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Siria
Vertice Hassad-Hariri: «Siamo paesi fratelli» | Stampa |
Scritto da a cura della redazione esteri   
Mercoledì 01 Settembre 2010 01:56

il Manifesto, 31 agosto 2010

LIBANO/SIRIA
Domenica il presidente siriano Bashar al Assad ha ricevuto a Damasco il primo ministro libanese Saad al Hariri, per discutere con lui dei rapporti tra i due paesi. Le «relazioni eccezionali» tra Beirut e Damasco confermano le «profonde radici storiche del legame fraterno che unisce i due popoli». Al centro della discussione in realtà erano le prospettive di cooperazione in diversi campi, soprattutto a livello regionale e internazionale. Secondo il presidente siriano è importante per questo portare avanti una politica interna di distensione e dialogo, sostenendo la «resistenza» (ovvero il movimento sciita Hezbollah). Obiettivo primario infatti è garantire la forza del Libano per difendersi dai pericoli esterni.

 
Israël : Une situation en permanence tendue et dangereuse | Stampa |
Scritto da Dominique Angelini   
Giovedì 19 Agosto 2010 05:36

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16 août 2010

Entretien avec Gilbert Achcar

Le gouvernement israélien actuel est un gouvernement d’extrême droite où dominent les fractions d’extrême droite même si c’est un gouvernement de coalition avec la participation des travaillistes

Quelles sont aujourd’hui les relations entre Israël et les États-Unis  ?

L’attaque de la flottille par Israël a fortement détérioré l’image du pays à l’échelle mondiale y compris au niveau des gouvernements traditionnellement alliés en Occident. Cela dit, le gouvernement américain est peut-être celui qui a été le moins impressionné par les événements. Un certain nombre de gouvernements européens ont eu une attitude plus critique que le gouvernement américain qui a même essayé de couvrir Israël. Cependant, l’opération a eu un effet boomerang, elle a servi à souligner de manière consensuelle, au niveau des gouvernements occidentaux, le fait que le blocus imposé à Gaza ne pouvait continuer, qu’il était inefficace vis-à-vis des objectifs poursuivis et qu’il avait des conséquences humanitaires désastreuses. Il y a donc une pression pour qu’Israël modifie les conditions du blocus. C’est en cours et en principe le gouvernement israélien devrait discuter d’un allègement du blocus.

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Our next war crime | Stampa |
Scritto da Eyal Megged   
Giovedì 19 Agosto 2010 05:05

ynet, 16.08.10

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Assad. Sending signals Photo: Reuters

The next war crime is taking place at this time already, even before the war started. This war crime is the very failure to prevent the war.

We are headed towards an inevitable war with Syria. Our life experience and history clearly show that when a diplomatic vacuum is not filled with peace moves, it is filled by war. It’s almost a natural law, just like in soccer: When you fail to take advantage of opportunities to score a goal, you can bet that eventually the other team will score.

Since 2003, Bashar Assad had been sending signals indicating that he is ready for peace, yet Israel turns him back empty-handed. At first the excuse was that he’s too weak so what’s the point. Ever since he grew stronger, the excuse had been replaced by another one: Assad’s intentions aren’t pure.

Governments here come and go, yet there’s no partner on the Israeli side. Seemingly, it’s unclear how Israel could afford to refuse this. After all, everything we ever dreamed of is happening: Assad is making it known at every opportunity that he aspires for “comprehensive peace” and declares his willingness to engage in negotiations “without any preconditions.” He keeps on lamenting that there’s no response on our part.

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Siria: fine tregua fratelli musulmani - regime | Stampa |
Scritto da red   
Mercoledì 18 Agosto 2010 14:47

Ma il nuovo leader degli islamisti, Riyadh al-Shaqfa, esclude il ricorso alla violenza

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Roma, 14 agosto 2010 (foto da www.almasryalyoum.com/en), Nena News – Per i Fratelli Musulmani siriani è finita la tregua con il regime del presidente Bashar Assad. Lo ha annunciato il nuovo leader dell’organizzazione islamista Riyadh al Shafqa in un’intervista pubblicata dal sito del quotidiano egiziano al Masry al Youm.

«La guerra di Gaza è terminata da lungo tempo e riprenderemo la nostra opposizione al regime (siriano)», ha detto al Shafqa alla guida dei Fratelli musulmani siriani da poco più di un mese. L’organizzazione aveva proclamato la «tregua» durante l’offensiva israeliana «Piombo fuso» contro la Striscia di Gaza (dicembre 2008 – gennaio 2009) in considerazione dell’appoggio offerto dal governo siriano alla popolazione palestinese sotto i bombardamenti (1.400 morti, migliaia di feriti). A Damasco peraltro vive e svolge le sue attività politiche Khaled Mashaal, leader in esilio del movimento islamico Hamas, l’espressione palestinese dei Fratelli Musulmani.

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Siria: No al niqab nelle università | Stampa |
Scritto da NENA-News   
Mercoledì 21 Luglio 2010 20:37

Vietato alle studentesse siriane presentarsi a lezione con indosso il niqab: lo ha deciso il Ministro dell’Educazione. Un provvedimento che segue di pochi mesi il trasferimento di oltre 1200 insegnanti con il velo, dalle cattedre all’amministrazione pubblica

Roma, 19 luglio 2010 – Nena News (foto dal sito www.tumbr.com) – Bandito il niqab nelle universita’ pubbliche della Siria. Un provvedimento che arriva direttamente dal Ministro dell’Educazione siriano Ghyath Barakat, in quanto secondo una intervista che lo stesso Ministro ha rilasciato alla CBS, il fenomeno del niqab contraddice “i valori accademici e l’etica morale della societa’ siriana.” Il divieto alle studentesse siriane di entrare nelle aule con il niqab,  il velo che copre interamente il volto, andrebbe -secondo quanto dichiarato da Barakat – incontro alle esigenze del governo  di “rimanere secolare e pluralista”. Accolto con favore dall’associazione femminista  “Osservatorio delle donne siriane”, il divieto nelle universita’segue solo di pochi mesi la decisione di Damasco di rimuovere dalle cattedre universitarie oltre 1200 insegnanti perche’ velate con il niqab, trasferendole negli uffici amministrativi, dove il contatto con gli studenti e’ pressoche’ inesistente.

Per molti, il gesto del governo siriano e’ comunque il segno di un rinnovato controllo sulle componenti integraliste islamiche, politica gia’ intrapresa alla fine del 2008 quando il potere di Damasco aveva introdotto piu’ ferree regolamentazioni sulle scuole islamiche private. Il tentativo di controllare e frenare i gruppi integralisti musulmani, in particolare i Fratelli Musulmani, riporta alla memoria l’aperto conflitto che dagli anni quaranta ha da sempre contraddistinto la storia siriana, tra il partito nazionalista Ba’ath e i Fratelli Musulmani, conflitto che porto’ alla strage di Hama. Nel febbraio del 1982, l’esercito siriano inviato dal regime di Hafez al Assad   bombardo’ la cittadina -considerata la roccaforte della Fratellanza Musulmana - per fermare la rivolta del gruppo conservatore sunnita.  Secondo il famoso inviato dell’Independent, Robert Fisk, entrato a Homa poco dopo il massacro, da cui la stampa fu tenuta lontana dal regime di Hafez al Assad, furono oltre 10.000 le vittime delle truppe governative. Molte di piu’invece, oltre 25.000, secondo i dati delle organizzazioni in difesa dei diritti umani tra cui Amnesty International.

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