaggio diversamente responsabile

Facoltà di Lingue e Letterature Straniere - Università degli Studi di Torino

Il gruppo di lavoro nato durante la I edizione del Master Viaggi Mediterranei. Itinerari turistici, comunicazione e culture ha ideato e organizzato un viaggio alternativo in Palestina che si svolgerà dal 30 ottobre al 7 novembre 2010. Il tour verrà attivato previo il raggiungimento del numero massimo di 10 partecipanti. La scadenza delle iscrizioni è fissata per il 15 settembre 2010 .

Un tour alternativo
8 giorni - 9 notti
Da sabato 30 ottobre a domenica 7 novembre 2010

SCADENZA DELLE ISCRIZIONI:
15 settembre 2010 (Per informazioni e iscrizioni la segreteria resterà aperta fino al 10 agosto per poi riaprire il 3 settembre)

E-mail: viaggi Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Rete Eco

We have 80 visitatori online

Io, partigiano a Ferrara, e la resistenza oggi

Il Manifesto, 14 Agosto 2010

banda

Una banda comunista in Valdichiana e un mitico comandante, la storia di un’amicizia tra un antifascista «rosso» e un repubblicano. Sullo sfondo la strage di Savarna, nel ravennate. Che sarà ricordata il prossimo 26 agosto

LA LETTERA

Il 25 luglio scorso, in giro per le campagne di Sant'Alberto e Mezzano in compagnia di un carissimo amico, gli ho descritto quella memorabile giornata di 67 anni fa, uno dei più bei ricordi della mia vita. Uscivo in libertà assieme ad altri 80 detenuti antifascisti dalle carceri fasciste di Ferrara. Il fascismo era caduto, Mussolini arrestato. Ricordo come fosse oggi il mio ritorno a Ravenna insieme all'amico repubblicano Arnaldo Guerrini per l'ennesima volta incarcerato come me dai fascisti per avere dato protezione ad un ricercato antifascista ferrarese.

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Solo a noi è permesso

Associazione di Amicizia Italo-Palestinese, 7 agosto 2010

Haaretz.com
05.08.2010


Dopo lo scontro al confine di giovedì, Israele continua a non prendere in considerazione l’UNIFIL e l’esercito libanese.


Quei bastardi, i libanesi, hanno cambiato le regole. E’ scandaloso. Una parola è che loro hanno un comandante di brigata che è determinato a proteggere la sovranità del suo paese. E’ proprio uno scandalo.

In questo caso, la spiegazione era che lui “sta indottrinando le sue truppe” – solo a noi è permesso farlo, naturalmente – e che quanto avvenuto rientrava nello “spirito del comandante“ e che lui è “vicino a Hezbollah.”  La faccia tosta.

E ora, dopo che abbiamo riferito fino alla nausea le giustificazioni della propaganda delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) su ciò che era successo giovedì ai confini settentrionali, si dovrebbero prendere in considerazione anche i fatti.

Giovedì mattina, Israele ha richiesto una “coordinazione” con l’UNIFIL per portare a termine un’altra operazione “di esposizione” sulla recinzione di confine. L’UNIFIL ha chiesto all’IDF di rimandare l’operazione in quanto il suo comandante si trovava all’estero. L’IDF non se ne è preoccupato. L’UNIFIL non ci avrebbe ostacolato.

A mezzogiorno i taglia alberi sono entrati in funzione. I soldati libanesi e quelli dell’UNIFIL hanno gridato loro di fermarsi. In Libano riferiscono che i loro soldati hanno anche sparato in aria come avvertimento. Se  l’hanno fatto, ciò non ha fermato l’IDF.

I rami degli alberi sono stati recisi e si è versato sangue su entrambi i lati del confine. Sparso invano.

Vero, Israele sostiene che l’area attraversata dal confine è territorio suo, e l’UNIFIL l’ha confermato ieri. Ma una recinzione è una recinzione: a Gaza è sufficiente avvicinarsi alla recinzione perché si spari e si uccida. Nella West Bank il percorso della barriera non assomiglia alla Linea Verde, e oltre a ciò è proibito ai palestinesi di attraversarla.

In Libano abbiamo imposto regole diverse: il reticolato è solo un reticolato che noi possiamo attraversare per fare dall’altra parte, qualche volta in territorio a sovranità libanese, tutto quello che ci piace. Per consuetudine, possiamo volare nello spazio aereo libanese e talvolta invaderlo pure.

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Pastorale palestinese

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06/08/2010

Raja Shehadeh, fondatore dell'ong al-Haq che si batte per il rispetto dei diritti umani, e il suo libro Il pallido dio delle colline. Sui sentieri della Palestina che scompare

L'occupazione, ma anche Fatah e Hamas, e la loro degenerazione. Camminando tra le colline, "in questo nuovo mondo piazzato tra i miei luoghi abituali", Raja Shehadeh racconta la Palestina che scompare

Contro chi sostiene di amare una terra che intanto asfissia di cemento, resistenza è anche camminare tra le sue colline, e lungo un sentiero verde e sinuoso, saltare tra un sasso e l'altro per non calpestare l'erba giovane - e alla violenza opporre non altra violenza, ma la delicatezza e cura. Perché ha arsenali non di proiettili e esplosivi, questa guerra, ma mattoni, e urbanisti, non generali per strateghi. E resistenza è dignità, è coraggio è ostinazione. Ma soprattutto diversità.

