Sabato a Vienna si apre il tavolo del negoziato di pace sulla Siria. Intanto resta il mistero sul bombardamento israeliano di ieri vicino a Damasco

Golan

Roma, 12 novembre 2015, Nena News – La Casa Bianca ha definito “immotivato e controproducente” il suggerimento del premier israeliano Benjamin Netanyahu di riconoscere l’annessione delle Alture del Golan.

Un suggerimento avanzato un po’ en passant, lunedì scorso, durante l’incontro tra il primo ministro dello Stato ebraico e il presidente statunitense Barack Obama. Quasi un modo per sondare la disponibilità dello storico alleato che, però, ha trovato la proposta poco vantaggiosa. Con i negoziati di Vienna alle porte, non è il caso di tirare in ballo il Golan.

Netanyahu l’ha buttata lì, durante il meeting per discutere della crisi siriana, adducendo le solite ragioni di sicurezza: prevenire il traffico di armi a Hezbollah e agli gruppi armati schierati con il presidente siriano Bashar al Assad nella parte siriana delle Alture. Obama non ha ritenuto di rispondere al momento, ma ieri sono arrivati i commenti della sua Amministrazione.

“Non è chiaro quanto serio fosse (il suggerimento). Penso che sia stato chiaro che gli Usa non hanno intenzione di modificare la propria posizione sul futuro del Golan”, ha detto un funzionario della Casa Bianca citato da Haaretz. “Abbiamo sempre sostenuto che (il futuro del Golan) deve essere oggetto di un negoziato in linea con le risoluzioni dell’Onu 242 e 338. La nostra posizione non cambia”, ha concluso, spiegando che i riconoscimento dell’annessione potrebbe minare gli sforzi militari di Washington in Siria e pure il processo di pace.

Un processo a cui Netanyahu ha detto chiaramente di non credere. Per il premier israeliano tanti Paesi e tante fazioni al tavolo delle trattative non porteranno a una riunificazione della Siria. Il Paese in guerra da cinque anni, non tornerà a essere quello di prima, uscirà dal conflitto diviso. Non è solo l’opinione di Netanyahu, ma per il primo ministro dello Stato ebraico questo giustifica una “visione differente” del futuro del Golan che è parte fondamentale di un futuro accordo di pace tra Damasco e Tel Aviv. Le cose però sono cambiate negli ultimi cinque anni e Israele vorrebbe approfittarne per portare a termine il suo progetto di espansione territoriale. La parte occidentale delle Alture del Golan è stata occupata da Israele nel 1967 ed è stata annessa unilateralmente nel 1981. Un atto mai riconosciuto dalla comunità internazionale. Tempo fa, erano anche girate notizie su un presunto accordo tra i ribelli siriani e gli israeliani per una sorta di scambio: il Golan in cambio dell’aiuto militare.

soldati israeliani nel Golan occupato

soldati israeliani nel Golan occupato

Intanto, resta il mistero sul presunto raid israeliano su Damasco di ieri mattina. Secondo media vicini al governo di Assad, i caccia dello Stato ebraico avrebbero bombardato vicino all’aeroporto della capitale siriana. Le notizie non sono confermate, né sono arrivate dichiarazioni ufficiali dal governo siriano, ma si è parlato di un raid contro obiettivi militari e sarebbe il secondo nelle ultime due settimane.

Il quotidiano Haaretz ha ricordato che gli ufficiali israeliani in passato hanno ribadito che i trasferimenti di armi a organizzazioni terroristiche come Hezbollah sono considerate un “superamento della linea rossa”. E quando ciò accade, Israele reagisce.

Secondo l’opposizione siriana, alla fine di ottobre i caccia israeliani sono entrati in azione vicino ai confini con il Libano, sulle montagne siriane del Qalamoun, per distruggere basi di Hezbollah. Inoltre, dopo l’ingresso della Russia nei cieli siriani, i capi di Stato maggiore di Mosca e Tel Aviv si sono incontrati per coordinare le rispettive attività militari ed evitare interferenze. Israele è più che attiva nel conflitto siriano, di cui probabilmente vuole approfittare per estendere i suoi confini. Mire per niente segrete.

Intanto, sabato a Vienna si apre il tavolo del negoziato di pace sulla Siria. Secondo quanto riportato da Middle East Online, si deciderà quale delle fazioni ribelli dovrà negoziare con il governo di Assad, e chi invece entrerà nel novero dei gruppi terroristici. Il dialogo parte sempre da posizioni distanti e il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: quale sarà il ruolo di Assad nel post-conflitto. L’Occidente dice nessuno, mentre Iran e Russia lo sostengono. Nena News

 

http://nena-news.it/israele-riconoscere-annessione-del-golan-usa-richiesta-immotivata/