Due fratelli, il loro cugino e un sedicenne sono le ultime vittime del fuoco israeliano in Cisgiordania. L’esercito parla di “terroristi” uccisi mentre tentavano di attaccare con coltelli i militari, ma la versione israeliana è sempre più spesso contestata dalle Ong palestinesi e internazional. Manifestazioni a Betlemme

Soldati israeliani perquisiscono le case di Hebron (Foto: Reuters)

Soldati israeliani perquisiscono le case di Hebron (Foto: Reuters)

AGGIORNAMENTO –  TERRITORI OCCUPATI. DUE PALESTINESI UCCISI: VOLEVANO ACCOLTELLARE SOLDATI A UN CHECK POINT

Roma, 9 gennaio 2016, Nena News – Due palestinesi sono stati uccisi stamattina a un posto di blocco in Cisgiordania. I due, secondo la versione fornita dall’esercito israeliano, avrebbero tentato di accoltellare i militari che presidiavano il check point nel nord della Valle del Giordano.

Haaretz, Jan. 7, 2015

 

The panels in Khan al-Ahmar were installed at the beginning of last year, providing electricity for light, refrigerators, computers used for school studies, washing machines and fans. According to the petition, the Civil Administration's inspection unit confiscated the panels a number of weeks after they were installed. The state has yet to respond to the petition, but in response to a Haaretz inquiry made a few months ago, the Civil Administration commented: "The solar panels were put in Khan al-Ahmar illegally and without coordination with the Civil Administration, and were thus confiscated. Some of the panels were returned, in light of resident appeals, according to regulation."

Morto ieri Oday Irsheid, fratello della giovane Dania uccisa dalle forze israeliane ad ottobre. Hebron resta l’epicentro della protesta. Da Roma il capo negoziatore dell’Anp Erekat avverte Israele: «Se ci delegittimate al nostro posto arriverà l’estremismo dell’Isis».

Oday Irsheid, ucciso ieri a Hebron (Fonte: Ma'an News)

Oday Irsheid, ucciso ieri a Hebron (Fonte: Ma’an News)

 – Il Manifesto

Roma, 12 dicembre 2015, Nena News – Oday Irsheid, 22 anni, è stato ucciso ieri, raggiunto in pieno petto da un proiettile calibro 22 sparato da soldati israeliani a Ras al Jura. Dania Irsheid, 17 anni, era stata falciata il 25 ottobre da una raffica di mitra, sospettata di nascondere un coltello nella borsa. La scena è sempre quella di Hebron, stessa la famiglia dove una madre in 45 giorni ha perduto una figlia e un figlio. Un destino amaro che ieri ha riempito le pagine dei media elettronici palestinesi. I volti dei due ragazzi sono apparsi centinaia di volte su Facebook e Twitter.

Fuoco su una casa, c’era anche un bambino di 9 mesi. L’intervento dei vicini ha evitato una tragedia come quella di Kfur Douma, in cui fu ucciso Ali Dawabsha, 18 mesi.

settlers

 – Il Manifesto

Gerusalemme, 23 dicembre 2015, Nena News – Minacciano di nuovo il pugno di ferro i ministri del governo Netanyahu contro il «terrore ebraico» che colpisce i palestinesi. Persino Naftali Bennett, leader di “Casa ebraica”, il partito dei coloni israeliani, è sceso in campo invocando l’uso della forza contro gli estremisti ebrei. «Abbiamo di fronte un terrorismo condotto da persone che nemmeno riconoscono lo Stato di Israele, che vogliono innescare un conflitto apocalittico», ha tuonato.

La vittima, identificata come Malik Akram Shahin, sarebbe stata colpita alla fronte dai soldati intenti a rastrellare il campo profughi poco prima dell’alba. Sale a 113 palestinesi e 17 israeliani uccisi il bilancio della sollevazione esplosa lo scorso primo ottobre

Foto: Reuters, Ammar Awad

Foto: Reuters, Ammar Awad

Roma, 8 dicembre 2015, Nena News - Un ragazzo di 19 anni è stato ucciso questa mattina all’alba nel campo profughi palestinese di Dheishe, a Betlemme, centrato alla fronte da una pallottola sparata dai soldati israeliani entrati poco prima per un rastrellamento nel campo. La versione contorta del portavoce dell’esercito di Tel Aviv parla di “una rivolta scoppiata durante la notte a Dheishe, con i palestinesi che lanciavano bombe molotov” contro i soldati israeliani.