14 aprile 2018

Se non fosse un saggio serio ed importante, non mi dedicherei a commentarlo. Lo commento perché penso che possa portare elementi di riflessione importanti a ECO. E’ una mia risposta (parziale, affrettata) a Giorgio Canarutto, i cui ideali mi sembrano lontani dai miei. Ma basterebbe, forse, una seria discussione collettiva (che ECO ha tanta paura ad affrontare, da sempre) per capirci meglio. ECO non discute. ECO è divisa e non pianifica attività perché non ha una base comune chiara. ECO sopravvive male e con tante opinioni che non escono fuori.

Roma, 14 aprile 2018

Esprimo la mia opinione in quanto ebreo italiano, della Rete ECO, Ebrei contro l’Occupazione Israeliana. Sono un ebreo anti – sionista, difendo le ragioni dei palestinesi.

rproject

 

recensione a: Ilan Pappé Ten Myths About Israel London: Verso 2017, pp. 171

 

Un paese che si basa sulla pulizia etnica e sulla colonizzazione permanente non può essere definito democratico. In verità nessuna entità statuale ove é in atto una colonizzazione a scapito della popolazione autoctona é definibile come democratica: si veda il caso dell’Australia ove fino al 1967 gli aborigeni, già violentemente decimati durante il diciannovesimo secolo, non venivano nemmeno contati nei censimenti. Eppure l’Australia era considerata una fiorente democrazia, il che significa che il termine è perfettamente malleabile a piacere senza un valore universale.

04.03.2018

Chères amies et amis,

nous allons exprimer notre totale solidarité à Olivia Zemor et à vous tous pour le procès pénal intenté contre elle par l'Union des communautés juives de France.

The Nation, December 24, 2017

Ahed-Tamimi-Palestine-AP-img Ahed Tamimi is escorted at a military court near Jerusalem, December 20, 2017. (AP Photo / Oren Ziv)

 

Israeli settlers had confiscated a spring in the valley between the village and the settlement of Halamish, and Nabi Saleh had joined a handful of other villages that chose the path of unarmed resistance, marching to protest the occupation every Friday, week after week [....] They kept racking up losses, and kept marching, every Friday, to the spring. They almost never got close. Most Fridays, before they reached the bend in the road, soldiers stopped them with tear gas and sundry other projectiles. The army came during the week too, usually before dawn, making arrests, searching houses, spreading fear, delivering a message that got clearer each time: your lives, your homes, your land, even your own and your children’s bodies—none of it belongs to you.