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Incontro sul BDS a Bologna | Stampa |
Scritto da Stop Agrexco Italia   
Martedì 27 Aprile 2010 04:45

Stop Carmel Agrexco, 14 aprile 2010

Il Coordinamento Campagna BDS di Bologna ha organizzato una assemblea pubblica il 14 aprile per presentare la Campagna e le iniziative sulle quali si sta lavorando.

Sono intervenuti Padre Raed Abu Shalia, Parroco di Taybeh (Cisgiordania, Palestina) e membro del Comitato Kairos Palestine che ha redatto il documento delle chiese cristiane di Palestina a sostegno della campagna BDS; Giorgio Forti di Rete ECO – Ebrei Contro l’Occupazione, Professore Emerito di Biochimica Vegetale (Università di Milano) e Martina Pignatti di Un Ponte per..., Gruppo BDS Pisa e Stop Agrexco Italia, Docente di Peacebuilding e Peacekeeping (Università di Pisa).

I relatori hanno presentato la campagna con interventi molto interessanti che, partendo da sensibilità e prospettive differenti, sono riusciti a comunicare al pubblico le ragioni della campagna, l'importanza di questo strumento e la sua possibile efficacia.

Circa 150 persone hanno seguito gli interventi dei relatori e il dibattito, dimostrando grande interesse e disponibilità a impegnarsi direttamente nella campagna BDS (60 nuovi contatti E-mail raccolti).

Nel corso della serata è stato distribuito un volantino con indicazioni sui prodotti e sulle aziende da boicottare.

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Israele-Palestina: informazione corretta? | Stampa |
Scritto da Donata Columbro   
Mercoledì 21 Aprile 2010 05:02

Volontari per lo sviluppo, 20-04-2010

Sessanta i partecipanti, tra studenti e aspiranti giornalisti, che in un workshop di tre giorni hanno affrontato il delicato tema dell'informazione nel conflitto tra Israele e Palestina insieme ad Amira Hass, giornalista del quotidiano Haaretz, unica corrispondente israeliana che vive nei territori occupati da più di 20 anni.

Il giornalista deve essere schierato? Cosa significa neutralità in una situazione di conflitto? Qual è il corretto utilizzo delle fonti ufficiali e come si raccolgono le testimonianze dirette? Perché i media internazionali non sono interessati ad approfondire il tema dell'occupazione israeliana? Sono alcune tra le questioni affrontate dalla giornalista Amira Hass, corrispondente per il quotidiano Haaretz e collaboratrice di Internazionale, durante il workshop per aspiranti reporter sul tema dell'informazione nel conflitto israelo-palestinese. Organizzato da Rete Eco (Ebrei contro l'occupazione), dalla piattaforma Zeitun con la partecipazione di Acmos e Internazionale, e dal Comitato di solidarietà con il popolo palestinese-Torino, il laboratorio è iniziato venerdì 15 aprile e si è concluso ieri in serata con una conferenza aperta al pubblico con un intervento di Michelangelo Cocco, giornalista de Il Manifesto corrispondente dalla Palestina.

"L'idea di questo workshop è nata da una riflessione sulla disinformazione dei media italiani sulla questione israelo-palestinese", ci spiega Paola Canarutto di Rete-ECO. "Attualmente l'unico quotidiano nazionale che si occupa con attenzione di quest'area è il Manifesto. Abbiamo voluto coinvolgere giovani giornalisti per ragionare insieme sul problema di un'informazione e, nonostante alcuni problemi organizzativi [al workshop sarebbe dovuta intervenire anche Shireen Abu Akle, di Al Jazeera, nda], le nostre aspettative sono state più che realizzate. Rete Eco si occupa di informazione attraverso il sito internet e organizza diversi eventi culturali, ma questo è il primo esperimento di iniziativa che coinvolge partecipanti provenienti da ogni area politica. Abbiamo scelto apposta di coinvolgere un target 'misto', per avere un vero confronto sull'argomento".

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Museo della Tolleranza | Stampa |
Scritto da Miryam Marino   
Sabato 03 Aprile 2010 21:15

Miryam Marino.blogspot.com, 1 Aprile 2010

e MENO MALE CHE LA RELIGIONE EBRAICA RITIENE CHE LA SEPOLTURA DEVE ESSERE ETERNA E INVIOLABILE! NEL 2007 QUANDO SI COMINCIO' A PARLARE DI QUESTA STORIA, CIOÈ DELLA DISTRUZIONE DELL'ANTICO CIMITERO MUSSULMANO DI GERUSALEMME PER ERIGERVI "UN MUSEO DELLA TOLLERANZA" SCRISSI QUESTO RACCONTO.

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«Pacifisti, fari nella notte» | Stampa |
Scritto da Enrico Campofreda   
Martedì 23 Marzo 2010 09:05

Terra, 17/03/2010

L'INTERVISTA. Paola Canarutto, della Rete ebrei contro l’occupazione, parla del conflitto in Palestina. «Netanyahu è prigioniero di una maggioranza ancor più estremista e teme che gli alleati l‘abbandonino facendo cadere l’esecutivo».

Sul critico momento nei rapporti diplomatici fra Stati Uniti e Israele abbiamo interpellato Paola Canarutto della Rete ebrei contro l’occupazione. «E’ evidente come Obama si trovi in difficoltà col mondo arabo per i comportamenti del governo d’Israele. Io non ho simpatie per la politica estera statunitense che da anni porta guerre, come in Agfghanistan e Iraq, però più fonti hanno rivelato come Biden senza mezzi termini abbia detto a Netanyahu che la linea del suo governo sugli insediamenti diventa insostenibile per l’amministrazione Obama. Perché non scompaia del tutto la prospettiva dei due stati, in Israele-Palestina, gli USA dovrebbero mantener fede alle proprie parole: se chiudessero i rubinetti, Israele non resisterebbe cinque minuti.

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“Dalla Regione Al Medio Oriente: percorsi di pace e giustizia” | Stampa |
Scritto da Comitato per “Serenetta Monti alla Regione Lazio”   
Lunedì 15 Marzo 2010 05:23

Mentre il deficit della Sanità affligge la Regione Lazio (facendo persino pagare il ticket anche a chi ha patologie croniche) vengono impegnati 300.000 euro per finanziare una fondazione privata israeliana. Perché?

Il progetto “Saving Children”, adottato dalla Regione Lazio il 27 maggio 2008, finanzia, infatti, la “Fondazione Peres” (israeliana) per rispondere alle esigenze del sistema medico palestinese, invece di sostenere direttamente il sistema sanitario palestinese. Questo progetto, già finanziato da altre Regioni (Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Friuli-Venezia Giulia) per un budget complessivo di circa 6 milioni di euro, è da sempre nel mirino di diverse associazioni per la sua ambiguità e per la scarsa o nulla trasparenza in merito all’impiego dei fondi italiani stanziati.

 

Inoltre, la Regione Lazio stanzia 500.000 euro per la collaborazione scientifica e tecnologica con Israele (con progetti legati alla ricerca sulle nanotecnologie), sapendo perfettamente che in Israele non esiste una chiara separazione fra ricerca civile e ricerca bellica. Perché questo stanziamento? Sin dal luglio 2006, diverse associazioni hanno chiesto di visionare i testi dell’accordo e che la regione Lazio non si faccia più promotrice di collaborazioni con soggetti che risultino essere direttamente o indirettamente coinvolti in attività di guerra. Non c’è stata alcuna risposta.

 

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