Attivisti e centri per i diritti umani lanciano l’allarme sulla sorte del villaggio palestinese dal 1986 bersaglio delle politiche di trasferimento forzato della popolazione.

Il villaggio di Susiya, dietro una colonia israeliana (Foto: Chiara Cruciati)

Il villaggio di Susiya, dietro una colonia israeliana (Foto: Chiara Cruciati)

Susiya (Cisgiordania), 16 luglio 2015, Nena NewsDomenica scorsa una delegazione di 50 abitanti del villaggio di Khirbet Susiya (a sud di Hebron) ha incontrato alti funzionari del COGAT, dell’Amministrazione Civile e dell’esercito. I funzionari hanno dichiarato che le pressioni dell’organizzazione “Regavim” e dei coloni insediati nella loro zona hanno portato alla decisione di distruggere il villaggio al più presto, anche prima dell’udienza dell’Alta Corte  di Giustizia chiamata il mese prossimo ad esaminare il ricorso contro la demolizione. Lo riferiscono con allarme i centri Betselem e Rabbini per i Diritti Umani.

 

 

 

 

Nonostante lo stesso premier Netanyahu avesse bloccato l’espansione di Givat Eitam, Jewish National Fund e Amministrazione Civile hanno proseguito nella confisca di terre palestinesi e nella costruzione di case per coloni.

 

Efrat Eitam

 

Betlemme, 15 luglio 2015, Nena News – Con gli occhi del mondo puntati sull’Iran e con le orecchie confuse dalle grida del governo israeliano terrorizzato dall’accordo tra 5+1 e Teheran, le autorità di Tel Aviv ne approfittano per proseguire nelle attività quotidiane nei Territori Occupati.

Mondoweiss, 09 July 2015

Appunti dal mondo a km 0 – Ramallah /I

 

“There are less checkpoints than in the past, it’s true, and now anyway searches and inspections are minimal,” Shir Hever explained, an economist who studies the West Bank because of its odd prices. Hever found the cost of living is 30% higher in the occupied Palestinian territory than Israel, even though per capita income is 20% lower. [...] Palestinians endure longer routes on highways because they must bypass settlements when getting place to place. [...] Hever wrote, “The real aim is unpredictability. [...] [Y]ou can be stopped, you can be arrested at any time under any pretext. [...] [Y]ou never know if you will finally arrive or not, and when. [...]”

Haaretz, Jul. 5, 2015

 

IDF turning blind eye as settlers take over private land to expand communities for reserves or agriculture.

 

An Israeli flag is seen in front of the West Bank Jewish settlement of Maaleh Adumim 


10 giu 2015


 
Izz al-Din Walid Bani Gharra aveva 21 anni. E’ stato colpito al petto da cinque proiettili durante l’irruzione dei militari nel campo. Dall’inizio dell’anno sono dodici i palestinesi morti e 900 i feriti

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Roma, 10 giugno 2015, Nena News – Un 21enne palestinese è stato ucciso all’alba di oggi nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, durante un blitz dell’esercito israeliano.