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Dossier
A response to Pfc. Benn | Stampa |
Scritto da Gideon Levy   
Venerdì 03 Settembre 2010 07:53

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02.09.10

Pfc. Aluf Benn spent his years in the army in the Military Police in Lebanon. Yesterday, with commendable courage, he revealed his military routines in these pages ("When I was Eden Abergil"). He handcuffed and blindfolded people countless times and led many detainees to their cages. He saw detainees eating like dogs, as he put it - crouching with their hands tied behind their backs - and smelled their sweat and urine.

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Israeliani e palestinesi in gita a Washington | Stampa |
Scritto da Michele Giorgio GERUSALEMME   
Venerdì 03 Settembre 2010 03:56

Il Manifesto, 2 Settembre 2010

MEDIORIENTE

proteste palestinesiPROTESTE PALESTINESI CONTRO I COLLOQUI PREVISTI PER OGGI A WASHINGTON.

NELLA FOTO PICCOLA, IL PREMIER NETANYAHU/FOTO APNetanyahu

Al centro dei colloqui Gerusalemme, il diritto al ritorno per i profughi, le risorse naturali, la sicurezza di Tel Aviv, i confini dello stato di Palestina. E il riconoscimento da parte dell'Anp del carattere ebraico dello stato di Israele. Ma intanto il governo di Netanyahu annuncia la fine della moratoria sugli insediamenti a partire da fine settembre

Partono oggi i nuovi negoziati diretti tra Israele e Anp fortemente voluti dal presidente Usa Barack Obama

Barack Obama avrà oggi a Washington ciò che ha cercato per un anno e mezzo: portare israeliani e palestinesi a riprendere i negoziati diretti. L'obiettivo dichiarato del presidente americano è quello di sostenere le due parti a raggiungere entro un anno un accordo-quadro da applicare gradualmente negli anni successivi. Vuole guadagnarsi un posto nella storia Obama. Più di tutto vuole ottenere un nuovo mandato ed è convinto che il prestigio derivante da un accordo tra Israele e palestinesi gli consentirà di tenere in tasca per altri quattro anni le chiavi della Casa bianca.
Ma le probabilità che ciò si realizzi grazie al negoziato mediorientale sono molto basse. Obama rischia di rimanere a bocca asciutta come il suo predecessore democratico Bill Clinton, che nel luglio 2000 non esitò ad imporre a israeliani e palestinesi il vertice di Camp David, terminato in un fallimento completo e sfociato nell'esplosione, qualche mese dopo, della seconda Intifada palestinese contro l'occupazione.
Più di Obama rischia il presidente dell'Anp Abu Mazen che, senza avere ottenuto lo stop della colonizzazione israeliana in Cisgiordania e Gerusalemme Est, ha accettato di riprendere «senza precondizioni» il negoziato diretto con Israele. Un fallimento metterebbe ancora più in crisi l'Autorità nazionale palestinese che si regge in piedi soltanto grazie alle donazioni dei paesi occidentali. Abu Mazen peraltro ha scelto di andare alla trattativa con Israele prima della riconciliazione con il movimento islamico Hamas che dal 2007 controlla Gaza - rendendo ancora più precaria la sua autorità.

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In testimony to Turkel Commission COGAT contradicts Netanyahu | Stampa |
Scritto da Gisha   
Venerdì 03 Settembre 2010 03:45

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For immediate release, Tuesday, August 31, 2010

 

  • Contrary to what Netanyahu told the commission, COGAT confirms that the closure was meant to exert pressure on the civilian population in Gaza.
  • Whereas Netanyahu testified that restrictions were vital to "prevent the entry of weapons and war materiel to the Gaza Strip, Dangot admitted that the restrictions were meant to paralyze the economy in order to weaken Hamas.
  • Gisha: the motives behind the closure have bearing on its legality.

Tuesday, August 31, 2010 - The testimony today by Maj. Gen. Eitan Dangot, the Coordinator of Government Activities in the Territories, before the Turkel Commission to Examine the Maritime Incident, confirms Gisha's claim that the closure was imposed on Gaza not only for security reasons to prevent the entry of war materiel, but also to paralyze the economy, meanwhile harming civilian life in the Gaza Strip. According to Gen. Dangot's testimony, Israel declared economic warfare against the Gaza Strip and prevented the entry of goods – including certain kinds of food and other civilian items – that posed no security threat, with the goal of disrupting civilian life in the Gaza Strip.

