Il giornalismo italiano nella questione israelo-palestinese. Recensione di Angelo Stefanini del libro “Il Muro della Hasbara” (Zambon editore) di Amedeo Rossi, con prefazione di Moni Ovadia. “Per una democrazia” sostiene Noam Chomsky, “la propaganda è quello che è il randello per uno Stato totalitario”

Randello

Roma, 14 dicembre 2017, Nena News“Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato”.  È lo slogan che sintetizza perfettamente il meccanismo psicologico di controllo della realtà che nella neo-lingua coniata da George Orwell viene chiamato “bi-pensiero”. Nel mondo distopico descritto nel romanzo 1984, il Partito del Grande Fratello può contare su di una popolazione ciecamente fiduciosa nei dettami del Partito grazie al suo totale controllo sul passato. Tale controllo è talmente assoluto da potere dichiarare che un determinato avvenimento non sia mai successo: nel momento in cui tutti i documenti circolanti riportano la medesima storia imposta dal Partito, allora “la menzogna diventa verità e passa alla storia”.

Il premier Netanyahu ha trovato il modo per aggirare la sentenza della Corte Suprema che vieta le espulsioni degli africani richiedenti asilo senza il consenso dei Paesi di destinazione. La stampa scrive che ha convinto Ruanda e Uganda ad accoglierli in cambio di aiuti economici  

Tel Aviv Manifestazione di richiedenti asilo

Tel Aviv Manifestazione di richiedenti asilo

 – Il Manifesto

Tel Aviv, 26 ottobre 2017, Nena News – «Israele agli israeliani, la città ai suoi abitanti». Sheffi Paz, leader del “Fronte di liberazione del sud di Tel Aviv” dalla presenza degli africani richiedendi asilo, ad ogni manifestazione di protesta urla questo slogan dentro il suo megafono.

The Electronic Intifada, 18 September 2017

 

Pappe argues that the Israeli government understood in 1963 that it would be unable to carry out massive expulsions on the scale of the Nakba, the forced removal of Palestinians in 1948, due to international scrutiny. That explains why it set about designing a system of control and partition that would ensure a successful colonization of the West Bank, deprive Palestinians of their fundamental human rights by not granting citizenship and guarantee that their status as non-citizens in their own country would never be subject to negotiation.

La stampa israeliana rende noto il piano votato dal governo Netanyahu domenica: 5mila dollari al Rwanda per ogni richiedente asilo deportato. Così il premier prova a scavalcare la Corte Suprema

Richiedenti asilo africani nel centro di detenzione di Holot, nel deserto del Negev  [Foto: Jim Hollander/EPA]

Richiedenti asilo africani nel centro di detenzione di Holot, nel deserto del Negev [Foto: Jim Hollander/EPA]

Roma, 22 novembre 2017, Nena News – La vita di un migrante africano, di un richiedente asilo, in Israele vale 5mila dollari. Quelli che saranno girati al Rwanda perché accetti i rifugiati presenti oggi in territorio israeliano e minacciati di deportazione. A dare i numeri è l’emittente tv israeliana Canale 10: l’operazione di deportazione comincerà nelle prossime settimane, prevedrà anche un “pocket money” al migrante di 3.500 dollari e – aggiunge il quotidiano Haaretz – dovrebbe escludere donne e bambini.

Haaretz, Dec 1, 2017

Tzaga, a 29-year-old asylum seeker from Eritrea, works in a minimarket in Rishon Letzion every day from morning until it closes late at night. Over the past six months, since the so-called deposit law went into effect, requiring Eritrean and Sudanese asylum seekers to deposit 20 percent of their salaries for a special fund that will repay them only when they leave the country, many of them find it difficult to make a living.