Inviata per “errore” una mail contenenti le strategie del Ministero degli Interni per difendersi dalle proteste dei giornalisti. Daily New Egypt: in meno di un anno 8 i casi di censura. Ma ad appoggiare il sindacato è ora anche il governativo al-Ahram

egitto

 – Il Manifesto

Roma, 4 maggio 2016, Nena News – Censura sul caso Regeni e gamba tesa contro la stampa egiziana in rivolta: è il contenuto, in breve, delle istruzioni a uso interno che per errore il Ministero degli Interni ha inviato ai media dal proprio indirizzo mail. Ufficialmente per errore: dopo l’invio, il dicastero ha parlato di «malfunzionamento tecnico», ma nei corridoi si rincorrono voci diverse. C’è chi parla di un hackeraggio, chi di atto volontario da parte di qualcuno interessato a ostacolare l’uscita dal tunnel in cui il regime di al-Sisi si è infilato.

Nonostante il numero non elevato di partecipanti, è stata la prima vera protesta dall’elezione dell’ex generale alla presidenza (estate del 2014). Nelle strade del Cairo c’erano ieri tutte le anime dell’opposizione: i Fratelli Musulmani, il Movimento 6 Aprile, i movimenti giovanili, i nasseriani e i socialisti rivoluzionari

Manifestanti ieri in piazza contro al-Sisi

Manifestanti ieri in piazza contro al-Sisi

    il Manifesto

Roma, 16 aprile 2016, Nena News – Nelle strade egiziane della protesta anti-governativa appare anche Giulio. A reggere un cartello con il suo volto è una donna: «Giustizia per Regeni, i cinque uccisi e tutti i martiri», dice il manifesto esibito proprio di fronte alla sede della Corte Suprema. In realtà i manifestanti non sono riusciti a raggiungere Piazza Tahrir, a impedirglielo cordoni di polizia impossibili da passare: poliziotti in tenuta anti-sommossa, un centinaio di veicoli blindati a circondare la piazza, checkpoint militari in ingresso al Cairo, gas lacrimogeni e proiettili di gomma che hanno invaso le strade che portano alla piazza simbolo della rivoluzione del 2011. E la fermata della metropolitana di Sadat chiusa fin dalle prime ore del mattino, come nei giorni bui successivi al golpe del 2013.

Ieri nell’ormai consolidato appuntamento con la radio indipendente romana abbiamo discusso della situazione dell’Egitto a 5 anni da Piazza Tahrir, tra desaparecidos e repressione delle voci critiche.

egitto

Roma, 9 febbraio 2016, Nena News – Nel consueto appuntamento del lunedì con Radio Citttà Aperta, durante la trasmissione “Note e Notizie”, Pablo Castellani ha dialogato con il nostro direttore Michele Giorgio sulla situazione dell’Egitto a cinque anni dalla rivoluzione del 25 gennaio. Un regime che – con l’impunità garantitagli dalla lotta all’Isis e l’alleanza con l’Occidente – si ripete uguale a se stesso e che si incattivisce, reprimendo con la violenza e l’uso politico di polizia e serviti segreti ogni voce critica, che si tratti delle opposizioni islamiste o degli attivisti laici di Piazza Tahrir.

il Sole 24 ore, 1 novembre 2015

Ala al-AswaniAla al-Aswani

La realtà fu evidente l’anno scorso, quando uscì Come abbiamo fatto un dittatore?, una raccolta di articoli pubblicati sui giornali egiziani. Normalmente il problema di Ala e del suo editore era di selezionare le centinaia d’inviti a dibattiti di presentazione e serate per la firma del libro, cercando un pretesto plausibile per coloro cui dire no. Anche quella era una forma di arte.

Will Regeni’s brutal murder force Egypt’s Western partners to demand justice for Egyptians who suffer a similar fate?

Funerali di Giulio Regeni, Fiumicello (Foto: [EPA] [EPA])

Funerali di Giulio Regeni, Fiumicello (Foto: [EPA] [EPA])

al-Jazeera

Roma, 16 febbraio 2016, Nena News – [...] Who will send a student, or even a reporter, to look into the ongoing resistance of the labour movement and workers to the government’s policies now? How many Egyptians will be willing to help foreign researchers or journalists, even – especially – their friends, to engage in such activities?