Mondoweiss, July 13, 2016

Egyptian strongman Abdel Fattah al-Sisi

Since 2011, the United States has sent more than $6.4 billion in military aid to Egypt, while continuing to mute criticism of the dictatorship’s massive human rights violations.

Haaretz, Jul. 12, 2016

The report by Bloomberg news Monday, according to which a former senior Israeli official said that Israel has conducted numerous drone attacks on militants in Sinai with Egypt’s blessing, ended the lengthy radio silence observed by both countries.

Haaretz, Aug. 31, 2015

Bedouins watch as flames rise after gunmen blew up a terminal of the natural gas pipeline in Sinai.

 

the potential discovery could harm the chances of development of Israel’s own Leviathan field on time, because it was supposed to have relied on Egypt as a major customer for the gas. Indeed, that was supposed to pay for the field’s development. Leviathan’s partners hoped to sign a 15-year deal to export gas to the British Gas facility in northern Egypt, which, lacking local gas, has been shuttered for a long time.

Chiedevano il minimo salariale e l’assicurazione sanitaria insieme a 2500 colleghi. Sono stati accusati di incitamento allo sciopero. La società civile si è incontrata per esprimere loro solidarietà

I lavoratori della Alexandria Shipyard Company (Fonte: Daily News Egypt)

I lavoratori della Alexandria Shipyard Company (Fonte: Daily News Egypt)

Roma, 1 luglio 2016, Nena News – Ventisei lavoratori dei Cantieri Navali di Alessandria stanno affrontando in queste settimane un processo in un tribunale militare con l’accusa di incitazione allo sciopero.

«Ammazzato come un egiziano», dicono gli attivisti. Perché al Cairo di tortura si muore e solo i racconti dei sopravvissuti riescono a dare la misura delle violazioni nelle prigioni dell’esercito. Come il buco nero di al-Azouly

Demonstration for Giulio Regeni

  il Manifesto

Roma, 27 giugno 2016, Nena News - Nella Giornata internazionale per le vittime di tortura la mente non può che andare a Giulio Regeni e alle parole che gli egiziani da allora ripetono: «Giulio è stato ammazzato come un egiziano». Perché di tortura e detenzione in Egitto si muore continuamente. Si moriva sotto Mubarak, si muore – se possibile con più frequenza – sotto al-Sisi.
Per questo il regime mostra nervosismo per i riflettori che Amnesty International mantiene accesi: il portavoce del Ministero degli Esteri egiziano Abu Zeid ha parlato di provocazione dopo l’annuncio della tweet action di ieri e oggi [ieri, ndr] per chiedere verità per Giulio. Si tratta – dice Abu Zeid – «di un nuovo modo di colpire l’Egitto» da parte di un’organizzazione, Amnesty, «che non è neutrale né professionale».