27/9/2017

La decisione è stata presa oggi durante l’Assemblea generale dell’organizzazione della polizia criminale internazionale. La sua richiesta è stata accolta con 75 voti a favore (24 quelli contrari, 34 gli astenuti). Ramallah: “Vittoria del nostro popolo”. Tel Aviv per ora tace. Capo esercito israeliano riduce pena al soldato israeliano Azarya 

Il presidente cinese Xi Jinping all'Assemblea Generale dell'Interpol, Pechino

Il presidente cinese Xi Jinping all’Assemblea Generale dell’Interpol, Pechino

AGGIORNAMENTO ore 15:00   Capo esercito israeliano riduce di quattro mesi la pena al soldato israeliano Azarya che nel 2016 uccise a sangue freddo il 21enne palestinese al-Sharif

Il capo dell’esercito israeliano Gadi Eisenkott ha ridotto di 4 mesi la pena all’ex soldato israeliano Elor Ezarya. Secondo il quotidiano HaAreetz, se gli sarà ridotta di un terzo la sua condanna per buon condotta, il militare potrebbe essere rilasciato entro il 30 marzo del 2018. Altrimenti resterà in carcere fino al settembre del 2018.

Azarya è stato condannato a un anno e mezzo di prigione per aver ucciso a Hebron nel 2016 il 21enne palestinese Abd al-Fattah al-Sharif che, disarmato e gravemente ferito dopo aver accoltellato un soldato, giaceva inerte a terra. Il soldato, “eroe” per la maggior parte d’israeliani, ha iniziato a scontare la sua pena soltanto lo scorso mese.

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Roma, 27 ssettembre 2017, Nena News – L’Interpol, l’organizzazione internazionale della polizia criminale, ha accettato oggi lo “Stato di Palestina” come membro effettivo. Nel corso del vertice annuale della sua Assemblea Generale tenutosi a Pechino, la candidatura dei palestinesi è stata accolta con 75 voti a favore (24 i paesi contrari e 34 gli astenuti).

Una brutto colpo per Israele che si è sempre opposto con forza all’ingresso di Ramallah nell’Interpol sostenendo che un suo ingresso avrebbe ostacolato, piuttosto che aiutato, l’azione dell’organizzazione. Contraria anche l’amministrazione Usa che si è schierata per l’ennesima volta a fianco dell’alleato israeliano.

Di tutt’altro umore invece è l’Autorità palestinese (Ap): il ministro degli esteri Riyad al-Maliki ha parlato di “vittoria” per il suo popolo. “Lo Stato di Palestina – riporta l’agenzia Wafa – considera la sua adesione e le responsabilità che ne derivano come parte integrante della sua responsabilità nei confronti del popolo palestinese e un impegno morale verso i cittadini del mondo”. “La Palestina – ha aggiunto il ministro – è pronta a farsi carico di questi obblighi e responsabilità come partner attivo della comunità internazionale contribuendo effettivamente e in modo significativo all’avanzamento dei nostri valori comuni come nazioni”.

Maliki ha poi promesso che “Lo Stato di Palestina continuerà ad aumentare il suo peso a livello internazionale e a difendere i diritti del nostro popolo alla sicurezza e alla libertà attraverso tutti i mezzi legali e diplomatici disponibili. Tra questi, l’adesione alle rilevanti istituzioni internazionali”. A tal proposito, il presidente Abbas ha annunciato lunedì di voler ripresentare una risoluzione che riconosca la Palestina stato membro effettivo delle Nazioni Unite dopo che il precedente tentativo del 2011 è stato respinto dall’Onu.

Silenzio, per ora, da parte del governo israeliano. E’ sicuramente un boccone amaro da digerire per Tel Aviv se si pensa che nelle ultime settimane il premier Netanyahu aveva più volte dichiarato come lo status internazionale d’Israele non fosse mai stato così buono. Soprattutto con molti paesi arabi con i quali, sebbene non ufficialmente, la normalizzazione dei rapporti è già un dato di fatto. “Abbiamo molti amici” aveva ripetuto domenica con la sua consueta sicumera.

La Palestina si unisce all’Interpol dopo il tentativo respinto dell’anno scorso quando 62 membri del Comitato esecutivo votarono per il rinvio della sua richiesta. Nel 2015, quando per la prima volta l’Ap chiese di far parte di questa organizzazione internazionale, la sua proposta fu respinta perché inviata “troppo tardi” per essere discussa dall’assemblea.

L’Interpol, il maggior organismo al mondo dopo le Nazioni Unite, permette ai suoi 192 membri di scambiarsi informazioni di intelligence e di collaborare per contrastare le attività criminali internazionali, dal terrorismo alla tratta degli esseri umani. Nena News

 

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