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Siria
Water Crisis Grips Syria | Stampa |
Scritto da Daniel Williams   
Giovedì 04 Marzo 2010 10:28

March 2, 2010

DAMASCUS — A few kilometers beyond an irrigated golf course on the outskirts of Damascus, scores of refugees fleeing drought in Syria’s northeastern breadbasket have settled into tents on a rocky field.

“Our wells are dry, and the rains don’t come,” said Ahmed Abu Hamed Mohieddin, a wheat farmer from the town of Qamishli in the Fertile Crescent, a rich agricultural area stretching from Iraq to Israel. “We cannot depend on God’s will for our crops. We come to the city, where the money is.” He and three sons work as porters in the capital’s vegetable markets.

They are among about 300,000 families driven to Damascus, Aleppo and other cities in one of the “largest internal displacements in the Middle East in recent years,” according to a Feb. 17 report by the United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs.

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Peace not wanted | Stampa |
Scritto da Gideon Levy, Haaretz Correspondent   
Giovedì 04 Marzo 2010 10:14

04/03/2010

Israel does not want peace with Syria. Let's take off all the masks we've been hiding behind and tell the truth for a change. Let's admit that there's no formula that suits us, except the ludicrous "peace for peace." Let's admit it to ourselves, at least, that we do not want to leave the Golan Heights, no matter what. Forget about all the palaver, all the mediations, all the efforts.

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Damasco-Tehran, un matrimonio sempre più forte | Stampa |
Scritto da Michele Giorgio   
Sabato 27 Febbraio 2010 05:25

Il Manifesto, 26 Febbraio 2010

FALLITO IL PIANO CLINTON

Ieri al Segretario di stato americano dev'essere andata di traverso la colazione. Le notizie arrivate a Washington da Damasco, dove si è tenuto il summit tra il presidente siriano Bashar Assad e quello iraniano Mahmud Ahmadinejad, hanno tradito le aspettative di Hillary Clinton che, appena qualche ora prima, aveva chiesto alla leadership siriana di prendere le distanze da Tehran.

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Siria, tornano ambasciatore e 007 Usa | Stampa |
Scritto da Michele Giorgio   
Venerdì 19 Febbraio 2010 01:16

il Manifesto, 18 febbraio 2010

IL SOTTOSEGRETARIO DI OBAMA A DAMASCO
Deciso ad accerchiare l'Iran, Barack Obama ora sostiene che Bashar Assad in fondo è un buon diavolo e potrebbe anche risultare «utile alla causa». Sempre che il presidente siriano faccia ciò che gli chiede Washington: prendere le distanze da Tehran e dal movimento sciita libanese Hezbollah. Ieri il vicesegretario di stato Usa William Burns (...) è stato ricevuto a Damasco, l'ultimo passo nella «normalizzazione» dei rapporti fra i due Paesi. Una visita avvenuta poche ore dopo l'annuncio di Obama della nomina di Robert Ford a nuovo ambasciatore Usa a Damasco, incarico vacante da dopo l'attentato che nel 2005 a Beirut uccise l'ex premier Rafiq Hariri, attribuito proprio alla Siria dai libanesi filo-occidentali. Burns ha chiarito subito che la sua missione «rispecchia il desiderio di Washington di proseguire il dialogo con il governo siriano». E non ha mancato di sottolineare che la Casa Bianca «intende far avanzare il processo di pace su tutti i binari e favorire il raggiungimento della pace» nel Vicino Oriente. «Abbiamo affrontato in modo franco le questioni su cui divergiamo, ma abbiamo anche individuato i temi comuni su cui poter costruire» ha aggiunto. Assad ha replicato che il suo paese si attende che gli Usa si adoperino affinché «Israele accetti di fare quanto richiede la pace» nella regione, ossia restituisca alla Siria il Golan che occupa dal 1967. Ma Assad non ha intenzione di mollare, senza una generosa contropartita economica e diplomatica, l'Iran, alleato fedele che per oltre 30 anni ha garantito al suo paese aiuti d'ogni genere. Washington invece non fa promesse e, soprattutto, non ha intenzione d'imporre a Israele il ritiro dal Golan. Burns ha lasciato a Damasco Dan Benjamin, responsabile al Dipartimento di stato per l'antiterrorismo, confermando indirettamente quanto riferito nei giorni scorsi dal giornalista statunitense Seymour Hersh, sull'avvenuta ripresa della collaborazione tra la Cia e i servizi segreti siriani.

 
Syria vows to respond to any Israeli aggression | Stampa |
Scritto da News Agencies and Haaretz Service   
Martedì 09 Febbraio 2010 10:45

08/02/2010

Syrian President Bashar Assad on Sunday vowed to stand by Lebanon's side against any Israeli "aggression," in an escalating war of words between Damascus and Jerusalem.

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