18 mar 2015

Con la vittoria del Likud alle parlamentarie israeliane, la dirigenza palestinese dovrà organizzare al meglio le sue prossime mosse diplomatiche. Se, di fronte alla comunità internazionale, Ramallah può permettersi di denunciare Israele all’Aja, interrompere la sicurezza con Tel Aviv potrebbe rivelarsi un rischio troppo grande

Roma, 18 marzo 2015, Nena News - Se Benjamin Netanyahu, trionfatore a sorpresa delle elezioni parlamentari di ieri, se la ride, altri non se la passano così bene. Non si tratta solo della popolazione palestinese, che ieri si è vista sbandierare pubblicamente dal premier israeliano la verità che tutti, da Jenin a Gaza, ormai conoscono da decenni: uno stato palestinese non vedrà mai la luce finché al potere ci sarà il Likud. Dopo la vittoria della destra ormai apertamente estrema alla Knesset, è soprattutto la leadership palestinese a pagare un prezzo alto: le sue prossime mosse, infatti, saranno più determinanti che mai nel confronto con la potenza occupante. O perlomeno nei confronti della comunità internazionale.

21 mar 2015

Il premier israeliano, fresco di vittoria elettorale, riceverà a fine mese colui che considera il vero presidente degli Stati Uniti d’America, lo speaker della Camera John Boehner, suo stretto alleato. Proprio nel giorno in cui l’Amministazione Usa potrebbe raggiungere l’accordo con Tehran sul nucleare iraniano tanto contestato da Netanyahu. Intanto l’Ue in un rapporto condanna duramente la politica di Israele a Gerusalemme

 – Il Manifesto

Gerusalemme, 21 marzo 2015, Nena News – Benyamin Netanyahu va avanti a zig zag e tra il tira e molla sullo Stato di Palestina e le dichiarazioni d’amore per gli Stati Uniti fatte l’altra sera, ha dato un altro schiaffone a Barack Obama che pure, anche se con un paio di giorni di ritardo, si era congratulato con lui per la vittoria elettorale. A fine mese il premier israeliano, riconfermato a furor di popolo il 17 marzo, si prepara a ricevere con tutti gli onori colui che considera il vero presidente degli Stati Uniti d’America: lo speaker della Camera John Boehner, accompagnato da un nutrito gruppo di membri del Congresso. Una visita che si svolgerà, “casualmente”, nelle stesse ore in cui scadrà la deadline, 31 marzo, per il raggiungimento di un accordo sul programma nucleare iraniano tra i Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, più la Germania, e Tehran. L’intesa appare vicina – il negoziato ieri è stato sospeso per qualche giorno per consentire ai delegati iraniani di partecipare ai funerali della madre del presidente, Hassan Rohani – e in caso di firma di un accordo, Boehner potrebbe, proprio da Gerusalemme, confermare l’intenzione di non rispettarlo annunciata dai Repubblicani nella lettera inviata un paio di settimane fa all’Iran.

Haaretz, 13.02.14

Israelis - including those in the settlements - use three times as much water a day in their households as West Bank Palestinians do, according to figures provided by Palestinians and aid organizations. That is just one aspect of the large discrepancy between Israelis and Palestinians in access, development and use of water resources -- a discrepancy that has only increased since the signing of the Oslo Accords.

Gush Shalom, 07.03.315

WHAT DID the speech not contain?

09 mar 2015

Aumentati nelle ultime settimane gli attacchi da parte della marina militare israeliana contro i pescatori palestinesi della Striscia di Gaza all’interno di quel piccolo spazio marittimo consentito il cui limite non è stato mai davvero rispettato dalle forze di Tel Aviv

foto e testo di Rosa Schiano

Roma, 9 marzo 2015, Nena News - Nulla sembra alleviare le sofferenze della popolazione palestinese della Striscia di Gaza, stremata a causa dell’ isolamento, della mancanza di economia e dei salari, dell’assenza di ogni prospettiva per il futuro, da 9 mesi in attesa di una ricostruzione mai realmente iniziata mentre si trova nuovamente minacciata da un’ennesima offensiva militare.