Haaretz, Nov. 30, 2015

“It’s hardest for the mothers. They bawl the whole time. It takes them about 10 days before they forget.”

Andrea Bernardi è stato gettato a terra da un soldato e immobilizzato con un ginocchio premuto sul petto, fino a quando è riuscito a mostrare il suo tesserino stampa. 

Andrea Bernardi

Andrea Bernardi

Gerusalemme, 26 settembre 2015, Nena News – Due giornalisti, il fotografo palestinese Abbas Momani e l’italiano  italiano il videoreporter Anrea Bernardi, entrambi dipendenti dell’agenzia di stampa francese AFP sono stati aggrediti e feriti da soldati israeliani ieri nel villaggio cisgiordano di Beit Furik, al termine dei funerali di Ahmed Khatatbeh, 26 anni, deceduto in ospedale una settimana dopo essere stato colpito da militari vicino a Nablus. Lo denuncia la stessa agenzia aggiungendo che i soldati israeliani hanno distrutto e sequestrato le attrezzature dei due giornalisti.

Ali Dawabsha aveva un anno e mezzo e viveva a Kfar Douma (Nablus). Hamas: “coloni e soldati israeliani legittimi bersagli della resistenza”. Fatah: “atto codardo, crimine disastroso”. Il premier israeliano Netanyahu condanna l’attacco. Per l’esercito di Tel Aviv è un “atto di terrorismo”. 

La casa data alle fiamme a Kfar Douma

La casa data alle fiamme a Kfar Douma

AGGIORNAMENTI:

ore 15:40 Jihad Islamica: “La risposta palestinese non tarderà”

Il movimento della Jihad Islamica ha organizzato una marcia oggi nel nord della Striscia di Gaza in sostegno della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme e per protestare contro l’uccisione del neonato palestinese avvenuta stamane nel villaggio di Kafr Douma. Il portavoce del movimento, Davud Shihab, ha detto che il governo israeliano è responsabile della morte del bimbo poiché è un “governo terrorista che sostiene il terrorismo dei coloni dando loro protezione in Cisgiordania”

3 dicembre 2015

Un palestinese tra le macerie di una casa a Nablus, in Cisgiordania. A seguito degli scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane, le autorità israeliane hanno intensificato la demolizione delle case dei palestinesi.  - Jaafar Ashtiyeh, Afp
Un palestinese tra le macerie di una casa a Nablus, in Cisgiordania. A seguito degli scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane, le autorità israeliane hanno intensificato la demolizione delle case dei palestinesi. (Jaafar Ashtiyeh, Afp)

Vasta operazione militare israeliana contro il campo profughi: due arresti tra membri di Hamas, numerosi feriti, missili contro le abitazioni e una casa demolita.

Gli scontri di ieri notte a Jenin (Fonte: Twitter)

Gli scontri di ieri notte a Jenin (Fonte: Twitter)

Gerusalemme, 1 settembre 2015, Nena News – Una notte di scontri a fuoco e tensioni quella appena trascorsa nel campo profughi di Jenin, nord della Cisgiordania, con le notizie che rimbalzavano sui social network e tra gli attivisti. Una vera e propria battaglia scatenata dal raid compiuto dalle forze militari israeliane: una vasta operazione per l’arresto di un sospetto membro della Jihad Islamica, che ha visto coinvolti 40 tank, fanteria, unità anti-terrorismo, bulldozer e anche qualche elicottero.