Germania, sì a sottomarino a Israele


La Germania riconferma la consegna del sesto sottomarino Dolphin ad Israele, sovvenzionato per un terzo dallo stato tedesco. In cambio, Tel Aviv scongela i finanziamenti all’Autorità Nazionale Palestinese, bloccati in seguito all’ammissione della Palestina all’UNESCO.


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Gerusalemme, 8 dicembre 2011, Nena News. “Questa decisione non é in sintonia con lo spirito delle dichiarazioni fatte dal Quartetto. Proprio ora non si dovrebbe fare nulla che sia di ostacolo alla ripresa dei negoziati”. Con questa dichiarazione del ministro degli esteri Guido Westerwelle la Germania aveva criticato apertamente per la prima volta il premier israeliano Netanyahu per la decisione di ampliare la colonia illegale di Gilo a Gerusalemme Est. E aveva tirato in ballo la consegna di un sottomarino a testate nucleari, prevista dagli accordi bilateri presi durante il mandato dell’ex-premier Schröder. La minaccia di bloccare la produzione del sesto sottomarino di tipo Dolphin destinato a Israele non aveva sortito l’effetto desiderato, e la costruzione di 1 100 nuove unità abitative a Gilo era stata portata avanti dal governo israeliano. Ora, la pressione sembra aver funzionato. E la Germania annuncia di mantenere la parola e sovvenzionare un terzo del prezzo del sottomarino in cambio dello sblocco israeliano dei finanziamenti all’Autorità palestinese (ANP).

“I salari di novembre verranno elargiti in tempo” – ha dichiarato il portavoce palestinese Ghassan Kahtib all’agenzia stampa Maan – “Il governo (palestinese) ha ricevuto i fondi per i salari di ottobre e novembre che erano stati bloccati da Israele”. All’ammissione della Palestina all’UNESCO con 107 favorevoli, 14 contrari e 52 astensioni, Israele aveva reagito accellerando la costruzione di colonie nei Territori Palestinesi Occupati e congelando il trasferimento dei finanziamenti  all’ANP a partire dal primo di novembre. In una dichiarazione ufficiale del gabinetto israeliano riportata dall’AFP, la decisione di scongelare i fondi sarebbe stata presa “ a seguito della cessazione di iniziative unilaterali da parte del’Autorità nazionale”.

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Secondo fonti ufficiali del governo tedesco riportate dal quotidiano israeliano Jerusalem Post, la Germania avrebbe accordato la consegna del sottomarino di sua produzione solo a condizione che Tel Aviv avesse trasferito 100 milioni di dollari destinati all’ANP. Le concessioni politiche fatte da Israele avrebbero portato Berlino a riconfermare il patto di vendita per un valore di 500 milioni di dollari, di cui 135 milioni sovvenzionati dallo Stato. O, come ci tiene a precisare il settimanale tedesco Die Zeit, “dal contribuente tedesco”.

La Germania fornisce sottomarini a Israele sin dalla fine degli anni ’90. Secondo la rivista specializzata Defense Industry Daily, i primi due sono stati donati all’alleato mediorientale subito dopo la prima Guerra del Golfo, mentre per gli altri era stato garantito il sovvenzionamento di un terzo dei costi. La marina israeliana dispone già di tre sottomarini dello stesso tipo, mentre altri due Dolphin sarebbero in costruzione nel cantiere Howaldtswerke-Deutche Werft AG (HDW) della città di Kiel. Nel bilancio statale per il 2012 diffuso dal settimanale Der Spiegel, il sovvenzionamento del sesto sottomarino sarebbe riportato come “contributo al sistema di difesa di Israele”. I sottomarini Dolphin sarebbero strategicamente importanti perché forniti di un moderno sistema di propulsione che li rende adatti al lancio di missili balistici nucleari ad ampia gittata. Un aspetto militare da non sottovalutare per un paese che intende aumentare la propria presenza navale nelle acque del Mar Rosso per contrastare l’Iran, e che sembra volersi preparare all’eventualità di un attacco nucleare. Nena News

 

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