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Scritto da Giorgio Canarutto
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Domenica 13 Dicembre 2009 23:20 |
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Qui sotto presento la lettera che ho spedito a L'Unione Informa in risposta all'articolo di Sergio della Pergola che difendeva la legittimità dei quartieri di Gerusalemme Est e che secondo il professore non sono le case di Gilo ad impedire la pace. http://moked.it/blog/pace/
La mia lettera, per adesso, non è stata pubblicata
G. C.
8 Dicembre, 2009
Qualche giorno fa il professor Sergio Della Pergola, su l’Unione Informa, mail quotidiana dell'UCEI, sembrava meravigliato delle rivendicazioni palestinesi sul territorio ora occupato dal nuovo “quartiere ebraico” di Gilo. Secondo il professore non è a causa della case di Gilo che non c’è pace in Medio Oriente.
Con altre colonie Gilo costituisce un anello intorno a Gerusaleme, costruito apposta per impedire la restituzione di Gerusalemme Est. Palestinesi della West Bank non possono risiedere sulla terra loro confiscata, (le nuove case sono solo per ebrei), né a Gerusalemme né in gran parte delle nuove colonie. Permessi di costruzione sono sistematicamente negati ai palestinesi nell’area classificata come “Gerusalemme”, i cui confini municipali si sono di molto ampliati dopo il ’67, e nell’area ‘C’, ovvero nel 60% circa della West Bank. Negli ultimi anni sono stati revocati migliaia di permessi di residenza a palestinesi di Gerusalemme. Coloni affiancati dalla polizia si appropriano di case palestinesi e ne espellono gli abitanti.
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Scritto da Susanna Sinigaglia
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Venerdì 11 Dicembre 2009 15:10 |
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Settembre 2009
Gestione territoriale e questione mizrachi: un’omissione spesso ripetuta nelle analisi sul conflitto israelo-palestinese
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Scritto da Miryam Marino
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Sabato 28 Novembre 2009 22:10 |
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Novembre 2009

Il Sionismo nasce lontano dalle masse operaie, nei circoli intellettuali dell’Europa ed è interessato a risolvere la questione dell’antisemitismo in occidente. Dopo la rivoluzione francese gli ebrei europei cominciavano a prendere la strada dell’assimilazione, ma questa tendenza verrà interrotta da alcune circostanze: l’invenzione della cosiddetta scienza delle razze che tendeva a classificare gerarchicamente i popoli per creare una giustificazione al predominio dei bianchi e al colonialismo. Il termine antisemitismo viene coniato nel 1873. La fine del secolo vede un ritorno del nazionalismo in Europa che comincia a guardare con ostilità gli stranieri. L’antisemitismo si riallaccia al tradizionale antigiudaismo cristiano, contemporaneamente si intensificano i dei pogrom nella Russia zarista a partire dal 1881. E’ in questo periodo che comincia a circolare un libello “I protocolli degli anziani di Sion” completamente inventato che descrive gli ebrei come una potenza oscura che vuole dominare il mondo. Seguiranno una serie di leggi antiebraiche in Russia che riguarderanno restrizioni di libertà di circolazione, espulsione degli ebrei da Mosca, arruolamento forzato dei minori nell’esercito ecc. Ma è il caso Dreyfus esploso in Francia nel 1890 e che crea un’ondata di antisemitismo, che farà nascere negli ebrei europei la convinzione che il progetto di emancipazione tramite l’assimilazione nelle democrazie liberali è impossibile e quindi a dare un grande impulso al movimento sionista. E’ in quel periodo che Theodor Herzl scrive “Lo stato degli ebrei”. Vi sostiene che gli ebrei, essendo un popolo, hanno bisogno di uno stato. Herzl è convinto che l’antisemitismo sia un fatto eterno, al di là della storia e che il problema si risolverà solo quando gli ebrei avranno un loro stato. Leon Pinsker , medico e attivista sionista propose gli Stati Uniti o l’Argentina, ma i contatti diplomatici per realizzare questi progetti non ebbero successo. Nel 1897 ci fu il primo congresso sionista a Basilea e in quella sede i sionisti decisero di creare il loro stato in Palestina. L’idea centrale del sionismo è quella dello stato-nazione e quindi non diversa dai nazionalismi dell’epoca, la sua filosofia è simile a quella colonialista del periodo storico in cui si costituisce, filosofia che non tiene conto delle popolazioni indigene e perciò uno dei suoi primi slogan fu “Una terra senza popolo per un popolo senza terra”. L’ondata di antisemitismo portò ad una grande immigrazione degli ebrei dell’est Europa verso Gli Stati Uniti e l’Europa occidentale, pochissimi tra di essi scelsero di andare in Palestina. C’era stata una prima alya nel 1881, ma questi primi coloni sopravvissero solo grazie all’aiuto finanziario del barone ebreo-tedesco Edmond de Rotshild. Fino al 1903 i sionisti riuscirono a convincere ben poche persone a trasferirsi in Palestina, in quella data, in seguito ad una nuova ondata di pogrom ci fu una nuova e più sostenuta immigrazione, furono questi immigrati ad elaborare un progetto politico coerente e a costituire l’Yshuv.
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Scritto da Miryam Marino
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Mercoledì 11 Novembre 2009 08:25 |
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Dal libro 'Gabbie' - 2009
I bambini si voltarono un'ultima volta a salutarla con la mano.
Amal li guardava allontanarsi nei loro lindi grembiulini con lo zainetto dei libri sulle spalle. Ogni giorno doveva lottare con la sua paura prima di allacciare loro i grembiuli e prepararli per la scuola. Ogni giorno i piccoli Ashraf e Senabel, seconda e terza elementare, dovevano cercare i varchi nel muro o camminare fino a dove non era del tutto finito e arrampicarsi per poter scendere dall' altra parte dove era rimasta la loro scuola.
Il muro era lì come una minaccia, si alzava tra gli abitanti del villaggio e la loro vita.
"Ora che i miei bambini devono arrampicarsi tra i calcinacci, certamente gli israeliani si sentono più sicuri" pensava Amal.
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Scritto da P.
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Giovedì 05 Novembre 2009 23:20 |
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5 novembre 2009
M: "Ti ho difesa, parlando con [...] ...". Sa bene che i rapporti con il medesimo, per i primi quindici giorni, non sono stati dei migliori; anche perché era la prima volta che partecipavo a un progetto di cooperazione in assoluto, e non avevo mezza idea di cosa realmente avrei dovuto fare. Così finisce che la situazione si è allentata anche per l'intervento del Project Officer, palestinese. E questo, dopo che tutti sapevano che la medico arrivato apparteneva alla genia degli yahud. Non avrei mai creduto che sarebbe andata così. Anche K., l'impiegato, mi saluta con calore, e mi raccomanda di tornare.
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