Il lavoro culturale, 29/03/2016

Alain Dershowitz e Mordechai Kedar

Alan Dershowitz e Mordechai Kedar

 

Il primo, Alan Dershowitz, è professore di diritto a Harvard, un difensore di crimini di guerra secondo cui i massacri israeliani di civili palestinesi nelle ultime guerre a Gaza sono legittimi perché a Gaza la categoria di “popolazione civile”, uno dei pilastri del diritto internazionale, non è applicabile.

l'Antidiplomatico

Khan Younis, marzo 2016 

Una delle strutture ospedaliere più grandi e più belle della striscia di Gaza è l’European Gaza Hospital di Khan Younis, a sud della Striscia. Durante l’ultima aggressione, quella definita da Israele – son so bene se per  tracotanza o ironia – “margine protettivo” anche quest’ospedale ha subito l’attenzione dell’aeronautica militare israeliana ed è stato necessario evacuare alcuni reparti, tra cui quello pediatrico, per evitare il peggio. In quest’ospedale, da quattro anni, opera il PCRF (Palestinian Children’s Relief Fund) una fondazione più o meno ventennale con sede in Ramalla, presieduta dallo statunitense Steve Sosebee.

Giunge alla sua XIII edizione l’Al Ard Doc Film Festival, organizzato dall’Associazione Amicizia Sardegna Palestina di Cagliari

alard2016

Roma, 4 marzo 2016, Nena NewsDal 9 al 12 marzo i locali della Cineteca Sarda vedranno impegnati organizzatori e spettatori in un fitto susseguirsi di 32 proiezioni, approfondimenti e incontri con i registi per l’edizione 2016 dell’Al Ard Doc Festival. Come ogni anno sarà la Palestina a fare da protagonista: sono numerose le produzioni di giovani e giovanissimi registi da Gaza e dalla Cisgiordania che raccontano, attraverso i loro lavori, nuovi modi di vivere e resistere sotto occupazione. Interessante a questo proposito il corto di Mahen Hammad, “Kickflip over occupation” o “To my Mother” di Ahmad al Bazz, “Sumud. Resistere per esistere” di Sahera Dirbas.

marzo, 2016

La pubblicazione di un appello, sottoscritto da alcune centinaia di docenti delle università italiane, in cui è annunciata la decisione di rinunciare alla collaborazione con il Politecnico di Haifa, Technion, ha scatenato – come era prevedibile – molte reazioni e critiche severe ai firmatari. Rispondere nel dettaglio a tutte queste accuse non è possibile, ma è necessario, invece, farlo a quelle più pesanti.

La visita ufficiale della ministra della difesa in Israele ha ribadito i rapporti stretti tra Italia e lo Stato ebraico ma ha toccato anche la crisi libica in vista dell’ormai certo nuovo intervento armato occidentale

Il ministro della Difesa italiano Pinotti insieme all'israeliano Moshe Yaalon (Fonte: Moked)

Il ministro della Difesa italiano Pinotti insieme all’israeliano Moshe Yaalon (Fonte: Moked)

 – Il Manifesto

Gerusalemme, 2 marzo 2016, Nena News – Non ha smentito la sua fama di ministra con l’elmetto Roberta Pinotti durante la sua visita in Israele, ieri e lunedì. Una missione che ha avuto al centro i rapporti, sempre più stretti, dal punto di vista militare e della sicurezza, tra Italia e lo Stato ebraico e che ha toccato anche la crisi libica in vista dell’ormai certo nuovo intervento armato occidentale.