Azuz, Ghassan e Moaed da ragazzini sono finiti in carcere per essersi opposti con le pietre all’esercito israeliano durante la reconquista della Cisgiordania. 13 anni dopo rievocano con orgoglio quei giorni in cui a vincere era il senso della comunità

I protagonisti di questa storia in una foto del 2003

I protagonisti di questa storia in una foto del 2003

 – Il Manifesto

Betlemme, 31 agosto 2015, Nena News – Sono pas­sati 13 anni da quei mesi del 2002, i 40 giorni di asse­dio israe­liano di Betlemme, la recon­qui­sta della Cisgior­da­nia. La Hebron-Jerusalem Road col­le­gava ancora la città della Nati­vità a Geru­sa­lemme, non c’erano muri a cir­con­dare la tomba di Rachele (per i pale­sti­nesi la Moschea Bilal Ibn Rabah), solo posta­zioni mili­tari. Azuz aveva 12 anni, suo fra­tello Moaed 10, Ghas­san il più grande, 13.

 21st August 2015

Baby Ali's bedroom in ashes, with his pictures

Baby Ali’s bedroom in ashes, with his pictures

During the months of July and August, there has been an escalation of violence from illegal Israeli settlers and the Israeli army towards Palestinians.

Mondoweiss, August 6, 2015

 

At the entrance of Beit Ummar, a red sign in Hebrew, Arabic and English warns Israeli citizens that visiting the Palestinian village could be dangerous for their lives. But on one Saturday evening, four cars with yellow Israeli license plates drive past the warning and a tall military observation tower.

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05 Agosto 2015 22:30

Il Manifesto 5.6.2015

Intervista. Un incontro con l'artista di graphic novel Mohammed Saba’aneh, in mostra presso Alternative Information Center di Beit Sahour (Betlemme).

Mondoweiss, July 29, 2015

Ben Gurion airport

Ben Gurion airport

 

Agent: “No no, you cannot go to Israel. You should have gone through the Allenby Bridge.”