Gary Sick lists five significant omissions: 1. Iran has dramatically reduced its stockpile of enriched uranium. Remember Bibi’s cartoon bomb that was going to go off last summer? Well, it has been drained of fuel, and that will probably continue to be true indefinitely. No mention.

09 mar 2015

Protesta molto partecipata a Tel Aviv contro l’attuale leadership, accusata di parlare di minacce esterne e non dei reali problemi del paese. Ma il premier non si scompone e chiude al dialogo con i palestinesi.

Gerusalemme, 9 marzo 2015, Nena News – Per gli organizzatori erano 40mila gli israeliani in piazza sabato scorso per “il cambiamento”: “Bibi, hai fallito. Vattene a casa”, gridavano gli slogan e i cartelli. Dopo due mandati (o quasi) di Benjamin Netanyahu, una parte dell’opinione pubblica chiede di cambiare i vertici del paese. Gli attuali, dicono i manifestanti a Tel Aviv, non sono in grado di affrontare la crisi economica e sociale di Israele, con la testa solo le fantomatiche minacce iraniane e islamiste.

Haaretz, 08.03.15

 

Col. Einav Shalev, the Central Command’s operations officer [...] added: “There are places where we have thinned out the amount of training significantly [...]. [W]e, as a military system, bring down much of the training to the Jordan Valley.”

Haaretz, 10.03.15

 

Israelis have come to expect another war by the summer. A third of their children, nearly a million, live in poverty, many of them going hungry. A health care system which was once a source of national pride, has been neglected into collapse. Israel is a nation which has been instructed by its leader to expect nothing, change nothing, roll over and play dead.

06 mar 2015

Ieri votata la risoluzione che interrompe la coordinazione tra le due autorità “fino a quando Israele non rispetterà il diritto internazionale”. Tel Aviv e Abbas non commentano. Resta da vedere se la decisione, spesso paventata, stavolta sarà rispettata.

Polizia palestinese a Ramallah (Foto: AP Photo/Muhammed Muheisen)

Gerusalemme, 6 marzo 2015, Nena News – Stop al coordinamento alla sicurezza con Israele. Lo ha deciso ieri il Consiglio Centrale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, nel corso del suo 27esimo meeting. La risoluzione votata ieri sospende uno degli aspetti più criticati da parte palestinese degli Accordi di Oslo del 1994: la coordinazione alle attività di sicurezza con le autorità israeliane, che negli anni ha spinto buona parte del popolo palestinese e della società civile a tacciare l’Autorità Nazionale di collaborazionismo con l’occupante.