The Independent, 14 October 2015

A 66-year-old British man volunteering in the West Bank received emergency treatment after being attacked by a gang of gun-wielding Israeli settlers hurling rocks at him.

Il premier Netanyahu ha detto che le uccisioni di ieri sera sono “il risultato dell’istigazione dei palestinesi” e ha accusato il presidente dell’Autorità palestinese Abbas di non aver condannato l’attacco. Fatah e il braccio militare di Hamas: “è una risposta naturale ai crimini dell’occupazione”

Le vittime, Eitam e Naama Henkin

Le vittime, Eitam e Naama Henkin

AGGIORNAMENTO ore 13:15    Il presidente israeliano Rivlin: “Tutta la terra è nostra”. Attacchi di coloni in varie parti della Cisgiordania

“Stiamo affrontando una brutale ondata di terrorismo e voi siete in prima linea a pagare un prezzo salato” ha detto il presidente israeliano Rueven Rivlin parlando ai funerali dei due coloni Eitam e Na’ama Henkin uccisi ieri vicino al villaggio di Beit Furik (Nablus). Migliaia di persone hanno partecipato stamane alla cerimonia funebre dei due giovani israeliani. “Questa terra – ha aggiunto il presidente – è nostra nella sua interezza, è sotto la nostra sovranità ed è nostra responsabilità provvedere alla sua sicurezza e alla sicurezza dei nostri cittadini”. Rivlin ha poi invitato a continuare a costruire altri insediamenti: “non abbiamo costruito a causa del terrorismo e non ci fermeremo a farlo a causa sua”.

Haaretz, Sep. 30, 2015

 

Separate reports by the International Monetary Fund and the World Bank report released this month point to a more plausible reason for the upsurge: The steady deterioration of the West Bank economy over the past three years.

The Guardian, 3 September 2015

 

The chief executive of SodaStream has accused his company’s critics of antisemitism and hurting the interests of the Palestinian workers they claim to protect as it shuts down its factory in the West Bank and moves to Israel’s Negev Desert.

 Vittorio Fera, 31 anni, mentre viene arrestato dai soldati israeliani a Nabi Saleh in Cisgiordania.

Vittorio Fera, 31 anni, mentre viene arrestato dai soldati israeliani a Nabi Saleh in Cisgiordania.

 – Il Manifesto

Ramallah, 10 settembre 2015, Nena News – Arrestato, percosso e incarcerato il 28 agosto «per aver lanciato pietre e oggetti contro i soldati israeliani» durante una manifestazione «illegale» nel villaggio palestinese di Nabi Saleh, Vittorio Fera due giorni fa ha visto decadere tutte le accuse nei suoi confronti. I giudici israeliani hanno deciso di non proseguire l’azione giudiziaria, confermando così che non erano vere le accuse rivolte dai militari all’attivista italiano del “Movimento internazionale di solidarietà” con il popolo palestinese (Ism). Fera, scarcerato il 31 agosto su cauzione, si preparava ad essere espulso da Israele, la stessa sorte subita da decine e decine di attivisti internazionali in questi ultimi anni, non pochi dei quali italiani. Le cose sono andate diversamente. Lo abbiamo incontrato a Ramallah.