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La parola e la bellezza. Fragile e introverso, Raja Shehadeh è un avvocato di quelli come Tom Hanks in Philadelphia: quelli che la passione per il diritto è la passione per la sua capacità, a volte, di diventare giustizia. Quando ha fondato al-Haq, trent'anni fa, abitava in territori che Israele non considerava neppure occupati, ma amministrati; oggi si studiano le norme sulla giurisdizione universale, prima di imbarcare una Tzipi Livni su un volo per l'Europa. Ma nessuna sentenza sarà mai risolutiva se al fondo questo conflitto, come scriveva Edward Said, non è lo scontro tra un torto e una ragione, ma più radicale, una affermazione e una negazione: perché "la Palestina è stata costantemente reinventata. A pellegrini e viaggiatori non è mai importato il paese reale, ma solo la conferma delle proprie convinzioni politiche e religiose. Con conseguenze devastanti per i suoi abitanti originari". Una terra desolata, con gli arabi minimizzati a comparse di copioni altrui, accidentali passanti in attesa di redenzione, modernizzazione - estinzione: e contro la negazione, la sola immunità possibile è per Shehadeh allora tutta la potenza, la luce della parola: in una Palestina ritratta nelle sue infinite cromature, tra colline conosciute e toccate centimetro a centimetro - a ogni fiore, ogni sorgente il proprio nome. E la propria storia: perché una pietra sagomata possa restituire ricordi lontani, e senza soluzione di continuità, e come una pagina di Proust, in simbiosi e osmosi, il paesaggio farsi passaggio, relazione - legame non con la Bibbia, ma con la vita.

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Libero: tra la Shoa e il divieto di fumare non c'è nessuna differenza

byoblu, 2 agosto 2010

Il fascismo era roba di sinistra. 
Questo è Nicholas Burgess Farrell, autore di Mussolini: a New Life. Non è finita: Hitler era roba di sinistra. "I nazional-socialisti tedeschi odiavano gli ebrei perché banchieri e piccoli imprenditori, simboli dell'odiato capitalismo". "Non a caso -secondo Farrel - di sinistra sono gli antisemiti mascherati da anti-sionisti, che tutt'oggi odiano Israele e tubano con i fascisti islamici che sottomettono uomini e donne in nome dello Stato".
Insomma: Mussolini era di sinistra, Hitler era di sinistra, i Gulag erano giustamente roba di sinistra e i dinosauri si sono estinti grazie a un meteorite carico di comunisti. La destra, poverella, è sempre rimasta a guardare. I suoi bambini sono stati divorati da famiglie di orchi rossi. Gli imprenditori sono stati barbaramente perseguitati da quel grandissimo pezzo di Stalin che era il Führer. La bibbia dei fascisti era "Il manifesto del Partito Comunista" e Benito non era altri che il figlio segreto di Karl Marx.
E dove poteva scrivere, Nicholas Burgess Farrell, se non su Libero? Del resto, il Cavaliere è già in campagna elettorale e per costringere a votare un popolo di destra sempre più amareggiato e deluso lo spettro delle toghe rosse non basta più: bisogna spararle grosse. Mi aspetto di assistere al ritorno del Messia, ricevuto in pompa magna con un altare in noce negli studi di Porta a Porta, che stende le sue mani sulla faccia di bronzo di Arcore pronunciando solennemente: "Silvio, alzati e cammina". O magari, se siamo fortunati, vedremo l'apertura del Mar Rossoil mare comunista -, con la divisione delle destre dalle sinistre per consentire l'ascesa del Mosè da Arcore al Colle.
Sarei disposto ad accettare tutto, perché tutto sarebbe meglio della continuazione dell'articolo di Farrell.
« La Shoah è stata roba di sinistra come lo è il divieto di fumare nei locali pubblici. [...] Diciamolo: c'è un nesso tra l'odio per ebrei e l'odio per i fumatori. HItler e Mussolini odiavano il fumo. E non per niente quelli che vogliono tramite lo Stato  vietare ai cittadini il loro diritto di fumare, bere, mangiare il grasso, ecc., vengono definiti in America "health fascists", cioè: fascisti del salutismo. Da fumatore, ad esempio, io sono costretto ormai a vivere da cittadino di seconda classe per strada anche quando nevica come un cane randagio. Mi manca solo la stella gialla. » Propongo una colletta per mandare Farrell in viaggio premio ad Auschwitz, così imparerebbe la differenza tra fumarsi una sigaretta sul balcone e morire gasati dopo essere stati ridotti a grotteschi simulacri di corpi umani.

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