In a letter from Gisha to the commission ahead of Dangot's testimony, written by Adv. Tamar Feldman, the organization noted that the state had previously declared its goal of paralyzing the economy in Gaza to pressure the civilian population, and therefore "the closure was based not only on security considerations but was also a declared attempt to hurt the civilian population." Gisha claimed that these motives, as well as the way the policy was implemented, have implications for the legality of the closure. International law allows restrictions whose purpose is to preventing the smuggling of war materiel, but does not allow for the prevention of passage of goods which are clearly civilian in nature.

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«Non ha senso avviare una trattativa mentre si costruiscono le colonie» | Stampa |
Scritto da Michele Giorgio GERUSLEMME   
Venerdì 03 Settembre 2010 03:35

Il Manifesto, 2 Settembre 2010

HANAN ASHRAWI - Ex negoziatrice, parlamentare, attivista dei diritti civili e unica donna a far parte del Comitato esecutivo dell'Olp

ashrawi «Senza lo stop alla colonizzazione israeliana dei territori occupati palestinesi il negoziato rischia il fallimento immediato». Arriva subito al punto Hanan Ashrawi che per anni ha partecipato a trattative con Israele prive di risultati concreti. Storica portavoce palestinese, parlamentare e attivista dei diritti civili, Ashrawi è l'unica donna a far parte del Comitato esecutivo dell'Olp. In questi anni non ha mancato di criticare diverse scelte fatte dall'Autorità nazionale palestinese.

Il premier israeliano Netanyahu ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di prolungare la sospensione delle nuove costruzioni nelle colonie ebraiche in Cisgiordania. Dobbiamo aspettarci il fallimento immediato delle trattative?
Non voglio essere catastrofista ma è difficile immaginare un futuro per questi colloqui. Lo Stato di Palestina non può nascere mentre le colonie (israeliane) ingoiano la nostra terra e spezzettano la Cisgiordania e Gerusalemme Est. E visto che Netanyahu e il suo governo pensano a come mantenere l'occupazione militare piuttosto che ad eliminarla, non vedo possibilità concrete per questo negoziato. Ben diverso potrebbe essere il risultato se gli Stati uniti e l'Europa decidessero di intervenire per imporre a Israele una soluzione al conflitto fondata sulle risoluzioni internazionali e non sulla legge del più forte. Così tra qualche settimana Israele metterà fine alla moratoria (durata dieci mesi, ndr) sulle nuove costruzioni nelle colonie e in Cisgiordania e a Gerusalemme Est assisteremo a nuove colate di cemento.

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«La pace economica? Io voglio un Paese» | Stampa |
Scritto da Vittorio Arrigoni GAZA CITY   
Venerdì 03 Settembre 2010 03:33

Il Manifesto, 2 Settembre 2010

GAZA - I colloqui visti dalla Striscia

Riferendosi agli accordi di Oslo il compianto Edward Said usava ripetere che il processo di pace è il primo ostacolo alla pace. Alla vigilia di questi ennesimi colloqui, sono andato a tastare il polso dell'uomo della strada di Gaza.
Juber, contadino di Khan Younis: «Abbiamo sempre avuto negoziati e cosa abbiamo ottenuto? Sempre meno terra e più colonie. E qui a Gaza più miseria e disperazione. Questa è solo un'operazione mediatica concessa da Netanyahu a Obama come semaforo verde per attaccare l'Iran. Non ce ne facciamo niente di strette di mano in un album di fotografie, se c'era la buona volontà sarebbe prima stato rimosso l'assedio, ma a Gaza non cambierà nulla, lo sanno anche le galline nel mio pollaio». Non sorprenda la padronanza dell'argomento del palestinese qualunque della Striscia, qui anche nell'analfabetismo si cresce a pane olio zaatar e politica.
Mahfuz , pescatore di Gaza city: «Dare il tempo a Israele di ripulire Gerusalemme dagli arabi, questo il senso dei negoziati. Ramallah avrebbe dovuto richiedere la fine dell'assedio, e poi sedersi al tavolo. È importante ricompattarci fra di noi palestinesi, prima di inviare un rappresentate».

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