A Gerico chirurghi italiani curano palestinesi ustionati


Si chiude oggi nella citta' palestinese la missione del dottor Enrico Robotti che assieme al suo team degli Ospedali Riuniti di Bergamo ha effettuato una quarantina di delicati interventi chirurgici.


ROBOTTI
ROBOTTI
Gerico, 03 dicembre 2011, Nena News (nella foto l’equipe degli Ospedali Riuniti di Bergamo che concluso la sua missione a Gerico) – Il dottor Enrico Robotti ha raggiunto l’invidiabile record di circa 400 interventi chirurgici effettuati in Palestina. Stimato primario di chirurgia plastica degli Ospedali Riuniti di Bergamo, il dottor Robotti a Gaza e in Cisgiordania viene regolarmente da una decina di anni, dopo aver lavorato a lungo nei Balcani, sempre a scopo umanitario. Per le sale operatorie dei Territori occupati palestinesi nelle quali ha operato sono passati bambini ed adulti con gravi ustioni o con malformazioni dalla nascita. L’ultima missione è stata, nei giorni scorsi, all’ospedale governativo di Gerico per conto del Palestine Children’s Relief Fund (Pcrf), l’ong palestinese che da venti anni assicura assistenza medica gratuita specializzata alla popolazione di Gisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est.

Abbiamo incontrato il dottor Robotti durante una breve pausa in una giornata con un calendario fitto di interventi da eseguire assieme al suo team formato da altri due chirurghi, Luca Ortelli e Bernardo Righi, dall’anestesista Alberto Benghi, dalla strumentista Elisabetta Piazzalunga e dall’infermiera Isabella Pesenti. «Abbiamo già eseguito una trentina di interventi, in totale arriveremo almeno a quaranta», dice Robotti rispondendo alle nostre domande nella piccola sala d’attesa del reparto di chirurgia dell’ospedale di Gerico. «Alcuni casi erano molto gravi, frutto di traumi causati in prevalenza da incidenti domestici», aggiunge il medico italiano. Robotti sottolinea la stretta collaborazione con i colleghi e il personale paramedico palestinese. «Il nostro scopo è anche quello di fare formazione e, pertanto, operiamo sempre assieme ai medici locali. L’obiettivo è quello di permettere ai palestinesi di rendersi autosufficienti in un futuro non troppo distante».

Robotti perciò conta di tornare al più presto in Palestina, magari ancora su invito del Palestine Children’s Relief Fund, un’organizzazione indipendente – senza legami con Stati, governi ed organizzazioni politiche – che ha aiutato sino ad oggi oltre 1000 bambini malati e feriti provenienti dalla Palestina e da altri paesi del Medio Oriente ad essere curati gratuitamente. Se volete dare un aiuto concreto al Pcrf per continuare la sua attività, visitate il sito: www.pcrf.net/?page_id=151 (in lingua italiana). Nena News

 

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