January 12, 2018

Israele giustifica la nuova ondata espansionistica con l’uccisione del colono Shevah. Ma la posizione delle unità abitative che nasceranno mostra l’intenzione di impedire uno Stato palestinese

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Roma, 12 gennaio 2018, Nena News – Un’altra notte di scontri nella città di Nablus, ancora sotto la pressione dell’esercito israeliano alla caccia dei responsabili della morte del rabbino colono Raziel Shevah. Ieri notte i palestinesi hanno risposto alle perquisizioni dell’esercito israeliano lanciando pietre, la reazione dei soldati è stata il lancio di gas lacrimogeni e granate stordenti.

Il premier Netanyahu ha trovato il modo per aggirare la sentenza della Corte Suprema che vieta le espulsioni degli africani richiedenti asilo senza il consenso dei Paesi di destinazione. La stampa scrive che ha convinto Ruanda e Uganda ad accoglierli in cambio di aiuti economici  

Tel Aviv Manifestazione di richiedenti asilo

Tel Aviv Manifestazione di richiedenti asilo

 – Il Manifesto

Tel Aviv, 26 ottobre 2017, Nena News – «Israele agli israeliani, la città ai suoi abitanti». Sheffi Paz, leader del “Fronte di liberazione del sud di Tel Aviv” dalla presenza degli africani richiedendi asilo, ad ogni manifestazione di protesta urla questo slogan dentro il suo megafono.

Haaretz, Dec 1, 2017

Tzaga, a 29-year-old asylum seeker from Eritrea, works in a minimarket in Rishon Letzion every day from morning until it closes late at night. Over the past six months, since the so-called deposit law went into effect, requiring Eritrean and Sudanese asylum seekers to deposit 20 percent of their salaries for a special fund that will repay them only when they leave the country, many of them find it difficult to make a living.

La stampa israeliana rende noto il piano votato dal governo Netanyahu domenica: 5mila dollari al Rwanda per ogni richiedente asilo deportato. Così il premier prova a scavalcare la Corte Suprema

Richiedenti asilo africani nel centro di detenzione di Holot, nel deserto del Negev  [Foto: Jim Hollander/EPA]

Richiedenti asilo africani nel centro di detenzione di Holot, nel deserto del Negev [Foto: Jim Hollander/EPA]

Roma, 22 novembre 2017, Nena News – La vita di un migrante africano, di un richiedente asilo, in Israele vale 5mila dollari. Quelli che saranno girati al Rwanda perché accetti i rifugiati presenti oggi in territorio israeliano e minacciati di deportazione. A dare i numeri è l’emittente tv israeliana Canale 10: l’operazione di deportazione comincerà nelle prossime settimane, prevedrà anche un “pocket money” al migrante di 3.500 dollari e – aggiunge il quotidiano Haaretz – dovrebbe escludere donne e bambini.

Haaretz, Nov 17, 2017

 

Eshkol expressed the hope that, “precisely because of the suffocation and imprisonment there, maybe the Arabs will move from the Gaza Strip,” adding there were ways to remove those who remained. “Perhaps if we don’t give them enough water they won’t have a choice, because the orchards will yellow and wither,” he said in this context.