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Scritto da Chris Marsden and Jean Shaoul
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Mercoledì 01 Settembre 2010 11:51 |
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World Socialist Web Site, 26 August 2010
The Middle East Quartet made up of the United States, the United Nations, the European Union and Russia said last Friday that talks would take place in Washington on September 2. US Secretary of State Hillary Clinton confirmed that Israeli Prime Minister Binyamin Netanyahu and Palestinian Authority (PA) President Mahmoud Abbas had agreed to attend.
The meeting is the product of massive pressure placed upon the PA regime by the US to go along with a diplomatic charade. The Quartet offered Abbas a suitable cover, with references to a comprehensive settlement ending Israel’s occupation and resulting in “the emergence of an independent, democratic and viable Palestinian state” within a year. Abbas needed this in order to justify a resumption of talks that ended after the December 2008 Israeli invasion of Gaza.
But, with far more legitimacy, Netanyahu was able to cite Clinton’s call for negotiations “without preconditions”—the key Israeli demand. This gives carte blanche to Israel to carry on its land grabs in East Jerusalem and on the West Bank through its programme of settlement construction.
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Scritto da Carlotta Caldonazzo
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Martedì 31 Agosto 2010 02:15 |
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Il Manifesto, 29 Agosto 2010
IRAN - Nessuna decisione definitiva sulla sorte della donna condannata alla lapidazione
Il ministero degli esteri di Tehran ha annunciato ieri che la lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la 43enne iraniana condannata a morte per adulterio e concorso in omicidio, è stata sospesa perché la sentenza è «in corso di revisione». All'inizio di luglio le autorità iraniane hanno annunciato la sospensione della pena, chiarendo che non era stata presa ancora nessuna decisione definitiva. «Per le pene particolarmente severe c'è una procedura meticolosa e lunga, - ha spiegato all'agenzia Afp il portavoce del ministero degli esteri iraniano Ramin Mehmanparast - il verdetto deve essere ancora riesaminato e quando la giustizia arriverà a una conclusione definitiva lo annuncerà». Mehmanparast ha chiesto pertanto ai paesi occidentali di «non sfruttare le questioni giudiziarie a fini politici», ovvero per aumentare le pressioni sull'Iran a proposito del programma nucleare, anche perché i giudici «non si piegheranno alle pressioni». La colpevolezza di Sakineh, secondo Mehmanparast, è stata «accertata» per due «crimini» distinti, adulterio e concorso nell'omicidio del marito. Se per nel primo caso la condanna è stata sospesa e il procedimento è in corso di revisione, nel secondo il dossier è «in dirittura di arrivo».
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Scritto da Chiara Saraceno
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Sabato 28 Agosto 2010 02:59 |
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CGIL.it, 26/08/2010
Le condotte "immorali" delle donne appaiono più gravi: disonorano gli uomini di famiglia e "tentano" gli altri Una colpa "morale" diventa reato penale: questo sta succedendo all´iraniana condannata a morte per adulterio Il caso Sakineh, come quello di molte altre donne condannate a morte (con lapidazione!) a causa del loro supposto adulterio non riguarda solo la sproporzione tra la colpa e la pena, ma il fatto stesso che una supposta colpa secondo il codice morale sia automaticamente un reato dal punto di vista penale. E che reato, vista la pena cui viene condannata chi lo compie.
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Scritto da a cura della redazione esteri
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Venerdì 27 Agosto 2010 03:45 |
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il Manifesto, 26 agosto 2010
IRAN Continua lo show bellico dell'Iran. Ieri è stata presentata una nuova versione di missili costruiti nella repubblica islamica. Dopo il via libera dato alla centrale atomica costruita dagli ingegneri russi, a Teheran prosegue la fiera delle armi: sono stati mostrati droni, navi e mini-sottomarini. Il missile presentato ieri, il Fateh-110, è lungo 9 metri e potrebbe colpire un bersaglio lontano 250 chilometri. Il ministro della difesa di Teheran, Ahmad Vahidi, ha puntato il dito contro il sistema di difesa Patriot che gli Usa hanno venduto al Kuwait, piccolo paese che potrebbe essere colpito dai missili iraniani. |
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Scritto da Redazione Esteri
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Mercoledì 25 Agosto 2010 02:51 |
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Il Manifesto, 24 Agosto 2010
IRAN
Dopo il drone «Karrar», le navi «Saraj» e «Zolfagor». L'Iran continua a presentare il suo equipaggiamento da guerra. Ieri il ministro della difesa, Ahmad Vahidi, ha inagurato le due nuove linee di assembleaggio delle navi che saranno impiegate in missioni di controllo o di attacco. Il giorno prima il presidente Mahmud Ahmadinejad aveva presentato l'aereo teleguidato «Kranar», un mostro da una tonnellata pronto a difendere la repubblica islamica dai «nemici dell'umanità». |
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