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Dossier
El Baradei invita a boicottare le elezioni | Stampa |
Scritto da a cura della Redazione Esteri   
Giovedì 09 Settembre 2010 01:24

Il Manifesto, 8 Settembre 2010

EGITTO

L'ex direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Mohamed el-Baradei, ha lanciato un appello per boicottare le prossime elezioni parlamentari e presidenziali in Egitto. Secondo quanto riferisce la tv araba «al-JazeerA», il leader del movimento per la Riforma e il Cambiamento ha affermato che «se l'attuale governo continua a rifiutarsi di esaudire le nostre richieste, diventa necessario scendere in strada e organizzare proteste di disobbedienza civile». Parlando ieri sera, nel corso della rottura del digiuno del Ramadan con 200 dei suoi sostenitori al Cairo, el-Baradei si è detto convinto che «le elezioni del prossimo novembre saranno truccate». «Vi invito però a mantenere la calma e ha prepararvi per una lotta di lunga durata», ha affermato. L'ex numero uno dell'Aiea ha quindi invitato i suoi sostenitori ad astenersi dal voto perché «la partecipazione sarà contraria alla volontà popolare, che vuole invece portare l'Egitto verso una vera democrazia».

 
Rogo del Corano, interviene Petraeus | Stampa |
Scritto da Redazione Esteri   
Giovedì 09 Settembre 2010 01:20

Il Manifesto, 8 Settembre 2010

islam not the devil

Terry Jones è un uomo dalle convinzioni ferree. Pastore di una piccola chiesa pentecostale della Florida, ha scritto un libro dal titolo inequivocabile: «L'islam è diabolico». Una scritta che ha anche riprodotto su un cartello all'ingresso della sua chiesa (vedi foto tratta dal sito della comunità www.doveworld.org)). Per celebrare l'anniversario degli attentati di New York e Washington del 2001, l'uomo ha pensato di organizzato un happening del tutto particolare: il prossimo 11 settembre farà un grande falò con copie del Corano. «Vogliamo dimostrare la vera natura dell'islam, una religione violenta e oppressiva che si traveste da religione di pace», ha sottolineato il buon pastore.

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Che disdetta | Stampa |
Scritto da Redazione de Il Manifesto   
Giovedì 09 Settembre 2010 00:20

Il Manifesto, 8 Settembre 2010

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Niente scioperi, mensa, orari, diritti sindacali. E chi non ci sta, fuori dai piedi. L'ordine di Marchionne è stato eseguito: il contratto nazionale dei metalmeccanici non esiste più, Federmeccanica ne decreta la morte tra gli applausi di un governo in crisi e dei sindacati complici. Era stato firmato da tutte le sigle e votato dai lavoratori, ma non importa. Passa il diktat della Fiat, l'industria italiana diventa una grande Pomigliano

 
Strappo Suicida | Stampa |
Scritto da Loris Campetti   
Giovedì 09 Settembre 2010 00:15

Il Manifesto, 8 Settembre 2010

Marchionne comanda, Ceccardi obbedisce. Il modello di relazioni sociali in Italia dev'essere quello imposto a Pomigliano d'Arco, senza scioperi e senza mensa, senza orari e senza diritti sindacali e chi si mette di traverso fuori dai piedi. O così o me ne vado da Federmeccanica, dal contratto, dall'Italia, aveva minacciato l'uomo forte del Lingotto. E Federmeccanica ha eseguito, tra gli applausi del governo e i brindisi dei sindacati complici, eccitati dall'esclusione della Fiom da ogni confronto.
Fatta la legge, trovato l'inganno. Traduzione della Federmeccanica: fatto il contratto, trovata la deroga. Tutto sta a scegliersi il contratto giusto, quello che già contenga in sé la possibilità di disattenderlo. Sulla base di questo presupposto, ieri l'organizzazione delle imprese metalmeccaniche ha decretato la morte del contratto nazionale di lavoro siglato unitariamente da tutti i sindacati di categoria e sottoscritto con un referendum dalla stragrande maggioranza dei lavoratori. E una volta cancellato unilateralmente il contratto legittimo, che per comune decisione di tutti i contraenti deve restare in vigore fino al 31 dicembre del 2011, Federmeccanica ha deciso di riconoscersi in quello separato del 2009 che la Fiom non ha firmato e la cui legittimità continua e continuerà a contestare, anche perché quel testo non è mai stato sottoposto al giudizio degli interessati.

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Obama trattato “come un cane” | Stampa |
Scritto da Federico Rampini   
Mercoledì 08 Settembre 2010 22:28

Estremo Occidente, 7 settembre 2010

Sfogo di Obama contro il linguaggio dell’opposizione: “Parlano di me come si parla di un cane”. Un’allusione ai toni razzisti del Tea Party.

Intanto per la prima volta dal 2002 gli americani hanno più fiducia nei repubblicani per salvare l’economia dalla crisi. Un sondaggio Washington Post conferma il trend che può portare a una pesante batosta elettorale per il partito democratico a novembre.

 

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