January 18, 2018

Ahmed Jarrar, colpito in un edificio di Jenin, secondo Israele sarebbe il responsabile dell’agguato in cui lo scorso 9 gennaio è rimasto ucciso un colono. Suo padre, Nasr Jarrar, ucciso nel 2002, era un comandante militare di Hamas

polizia

Gerusalemme, 18 gennaio 2018, Nena News – Si chiama Ahmed Jarrar, 22 anni, il palestinese ucciso la scorsa notte in un raid di unità speciale dell’esercito israeliano a Jenin, nel nord della Cisgiordania occupata. Secondo i media israeliani Jarrar, sorpreso assieme ad altri giovani palestinesi in un edificio, sarebbe il responsabile dell’agguato nei pressi di Nablus in cui lo scorso 9 gennaio è rimasto ucciso un colono israeliano, Raziel Shevack.

Ahmed Jarrar

Ahmed Jarrar

La radio militare israeliana ha  riferito che Jarrar avrebbe aperto il fuoco innescando la sparatoria in cui è rimasto ucciso. Testimoni palestinesi invece sostengono che è stato ucciso subito e sul posto dai militari israeliani penetrati a sorpresa nell’edificio. Dopo la sua uccisione la popolazione di Jenin ha risposto lanciando sassi contro altri soldati israeliani entrati in città a protezione del commando, ferendone due. Il raid si è concluso con la demolizione dell’ edificio dove si nascondevano Jarrar e i suoi compagni. Il premier Netanyahu e alcuni ministri hanno espresso soddisfazione per l’esito del raid a Jenin e si sono congratulati con le Forze Armate.

Ahmed Jarrar è il figlio di Nasr Jarrar, un comandante militare di Hamas nel nord della Cisgiordania ucciso nel 2002 dall’esercito israeliano.

  Dopo l’uccisione di Shevack l’esercito israeliano aveva lanciato una gigantesca caccia all’uomo nella Cisgiordania centrale. Più di tutto il ministro della difesa Avigdor Lieberman ha annunciato di voler legalizzare l’avamposto di Havat Gilad, dove viveva il colono ucciso, e di chiedere alla Commissione di pianificazione civile il via libera alla costruzione immediata di 1.285 nuovi alloggi negli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Lieberman è favorevile anche all’approvazione di altre 2.500 case nei futuri piani regolatori riguardanti 20 insediamenti coloniali.

La Commissione di pianificazione civile è responsabile per l’ondata di cemento che si sta abbattendo sui Territori palestinesi occupati da quando Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti. Si è riunita l’ultima volta ad ottobre quando ha proposto la costruzione di 2.646 alloggi nelle colonie e ha dato il via libera definitivo all’edificazione di altre 1.323 abitazioni approvate in precedenza. In base alle intese con gli Stati Uniti, Israele può aggiungere un numero illimitato di unità abitative agli insediamenti coloniali nella Cisgiordania occupata a condizione che non aumenti in modo significativo «l’impronta territoriale della comunità esistente». Una condizione astratta perché sul terreno le colonie esistenti continuano ad allargarsi ed inoltre si deve tener conto della legalizzazione di numerosi avamposti avvenuta un anno fa e della programmata costruzione di un nuovo insediamento. Nena News

 

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