14/3/2017

La principale forza della sinistra palestinese non si presenterà alle elezioni di maggio in seguito alla “violenta repressione” delle manifestazioni di domenica da parte di Ramallah

La parlamentare Khalida Jarrar del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina

La parlamentare Khalida Jarrar del Fronte popolare per la Liberazione della Palestina

Roma, 14 marzo 2017, Nena News – La repressione delle manifestazioni di protesta di domenica a Ramallah (prima) e nel campo rifugiati di Duheishe (dopo) compiuta dall’Autorità Palestinese (Ap) ha avuto una prima conseguenza politica: il Fronte popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha sospeso ieri la sua partecipazione alle elezioni locali in programma il prossimo 13 maggio. A riferirlo è stata la parlamentare Khalida Jarrar. Il “no” della principale forza della sinistra palestinese, ha spiegato Jarrar, è figlio delle misure “repressive” dell’Ap contro i membri della famiglia e sostenitori di Basel al-Araj, l’attivista e intellettuale palestinese ucciso il 6 marzo nel corso di un conflitto a fuoco con l’esercito israeliano.

13/3/2017

Decine di persone sono scese in piazza ieri per protestare contro il processo aperto a cinque persone collegate all’attivista Basel al-Araj, ucciso la scorsa settimana dall’esercito dello stato ebraico. Stanotte, intanto, la polizia israeliana ha sparato e ammazzato un palestinese nella Città Vecchia di Gerusalemme. Israele: “Aveva accoltellato due nostri agenti”

Forze di sicurezza dell'Autorità Palestinese (Foto: Reuters)

Forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese (Foto: Reuters)

Roma, 13 marzo 2017, Nena News – E’ stato un pomeriggio carico di tensioni quello vissuto ieri nei Territori occupati palestinesi: scontri violenti sono divampati tra manifestanti e forze di sicurezza dell’Autorità palestinese (Ap) a Ramallah e nei pressi del campo rifugiati di Duheisha (vicino Betlemme).

Haaretz, Dec. 23, 2016

 

On the day of Kayed’s scheduled release at the end of his 14-year term, with his family and his town primed to celebrate the event, the Israeli authorities informed him that he was being relegated to “administrative detention” – arrest without trial. No explanation was offered. Kayed responded by launching a hunger strike that went on for 71 days and almost finished him off. The authorities offered him a four-year exile in Jordan. He refused. Finally, in August, he agreed to an arrangement under which he would be released in four months’ time if he called off his hunger strike. The four months finished last week. The late-summer house of mourning had been transformed into a site of celebration at the onset of winter.

 14/3/2017

Le due parti non si riconosceranno mai ma il movimento islamico intanto segnala di poter accettare “temporaneamente” uno Stato palestinese solo nei territori occupati del 1967 e Israele torna proporre un’isola artificiale davanti alle coste di Gaza con un porto e un impianto di desalinizzazione

 – Il Manifesto

Gerusalemme, 14 marzo 2017, Nena NewsIsraele ed Hamas possono arrivare, senza riconoscersi, a uno stato di non belligeranza a tempo indeterminato? I dubbi sono molti. Le due parti continuano a scambiarsi accuse durissime e sembrano sempre sul punto di riprendere le ostilità. Tuttavia da qualche tempo si registrano segnali interessanti che fanno ipotizzare un compromesso non dichiarato, utile agli interessi delle due parti.

Haaretz, Mar. 22, 2017

Thirty years after it was founded, Hamas is replacing its anti-Semitic and violent charter with a comprehensively revised document modifying several of its extreme and rejectionist positions.