il Manifesto, 7 febbraio 2010
NUCLEARE
Un «ottimo incontro», ha detto il ministro degli esteri iraniano Manoucher Mottaki. «Il dialogo continua, dobbiamo accelerarlo», ha fatto eco il direttore generale dell'agenzia internazionale per l'energia atomica, Yukiya Amano. Continua il dialogo tra l'Iran e l'Aiea: ma le relative aperture venute da Tehran, con dichiarazioni possibiliste del presidente Ahmadi nejad, non hanno trovato favore in occidente, Stati uniti in testa.
L'Iran, ha ripetuto il ministro Mottaki dopo un incontro con il capo dell'Aiea, è pronto a esportare parte del suo uranio arricchito (al 3,5%, necessario a produrre energia) in un paese terzo, Francia o Russia, per ricevere indietro uranio arricchito al 20% (per la ricerca medica). Lo scambio sbloccherebbe la controversia sul programma nucleare iraniano. Ma per gli Stati uniti, l'Iran non ha ancora fatto le concessioni attese. «Non ho la sensazione che siamo vicini a un accordo», ha dichiarato ieri il segretario alla difesa Robert Gates. Mottaki ha ripetuto (e gli Usa non accettano) che lo scambio sia simultaneo, e che sia Tehran a determinare la quantità di uranio da scambiare. Venerdì si sono incontrate le 5 potenze del consiglio di sicurezza Onu più la Germania per discutere il caso Iran. La Cina però ha sostenuto che parlare di sanzioni è prematuro. Mentre Mosca vuole che eventuali sanzioni siano rivolte al programma nucleare, senza colpire l'economia iraniana.



