The Electronic Intifada, 16 July 2015

A Palestinian boy plays on the ruins of houses destroyed by Israeli shelling last summer, in eastern Gaza City, 8 July.

Ashraf Amra APA images

 

Last summer over 2,200 persons, including over 500 children, died in Israel’s appalling assault on Gaza. We can only imagine the ongoing physical and psychological suffering of those who survived. Just one year on, the European Association of Behavioural and Cognitive Therapists has chosen Israel as the location for its 2015 annual conference.

al-Ahram weekly, 25 June 2015

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“Why did they take our home?” the little boy asked.

Progetto interdisciplinare della palestinese Larissa Sansour composto da un corto e una serie di sette fotografie esposte in contemporanea a Gerusalemme Est e a Roma



 – Il Manifesto

Roma, 20 giugno 2015, Nena News - Una giovane donna trascina il trolley nella hall di un grattacielo, sale in ascensore: l’idea di viaggio è strettamente connessa con quella di futuro. Per Larissa Sansour (Gerusalemme Est 1973) viaggiatrice tra culture diverse – la madre è russa e il padre palestinese, ha studiato Fine Art a Copenhagen, Londra e New York, attualmente vive a Londra – il futuro riguarda sempre la Palestina. È forse lontano e apparentemente irraggiungibile, come vediamo in Nation Estate esposto negli spazi della fondazione Al-Ma’mal di Gerusalemme e, contemporaneamente, alla galleria Montoro 12 Contemnporary Art di Roma (dove è visibile fino al 15 luglio), ma bisogna tenere vivo il dibattito. Lei, con il suo lavoro interdisciplinare in cui utilizza prevalentemente video e fotografia, lo fa con uno sguardo diretto, fresco e ironico. Piangersi addosso non serve a nulla, piuttosto bisogna evitare i luoghi comuni. In passato l’abbiamo vista indossare i panni dell’astronauta, circondata da tanti «Palestinauti»: una ragazza palestinese che piantava la bandiera verde, nera, rossa e bianca sulla luna.

Haaretz, 29.06.15

Palestinian taxi in Hebron. 

 

Thin man: [...] We’re afraid a soldier will kill a child, a settler will beat somebody up, or the Civil Administration will take our land or demolish our house.

Dopo le elezioni israeliane e il divieto di entrare in Cisgiordania per un viaggio di lavoro, Abdalhadi Alijla, direttore per i Paesi del Golfo del Varieties of Democracy Institute dell’Università di Gothenburg, ha deciso di aderire al boicottaggio. E in quest’articolo spiega perché.



Roma, 18 giugno 2015, Nena News – Alla fine, sono i fatti a parlare. La gente, attraverso i social network, li condivide, gli scrittori e i giornalisti li raccontano e li descrivono, gli storici li contestualizzano, gli studiosi di scienze sociali li analizzano, i filosofi e gli intellettuali li interpretano. A volte, possono passare anni, anche secoli, prima che se ne abbia una piena comprensione.