30 mila coloni, nazionalisti religiosi e militanti di destra hanno attraversato sventolando bandiere i quartieri palestinesi fino al Muro del Pianto con l’intento di affermare la sovranità di Israele imposta con la forza anche sulla Gerusalemme araba dopo il 1967

Jer

  il Manifesto

Gerusalemme, 6 giugno 2016, Nena News – Si chiama in “Rikudegalim”, la danza delle bandiere. È il corteo con migliaia di israeliani che si è svolto ieri alla Porta di Damasco e all’interno della città vecchia di Gerusalemme. Coloni, nazionalisti religiosi e militanti di destra, 30 mila secondo i dati forniti dalla polizia, hanno attraversato cantando, danzando e, più di tutto, sventolando bandiere i quartieri palestinesi fino al Muro del Pianto, con il fermo intento di affermare la sovranità di Israele imposta con la forza su Gerusalemme. È solo una festa popolare per il “Giorno di Gerusalemme” dicono le autorità israeliane. Di fatto è una sfida aperta alle rivendicazioni dei palestinesi che considerano la zona araba della città la capitale del loro futuro Stato.

Haaretz, March 25, 2017

 

The Meyuhases moved just beyond the Old City walls in 1873. The move by a native-born Jew from the Old City to Silwan was perfectly natural at the time. Rabbi Meyuhas merely wanted to earn a living; he didn’t aim to change the space but rather to become a part of it, as is told in the biography of the family’s eldest son, Yosef Meyuhas.

26/10/2016

All’alba le autorità israeliane hanno demolito un palazzo a Silwan lasciando 30 palestinesi senza un tetto sulla testa. Per la comunità araba ottenere un permesso nella città santa resta una chimera

demolizioni

Le forze militari hanno circondato l’area di al-Jisr e mandato i bulldozer a distruggere la casa della famiglia Jaafreeh, dopo aver cacciato i proprietari. A comunicare la demolizione erano stati funzionari del comune che ieri avevano compiuto una prima perquisizione nell’edificio. Costruito 17 anni fa, aveva ricevuto il primo ordine di demolizione nove anni fa. Da allora la famiglia Jaafreh ha inultilmente chiesto il permesso di costruzione, il via libera necessario a salvarla. Ma i quattro appartamenti dell’edificio a due piani non lo ha mai ricevuto.

Haaretz, Nov. 23, 2016

A Palestinian boy sits in the yard of his house, back-dropped by the Israeli housing development, Har Homa, in East Jerusalem, September 2009. Bernat Armangue / AP

An annual comptroller's report on Israeli local authorities issued on Tuesday accuses the Jerusalem Municipality of faulty planning and construction, and discriminating against the largely Palestinian populated side of the city in the the issuing of building permits.

20/2/2017

Le forze armate hanno fatto irruzione ieri presso la comunità beduina vicino a Gerusalemme. Rischia di essere rasa al suolo anche la Scuola di Gomme costruita nel 2009 dalla ong Vento di Terra e dal gruppo Arcò

Scuola di Gomme

Scuola di Gomme

Roma, 20 febbraio 2017, Nena News – Le forze armate israeliane hanno fatto ieri irruzione presso la comunità beduina di Khan al-Ahmar nel nord est di Gerusalemme per consegnare ordini di demolizione per 40 case. Rischia di essere demolita anche la Scuola di Gomme costruita nel 2009 dalla ong Vento di Terra e dal gruppo Arcò (Architettura e cooperazione). La notizia è stata confermata anche dal Cogat (il Coordinamento delle attività governative nei Territori) che è responsabile delle implementazione delle politiche israeliane nella Cisgiordania occupata palestinese. Un suo portavoce, infatti, ha detto che “ordini di fine costruzione” sono stati rilasciati per un numero (non specificato) di edifici a Khan al-Ahmar e saranno eseguiti “secondo le direttive dello stato [israeliano] e le richieste certificazioni legali”. La risposta delle autorità palestinesi non si è fatta attendere: il ministro dell’istruzione Sabri Saydam ha denunciato il blitz alla “Scuola di Gomme” descrivendolo come una “procedura sistematica e violenta”.