il lavoro culturale, 22 giugno 2015

Aldo Cazzullo, Paolo Gentiloni, Maurizio Molinari e Marco Carrai. Fonte: Formiche

Aldo Cazzullo, Paolo Gentiloni, Maurizio Molinari e Marco Carrai. Fonte: Formiche

La scorsa settimana ho comprato il Il Califfato del terrore. Perché lo Stato Islamico minaccia l’Occidente (Rizzoli, 2015) di Maurizio Molinari e ho notato alcune strane cose.

mercoledì 3 giugno 2015

Quando noi italiani migravamo in massa in Libia attraversavamo il Mediterraneo a bordo di cacciatorpediniere e corazzate. I nostri scafisti si fregiavano del titolo di ammiraglio, capitano di vascello ecc.  A partire dal 1911 i nostri migranti, messo piede a terra,  si trasformavano in combattenti che non disdegnavano fucilazioni in massa, bombardamenti, rastrellamenti, deportazioni. Diventate regolarmente spietate con l’avvento del fascismo. I flussi migratori, chiamiamoli così, avevano il compito di costruire l’impero. Il che voleva dire annientamento di  ogni resistenza, sottomissione delle popolazioni anche attraverso il bombardamento con i gas e i campi di concentramento.