5/7/2017

Sotto al-Sisi la popolazione egiziana si è impoverita e nuovi aumenti dei prezzi colpiscono le classi più deboli. Il malcontento è diffuso e radicato ma manca un fronte organizzato anti-governativo, disintegrato dalla repressione di Stato

Egitto

di Pino Dragoni – Il Manifesto

Roma, 5 luglio 2017, Nena News – Al-Sisi procede ormai senza freni sulle tappe dell’austerity imposta dal Fondo monetario. L’ultima stangata è arrivata proprio alla vigilia del quarto anniversario della rivolta del 30 giugno 2013, che aprì la strada al golpe militare del 3 luglio.

9/6/2017

Tre anni di carcere comminati a 32 operai del cementificio Torah. Erano in presidio permanente da 55 giorni, fino all’attacco della polizia del 22 maggio. L’Ilo inserisce Il Cairo nella lista nera

Gli operai della Torah Cement durante il presidio

Gli operai della Torah Cement durante il presidio

Roma, 9 giugno 2017, Nena News – Sono stati condannati in primo grado a tre anni di carcere i trentadue lavoratori dello cementificio di Torah (a sud del Cairo) arrestati il 22 maggio per un sit-in pacifico davanti allo stabilimento (dei quali avevamo già raccontato in precedenza). Il picchetto, che non ostacolava in nessun modo le operazioni dell’impianto, era stato attaccato da un vasto schieramento di forze in piena notte su richiesta esplicita dell’azienda secondo quanto denunciano alcuni lavoratori.

24/3/2017

Assolto nei giorni scorsi, questa mattina l’ex presidente cacciato dalla rivoluzione del 2011 ha lasciato l’ospedale militare di Maadi, e da uomo libero è tornato a casa nel quartiere di Heliopolis

Hosni Mubarak

Hosni Mubarak

Roma, 24 marzo 2017, Nena News – Nell’Egitto della repressione, delle violazioni dei diritti umani e del brutale assassinio di Giulio Regeni si consuma una terribile beffa. L’ex presidente Hosni Mubarak, costretto nel 2011 a dimettersi per la rivoluzione di piazza Tahrir e accusato di aver ordinato il massacro di centinaia di persone,  assolto nei giorni scorsi, questa mattina ha lasciato l’ospedale militare di Maadi, a sud del Cairo, dove era detenuto da anni e da uomo libero è tornato a casa nel quartiere di Heliopolis. Lo ha riferito il suo avvocato, Farid el Dib. “E’ uscito dall’ospedale di Maadi ed è tornato alla sua residenza di Heliopolis”, ha riferito ai giornalisti el Dib visibilmente soddisfatto. E’ la rivincita completa dell’ancien regime, tornato pienamente al potere in Egitto con il colpo di stato militare del 2013 e oggi incarnato dal presidente Abdel Fattah el Sisi.

12/5/2017

L’ultimo appello è di Latorre (Pd): «Mandiamo Cantini in Egitto». Ma su Regeni Roma non agisce. Gentiloni: «Con Eni diplomazia del gas». Ma gli egiziani sono soffocati da silenzio e povertà

giulio

 – Il Manifesto

Roma, 12 maggio 2017, Nena News – Un sassolino dietro l’altro, con cadenza regolare: ormai da mesi rappresentanti politici italiani buttano là la solita proposta. È tempo di far tornare l’ambasciatore in Egitto. L’ultimo “appello” è quello di Nicola Latorre, presidente della Commissione Difesa del Senato ed esponente Pd.

Hollande è tornato ieri al Cairo per firmare 30 accordi commerciali e uno di vendita di equipaggiamenti militari da un miliardo di euro. Al-Sisi ringrazia e ripete : “Siamo trasparenti, forze malvagie danno impressione non vera su ciò che succede in Egitto”

Il presidente egiziano al-Sisi (sinistra) e il presidente francese Hollande (destra) nell'incontro di ieri al Cairo. (Foto: Reuters)

Il presidente egiziano al-Sisi (sinistra) e il presidente francese Hollande (destra) nell’incontro di ieri al Cairo. (Foto: Reuters)

  il Manifesto

Roma, 18 aprile 2016, Nena News – Quando Eric Lang, cittadino francese, morì dentro una stazione di polizia egiziana, l’ex generale Abdel Fattah al-Sisi aveva strappato il potere al presidente legittimo Morsi da poco più di due mesi. Anche lui, come Giulio, perse la vita per pestaggi e torture ma il presidente francese non ci perse il sonno. Tre anni dopo Francois Hollande è volato al Cairo per firmare 30 accordi commerciali e uno di vendita di equipaggiamenti militari da un miliardo di euro, in barba al parlamento europeo e alla risoluzione che chiede la sospensione dell’esportazione di armi al regime egiziano.