200 settler sono stati evacuati stamane con forza dagli edifici Dreinoff della colonia di Beit El. Il premier Netanyahu si difende dall’attacco dei falchi del suo governo: “operiamo per rafforzare gli insediamenti, ma rispettando la legge”

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Roma, 28 luglio 2015, Nena News – Coloni israeliani ancora una volta protagonisti. Questa volta non per un’aggressione ai danni dei palestinesi, ma per essersi scontrati con i soldati di Tel Aviv. Violenti tafferugli sono infatti scoppiati stamane alle prime luci dell’alba nell’insediamento di Beit El (vicino alla città palestinese di Ramallah) dove un gruppo di circa 200 coloni aveva occupato i cosiddetti edifici Dreinoff, due strutture abitative di cui l’Alta corte suprema israeliana ha ordinato la demolizione domenica notte. Era stata l’associazione israeliana per i diritti umani Yesh Din a chiedere alla Corte suprema di demolire il quartiere – chiamato con il nome del suo costruttore Mier Dreinoff – perché è situato su terra privata palestinese. Un ufficiale della difesa, tuttavia, ha detto stamattina che lo status degli edifici Dreinoff è ancora da valutare perché si è “ancora nel mezzo di un processo giudiziario”.

Saad Dawabsheh è deceduto stamattina dopo una settimana di agonia, con ustioni sull’80 per cento del corpo. Ancora gravi le condizioni di sua moglie Riham e del figlio Ahmad, anche loro coinvolti nell’incendio doloso di sabato scorso

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della redazione

Roma, 8 agosto 2015, Nena News - E’ morto stamattina Saad Dawabsheh, il padre del piccolo Ali deceduto sabato scorso nell’incendio appiccato da coloni israeliani nella sua abitazione di Kfar Douma vicino Nablus. A dare la notizia è stata l’emittente al-Jazeera, citando la testimonianza del fratello dell’uomo. Il decesso è avvenuto nell’ospedale israeliano di Soroka, dove l’intera famiglia era stata trasportata dal nosocomio di Nablus in seguito delle gravi ustioni riportate nell’attacco di estremisti israeliani alla casa palestinese in rappresaglia alla demolizione di alcuni edifici nella colonia di Bet El, vicino Ramallah, ordinata due giorni prima dalla Corte suprema israeliana.

La condanna fatta dal premier Benyamin Netanyahu dell’uccisione del piccolo palestinese è lontana dalla realtà sul terreno.  Gli ultimi giorni per i coloni che vivono insediati in Cisgiordania e per i palestinesi sotto occupazione sono stati come gli altri, come se nulla fosse accaduto a Kfar Douma

foto Reuters

foto Reuters

Gerusalemme, 3 agosto 2015, Nena News -Lottano in ospedale tra la vita e la morte i genitori e il fratellino di Ali Dawabsha, il bimbo palestinese di 18 mesi ucciso dal rogo della casa di Kfar Douma data alle fiamme da coloni israeliani. Eppure la loro vicenda che ha mostrato il volto violento dei coloni e fatto parlare di “terrorismo ebraico” – parole usate anche dal capo di stato israeliano Rueven Rivlin (e per questo duramente attaccato sul web) – lentamente abbandona le home dei giornali online, i titoli dei notiziari radiotelevisivi. Lo sdegno accompagnato dalle proteste dei palestinesi per l’assassinio di Ali e i funerali di due ragazzi di 17 anni – Leith al Khaldi di Jalazon e Mohammed al Masri di Gaza -, uccisi da colpi sparati da soldati israeliani, apparivano già sabato, il giorno dopo la morte orribile di Ali,  una notizia vecchia, almeno ad ascoltare le quattro frasi a loro dedicate dai Tg. Addio condanna del premier Benyamin Netanyahu, addio riflessioni sulle azioni degli estremisti israeliani. Gli ultimi giorni per i coloni che vivono insediati in Cisgiordania e per i palestinesi sotto occupazione sono stati come gli altri, come se nulla fosse accaduto a Kfar Douma.

Aug 6, 2015

 

The cut of water supplies is expected to be pre-planned to cause damage to Palestinians' cattle as an extreme heat wave is hitting the region

 

Tens of cattle owned by Palestinians died after Israeli water firm cut off water supplies for Palestinian village in Nablus.
Head of the council contacted Mekerot, but has not received any answer from the Israeli company as to why the water was cut off or when it will be back.

Days of Palestine, West Bank –Tens of cattle owned by Palestinians died after Israeli water firm cut off water supplies for Palestinian village in Nablus.

Centinaia di settler israeliani si oppongono alle demolizioni di due edifici nell’insediamento di Bet El. Altre centinaia rioccupano la colonia di Sa Nur, evacuata nel 2005. Dalla loro parte hanno i ministri di Casa ebraica

ewish settlers stage a protest against Israeli police on Settlers clash with Israeli police

Gerusalemme, 29 luglio 2015, Nena News – Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu non ha perso tempo. Questa mattina ha approvato la costruzione immediata di altre 300 case nell’insediamento ebraico di Beit El, alle porte di Ramallah, nella Cisgiordania occupata. Qui i coloni ebrei da due giorni protestano, anche con violenza, contro la sentenza della Corte suprema che conferma – i giudici lo hanno ribadito anche questa mattina – la demolizione entro domani di due edifici costruiti abusivamente per la stessa legge israeliana. Il premier ha inoltre autorizzato la vendita di circa 90 alloggi a nella colonia di Pisgat Zeev e la progettazione di altri 400 appartamenti in insediamenti ebraici costruiti nella zona Est di Gerusalemme occupata nel 1967. Decisioni che non soddisfano i coloni di Bet El che continuano ad opporsi all’arrivo dei bulldozer incaricati di demolire le palazzine costruite illegalmente.