13 aprile 2015

Questo articolo di Davide Conti va corretto per alcuni errori storici, che non appaiono innocenti. E' verissimo che il Gran Muftì negli anni '30-40 si schierò con la Germania nazista (nemica del suo nemico, l'Inghilterra che dominava la Palestina), ma è anche vero che il Muftì non rappresentava i"palestinesi": mentre lui parlava per i nazisti a radio Berlino, più di 30mila Arabi Palestinesi, arruolati nell'Armata Britannica, combattevano contro Germania nazista ed Italia fascista in Libia e Tunisia. Erano, con ogni probabilità, "presi volontari per fame". La loro bandiera, che vediamo sventolata da italiani amici della causa della Liberazione della Palestina e da loro in tante manifestazioni di questi anni, è dunque a buon diritto presente dove si manifesti per Libertà, Giustizia e diritti umani e civili.

Non si può dire lo stesso della bandiera Israeliana, la bandiera dello Stato Ebraico, come il suo governo ama proclamarsi. Uno Stato che, oltre ad avere ufficialmente proclamato di essere lo Stato Ebraico, confessionale e razzista, ha messo in pratica ogni giorno, da oltre 65 anni, ed anche prima con la cacciata dei Palestinesi ( "el Naqba") dalla loro terra, questi principi anti-Liberazione.