4/8/2017

Tre anni di carcere per cinquanta funzionari di polizia impiegati in Sinai. Il reato: aver scioperato per due giorni lo scorso gennaio contro il carico di lavoro

Poliziotto egiziano a Giza  (Foto: Mahmoud Abdel Ghany/Epa)

Poliziotto egiziano a Giza (Foto: Mahmoud Abdel Ghany/Epa)

Roma, 4 agosto 2017, Nena News – La corte penale del Sinai del Sud ha condannato ieri 50 poliziotti a tre anni di prigione per aver scioperato lo scorso gennaio per le modifiche dei turni di lavoro. A dieci di loro è stata comminata una multa di 6.000 sterline egiziane – 330 dollari – ma gli altri 40 sono stati anche licenziati.

Per la corte i poliziotti si sono riuniti in assemblea illegalmente e hanno sabotato lo Stato, mettendo dunque in pericolo la vita dei cittadini. I fatti risalgono a sette mesi fa, quando un gruppo di 87 poliziotti marciarono per chiedere di non modificare i turni di lavoro nella Penisola del Sinai. Altre forze di sicurezza erano intervenute per disperdere il sit-in: 37 poliziotti erano stati esaminati internamente, gli altri 50 sono stati inviati di fronte ad un tribunale penale.

A monte, in realtà, sta la generale avversione del regime di al-Sisi per le proteste legate al lavoro. Secondo i dati dell’ong egiziana Democracy Meter tra maggio 2016 e aprile 2017, sono stati arrestati almeno 151 lavoratori e sindacalisti, mentre sarebbero almeno 2.691 quelli licenziati «per aver esercitato il diritto allo sciopero».

Negli stessi undici mesi la ong ha contato 744 proteste sul lavoro, un numero in calo rispetto agli anni precedenti a causa della dura repressione del regime attuale, impegnato dal luglio 2013 a zittire qualsiasi forma di protesta da parte della società civile, del mondo del lavoro e dalle università. molte meno rispetto all’anno precedente. Non è un caso che si assista a un calo delle mobilitazioni. Nena News

 

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