Haaretz, Jun. 5, 2017

 

I came to the children’s intensive care unit (ICU) and to the hospital in general as part of my work as a researcher for the Gisha human rights organization. In the words of the hospital director, Dr. Mohammed Abu-Salmia, “The situation is catastrophic.”

Haaretz, May 15, 2017

In recent weeks, Palestinian Authority President Mahmoud Abbas has been gradually ramping up the pressure on the Hamas government in the Gaza Strip. One punitive measure has followed another: ceasing to pay the tax on imported fuel, slashing salaries by one-third for 45,000 civil servants in Gaza who are still paid by the PA, ceasing to pay for Gaza’s electricity from Israel.

24/3/2017

L’allarme lanciato dalla Ong con un rapporto evidenzia la gravità di una situazione che viene affrontata solo in parte dalla comunità internazionale

Gaza-acqua

Roma, 24 marzo 2017, Nena News – A quasi tre anni dall’offensiva israeliana “Margine Protettivo” che nel 2014 distrusse buona parte del sistema idrico e fognario di Gaza, il programma dalla comunità internazionale per la ricostruzione post-bellica non risponde ai bisogni dei quasi 2 milioni di abitanti della Striscia intrappolati in una delle zone più densamente popolate del mondo. E’ questa la denuncia dell’ong internazionale Oxfam che due giorni fa ha diffuso un suo rapporto: “Gaza senz’acqua”.

8/3/2017

Il mattone fatto di ceneri sfida l’assedio e rispetta l’ambiente. Rialzarsi dalle macerie si può: nella Striscia ad insegnarlo sono giovani donne

Majd Masharawi

Majd Masharawi

Roma, 8 marzo 20147, Nena News – Tenacia e determinazione sono essenziali per raggiungere certi traguardi: lo sa bene Majd Masharawi, ventiduenne palestinese laureata in ingegneria civile presso l’Università Islamica di Gaza, decisa a dare un contributo alla ricostruzione di Gaza e ideatrice di un’alternativa al cemento che continua a scarseggiare nella Striscia sotto assedio.

17/3/2017

Quattordici anni fa, il 16 marzo del 2003, Rachel Corrie, attivista statunitense dell’Ism, veniva travolta e uccisa da un bulldozer israeliano. Per lei nessuna giustizia

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Roma, 17 marzo 2017, Nena News – “Sono a Rafah. Una città di 140mila persone, il 60% delle quali sono profughi – molti già due o tre volte. Al momento, l’esercito israeliano sta costruendo un muro alto dodici metri tra Rafah e il confine. 602 case sono state completamente rase al suolo dai bulldozer e il numero di quelle parzialmente distrutte è ancora più alto. […] La presenza di noi volontari internazionali oscilla tra le cinque e le sei persone. C’è la richiesta di una presenza notturna costante per fare la guardia a un pozzo nella periferia di Rafah, visto che i due pozzi più grandi sono stati distrutti la settimana scorsa”, scriveva nel suo diario* Rachel Corrie nel febbraio del 2003, a due settimane dal suo arrivo in Palestina.