21 mag 2015

«La segregazione tra coloni israeliani e palestinesi è già in atto, è realizzata in silenzio», avverte il giornalista e attivista Sergio Iahni. Intanto il presidente della Fifa Joseph Blatter strappa solo assicurazioni verbali al premier Netanyahu sui movimenti dei calciatori palestinesi

– Il Manifesto

Gerusalemme, 21 maggio 2015, Nena News – «È solo una sospensione del provvedimento, non è il caso di festeggiare perchè l’apartheid nei trasporti tra coloni (israeliani) e palestinesi è già in atto, è attuato in silenzio». Sergio Iahni, giornalista e storico attivista della sinistra israeliana, mette in guardia dalla tentazione di gridare alla vittoria dopo la decisione presa ieri dal premier Netanyahu di sospendere gli autobus segregati approvati dal ministro della difesa Moshe Yaalon – «in via sperimentale per tre mesi» – per i manovali palestinesi che si spostano dalla Cisgiordania verso Israele. La disposizione data da Yaalon peraltro avrebbe costretto i lavoratori a tornare a casa attraversando gli stessi posti di blocco militari dai quali erano passati all’andata, con il risultato di metterci un paio di ore in più per rientrare in Cisgiordania. Un giornata di lavoro ben diversa da quella dei coloni, gli occupanti, che si muovono senza alcuna restrizione e che da anni chiedono autobus solo per loro, «senza arabi».

Haaretz, 12.05.15

 

 

[...] You choose:

[...] A computer engineer with no experience in the law, who has spearheaded efforts to undermine the Supreme Court, deny equal rights to lesbian, gay, bisexual and transgender people, deny basic rights to African asylum seekers, and who posts on Facebook a quote which appears to .

30 marzo 2015

“Mi rivolgo a voi da colonizzatrice a colonizzatori”. Sto cominciando così le mie conferenze qui negli Stati Uniti, e farò lo stesso nei prossimi giorni in Australia e Nuova Zelanda. Lo so, non dovrei dirlo. Se tra i partecipanti ci fosse qualche lettore di Internazionale rischierei di rovinargli la sorpresa.

15 mag 2015

“The steadfastness of the Palestinians likens to the age-old olive trees in Palestine who succeed in resurfacing between the European pines” writes the Israeli historian

Middle East Eye

Roma, 15 maggio 2015, Nena News – The 15th of May is usually a trigger for a journey back in time. And for an unfathomable reason each such journey conjures up a different aspect of the Nakba. This year, more than anything else, I am preoccupied with the continued apathy and indifference of the Western political elite and media to the plight of the Palestinians. Even the horror of the Yarmuk camp did not associate in the minds of politicians and journalists alike the possible connection between saving the refugees there and their internationally recognised right of return to their homeland.

May 3, 2015

 

Many soldiers testified that the orders that they received were to shoot to kill every person sighted in the area.