il Fatto Quotidiano, 5 febbraio 2016

Giulio Regeni era uno studioso scomodo, da tenere sott’occhio, da sorvegliare, e perfino punire, visto come sono andate le cose. Era scomodo, dava fastidio, perché si occupava di quei soggetti di cui nessuno vuole più parlare: i lavoratori.

Arrestato ieri Hossam Bahgat, giornalista investigativo collaboratore del portale indipendente Mada Masr e attivista per i diritti umani. Aveva riportato del processo militare segreto contro 26 ufficiali accusati di aver organizzato un golpe contro al-Sisi

Hossam Bahgat (Foto: Human Rights Watch)

Hossam Bahgat (Foto: Human Rights Watch)

Roma, 9 novembre 2015, Nena News - “Pubblicazione di notizie false che danneggiano gli interessi nazionali e diffusione di informazioni che disturbano la quiete pubblica”. Queste, stando a quanto riferisce al-Jazeera, le accuse a carico di Hossam Bahgat, giornalista investigativo e attivista per i diritti umani egiziano, arrestato ieri dopo aver ricevuto un ordine di comparizione giovedì scorso presso l’agenzia di intelligence militare della capitale. Bahgat, noto reporter dell’opposizione al regime fin dal 2002 e collaboratore del portale indipendente Mada Masr, è stato poi interrogato dal tribunale militare su un articolo pubblicato a ottobre su quello che il giornalista ha definito un “processo militare segreto” a 26 ufficiali dell’esercito egiziano che tramavano un colpo di stato ai danni del presidente al-Sisi, lui stesso golpista. 

Haaretz, Nov. 10, 2015

 

I watched the Israeli and other tourists — many of whom were heading for Taba’s casinos — swan through the terminal with barely a cursory glance at their travel documents.

Proteste in Israele contro la politica energetica del premier, messa in serio pericolo dai nuovi giacimenti egiziani. Tel Aviv guarda ad Ankara e ad un accordo da 2,5 miliardi di dollari.

Il giacimento Leviatano nei pressi di Haifa

Il giacimento Leviatano nei pressi di Haifa

Roma, 9 dicembre 2015, Nena News – Due accordi firmati lunedì dal Ministero del Petrolio egiziano daranno la spinta al mercato interno delle risorse energetiche, danneggiano ulteriormente le ambizioni israeliane nella regione.

Affluenza quasi nulla nella prima fase, che ha visto i seggi aperti in  14 governatorati su 27. Il 22 novembre seconda fase elettorale, con le operazioni di voto nei restanti 13 governatorati. Stravince per mancanza di alternative “Per amore dell’Egitto”, coalizione che sostiene al-Sisi

Egyptian_Minister_of_Defense_Abdel_Fatah_Al_Sisi

Roma, 21 ottobre 2015, Nena News - Ci hanno provato in tutti i modi le autorità egiziane: dare metà giornata libera agli impiegati statali per spingerli a votare, oppure, come accaduto ad Alessandria, abbassare le tariffe del trasporto pubblico. Tutto per dimostrare che le elezioni parlamentari non fossero un fiasco completo. E invece, con un’affluenza stimata intorno al 20 -25 per cento – le autorità si sono guardate bene dal diffondere dei dati definitivi, ndr – l’Egitto ha confermato il suo boicottaggio al presidente al-Sisi.