Haaretz, 05.04.15

 

It turns out that Hendel’s conscience is eased in the next paragraph. “The great victory that founded the Jewish state is the Nakba of the Arabs who lived here,” he writes. “If it was the other way around, we wouldn’t be here.”

31/03/2015

The New York Times reports from the al-Amari refugee camp in the West Bank: Residents of this cinder-block ghetto, a few miles from the headquarters of President Mahmoud Abbas of the Palestinian Authority, recently removed his portrait from the camp’s entrance.

28 mar 2015

E’ uno degli slogan che ieri 150 attivisti israeliani hanno scandito all’ingresso della Città Vecchia dove si fanno più intense le azioni del movimento dei coloni. Uno di loro racconta le crescenti difficoltà per coloro che in Israele si battono contro l’occupazione e per i diritti dei palestinesi

il Manifesto

Gerusalemmen, 28 marzo 2015, Nena News – Sono arrivati alla spicciolata mentre il flusso di fedeli musulmani che aveva affollato la Spianata della moschee per le preghiere del venerdì, lasciava la città vecchia passando per la Porta di Damasco, facendo lo slalom tra le bancarelle di ambulanti decisi a vendere tutto. Poi poco alla volta il numero degli attivisti israeliani contro l’occupazione è aumentato. Alle 13.30, l’ora del raduno, erano più o meno 150. Pochi ma fino a un certo punto se si considera che Israele ha appena riconfermato al potere, con un mezzo plebiscito, Benyamin Netanyahu, il suo partito Likud e il resto della destra. Tra gli attivisti alcuni volti noti di tante battaglie, quasi tutte perse, ma anche giovani, ragazzi delle scuole superiori. Hanno issato gli striscioni con le scritte “Basta all’occupazione”, “Fermate la colonizzazione di Gerusalemme”, “No all’espulsione dei palestinesi”, e tra rulli di tamburi si sono avviati verso via Salah Edin, l’arteria commerciale della Gerusalemme araba.

03 apr 2015

Lo storico israeliano Ilan Pappè: “le lobby ebraiche nel Regno Unito hanno usato ancora una volta l’intimidazione per colpire la libertà di parola”.

Roma, 3 marzo 2015, Nena News - A un mese e mezzo dalla decisione dell’Università di Roma Tre di cancellare l’incontro con Ilan Pappè sul tema “Europa e Medio Oriente oltre gli identitarismi” che già aveva fatto discutere e aveva dato il via ad una lettera aperta firmata da migliaia di docenti e ricercatori delle università di tutto il mondo, l’Università di Southampton decide di cancellare il ciclo di incontri dal titolo: “Diritto Internazionale e lo Stato di Israele: Legittimazione, Responsabilità e Eccezioni” che si sarebbe dovuto tenere dal 17 al 19 aprile presso gli spazi dell’importante accademia inglese.

04 apr 2015

«L’accordo legittima l’illegale programma atomico iraniano», ha sostenuto ieri il premier Netanyahu sorvolando sul fatto che Israele era e resta l’unica potenza nucleare in Medio Oriente. Il primo ministro ha anche esortato le parti coinvolte a condizionare l’accordo finale al riconoscimento di Israele da parte di Tehran

- Il Manifesto

Gerusalemme, 4 aprile 2015, Nena News –

Benyamin Netanyahu che già giovedì notte, durante la conversazione telefonica con Barack Obama, aveva descritto l’intesa sul nucleare raggiunta a Losanna dal gruppo del 5+1 con l’Iran, come «pericolosa per Israele», ieri è rimasto riunito per tre ore con il Consiglio di difesa, i principali ministri del suo governo, allo scopo di formulare una posizione ufficiale. Al termine dell’incontro è stato comunicato il secco rifiuto dell’accordo, con voto unanime. Il primo ministro ha prima usato toni più morbidi, negando che Israele abbia come unica alternativa un attacco militare contro le centrali atomiche iraniane.«Qualcuno ora dice che la sola alternativa a questo cattivo accordo è la guerra. Non è vero – ha detto – c‘è un’altra alternativa: restare saldi, aumentare la pressione sull’Iran fino a quando sarà raggiunto un buono accordo». Poi è passato all’offensiva.