12 giugno 2016

..., con [il testo che segue], a persone che si occupano della scuola e ad amici vari, inclusi i palestinesi di Lombardia.

Ciao,

Giorgio Forti

Care/i tutte/i,

Avrete notato che è iniziata un’offensiva in grande stile da parte di Israele, sostenuto dalla maggior parte delle Comunità Ebraiche italiane, per promuovere l’idea che la terra tra il fiume Giordano ed il Mediterraneo appartiene alla Nazione Ebraica, e lo stato di Israele è uno Stato Ebraico. Vedete le iniziative come quelle della Sissco ( Società Italiana di Studio della Storia Contemporanea) di cui vi ho mandato pochi giorni orsono il programma di un Convegno, le iniziative del CIPMO ((diretto da J.Cingoli), ora finanziato con denaro pubblico, sulla base delle sue attività culturali ma in realtà, per le sue scelte degli oratori e la sua impostazione generale, attivista di propaganda israeliana. L’attività diplomatica italiana, a cui in questi giorni si aggiunge una conferenza organizzata in Israele a cui partecipa la ministra Giannini ed una serie di docenti universitari ben selezionati allo scopo, è servilmente succube dei voleri di Israele, qualsiasi iniquità quel Paese commetta.

18/05/2016

 

Support of the international appeal to the UN about Israel’s war of repression of the BDS https://bdsmovement.net/un-appeal

 

We, the undersigned Jewish organizations and individuals from various countries all over the world urge the Israeli government to immediately stop abusing universal human rights.

-    Freedom of movement,

-  Freedom of political opinion

- Freedom of political expression,

have to be granted to Omar Barghouti and all citizens and residents in Israel and in the Palestinian territory occupied by Israel.

30 maggio 2016

... è la continuazione di quella sempre attuata dalla fondazione dello Stato di Israele ed anche prima. Ma ora è gestita da un gruppo di religiosi estremisti e fondamentalisti, a cui alcuni miscredenti, adoratori della potenza dell’idolo Nazione, hanno dato appoggio con l’aiuto di tutto l’Occidente.

31/05/2016

L'articolo di Michele Giorgio mette in evidenza, giustamente, la partecipazione di oltre 300 accademici italiani (tra i quali il sottoscritto) al programma di boicottaggio delle università ed aziende israeliane ed italiane che collaborano alla repressione militare, di estrema violenza, che Israele compie da molti decenni contro i diritti umani, politici e civili dei Palestinesi. La partecipazione italiana alle inaccettabili azioni di Israele sono state in qualche modo avallate dal discorso servile del Premier Renzi davanti alla Knesset, discorso indegno di un governante di Paese indipendente e sovrano. Noi non siamo contro la collaborazione tra persone di cultura dei due Paesi, ma contro la collaborazione istituzionale dell'Italia ai crimini razzisti del governo israeliano, in tutti i campi, compreso quello delle istituzione culturali.

6 maggio 2016

per vedere la situazione degli anni 1942-45 nel mandato britannico di Palestina bisogna vedere anche con gli occhi degli umani di allora: i palestinesi ( come i nepalesi, Gurka o Takurì, gli indiani, gli africani delle varie colonie inglesi) venivano arruolati nell'esercito britannico attratti dalla paga del soldato che spesso era per loro un modo di uscirre dalla fame e anche mandare un po' di soldi a casa. Per gli ebrei di Palestina, che erano immigrati,(alcuni, pochi, già figli di immigrati) europei, soprattutto dall'Europa orientale e dalla Germania, il problema dell'andare volontari contro  il nazifascismo poteva realizzarsi solo nell'esercito britannico, e la cosa veniva trattata a livello della dirigenza dell'Ishuv, diretto da Ben Gurion ed i suoi collaboratori. Le resistenza di Churchill ad accettarli come unità combattente autonoma che tu menzioni era dovuta al fatto che Ben Gurion ed i suoi avevano appoggi e simpatie nella società britannica a tutti i livelli, e Churchill non voleva una società autonoma nella società inglese, da buon nazionalista che era. Mentre i volontari palestinesi non avevano simili appoggi e protezioni, e la loro cultura era ben lontana da quella europea. I "volontari" palestinesi arabi ( molto più numerosi di quelli ebrei) erano comandati da ufficiali britannici, e non avevano, per la maggior parte, una visione politica generale di quel che stava accadendo. Gli ebrei di quella che si vuole oggi chiamare la "brigata ebraica" erano anche comandati da ufficiali inglesi, ma avevano anche loro ufficiali "inglesi" a livello dei gradi bassi tra gli ufficiali, e comunque costituivano un gruppo coeso.