Oggi la nostra chef Fidaa ci propone un dolce tipico della città di Hebron, facile da preparare e molto gustoso, ma legato alle ricorrenze tristi e al culto dei morti

Ramallah, 19 settembre 2015, Nena News – Per addolcire un po’ queste giornate amare e incerte mi butto sul dolce. Si tratta di una specialità che a Hebron è legata ai morti: si offre ai parenti e ai vicini dopo un anno della scomparsa di un caro, per le feste di Al-Fitr e di Al-Adha, oppure si offre al cimitero quando i parenti vanno a visitare il defunto durante queste ricorrenze. Un po’ mi ricorda le favette dei morti che mangiavo a novembre a Padova.

Oggi la nostra chef Fidaa ci presenta uno dei dolci palestinesi più squisiti e noti. Ideale nel mese sacro di Ramadan dove si è soliti finire il pasto con un dolcetto

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Ramallah, 27 giugno 2016, Nena News – Non si può venire in Palestina senza fermarsi in una pasticceria a mangiare il knafeh. Soprattutto se vi trovate a Nablus, la città regina dei dolci qui da noi, in cui potrete gustare il migliore knafeh di tutta la Palestina. Mancano ormai solo 10 giorni alla fine del Ramadan, il mese sacro islamico in cui, tra le varie usanze, si è soliti finire il pasto con un dolcetto sia se si è a casa che fuori. Approfittando di questa abitudine, la pasticceria vicino casa mia è sempre affollata di sera. Vanno a ruba tutti i tipi di dolci palestinesi, ma quello più venduto resta il knafeh perché è offerto caldo appena tolto dal fornello. In Palestina si usa il formaggio Akkawi o Nablousi, noi qui lo facciamo con la pasta kataifi e con formaggi diversi.

+972, July 31, 2016

Israel moved the residents to the plot of land they lives on today. Decades later, the state wants to displace them again — to build a Jewish town on the ruins of their homes.

Police arrest a youth from Umm el-Hiran as construction crews prepare to build a fence around village homes, July 31, 2016. (Negev Coexistence Forum for Civil Equality)

Police arrest a youth from Umm el-Hiran as construction crews prepare to build a fence around village homes, July 31, 2016. (Negev Coexistence Forum for Civil Equality)

11/3/2017

Storie di «donkey workers», i lavoratori illegali palestinesi nei cantieri israeliani. L’espansione delle colonie attira manovalanza disperata dai Territori Occupati

Lavoratori palestinesi illegali entrano in territorio israeliano (Foto: Pablo Castellani)

Lavoratori palestinesi illegali entrano in territorio israeliano (Foto: Pablo Castellani)

Hebron, 11 marzo 2017, Nena News – Un gruppo di uomini osserva un punto lontano. Hanno tra i 17 e i 25 anni, indossano abiti da lavoro, parlano poco. Alle loro spalle un pick up con il motore al minimo, nell’aria regna il silenzio. Guardano il muro israeliano con i suoi 700 chilometri di cemento e recinzioni, la “Linea verde” tra Israele e Cisgiordania. Aspettano il momento giusto: qui, solo una recinzione impedisce ai giovani di passare dall’altra parte.

Valeria Cagnazzo ci racconta la storia di Mohammed Manassra e Ibrahim Masra del villaggio palestinese di Wadi Fukin (Betlemme) dove la resistenza alle politiche israeliane di espropriazione della terra passa attraverso un modello di agricoltura sano e rispettoso della natura

Wadi Fukin

Wadi Fukin

Roma, 16 febbraio 2016, Nena News – Mohammed aveva solo 7 anni quando seguiva suo nonno in campagna per osservarlo mentre coltivava i suoi ortaggi, le sue melanzane, annaffiava i suoi alberi da frutto, allungava la mano sicura ai rami di piante secolari e si passava tra le dita qualche oliva per saggiarne lo stato di maturazione.