12/12/2016

I giudici della Corte suprema israeliana hanno respinto l’istanza di scarcerazione per l’insegnante della Scuola del Circo Palestinese fermato nel dicembre 2015 e da allora detenuto senza aver mai saputo le ragioni del suo arresto

Manifestazione a sostegno drlla liberazione di Mohammed Abu Sakha

Manifestazione a sostegno della liberazione di Mohammed Abu Sakha

Roma, 12 dicembre 2016, Nena News – Dopo quasi un anno trascorso in carcere senza essere stato processato e senza conoscere le ragioni della sua detenzione, Mohammed Abu Sakha, 23 anni, insegnante alla Scuola del Circo Palestinese (Scp) di Bir Zeit, resterà dietro le sbarre. La Corte Suprema israeliana ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai suoi avvocati, sulla base della vaga motivazione presentata nel dicembre 2015 dal procuratore militare, secondo la quale Abu Sakha sarebbe «una minaccia alla sicurezza». Inutili le proteste della Scp che in questi 12 mesi ha portato il caso di Abu Sakha in varie sedi internazionali e avviato una campagna per la sua liberazione immediata. Ogni sforzo è stato inutile come inutili sono state in questi anni le denunce della “detenzione amministrativa” praticata da Israele, una sorta di arresto cautelare che può essere rinnovato all’infinito dalle autorità militari. Vana è stata anche la partecipazione all’udienza della Corte Suprema di rappresentanti dell’Unione europea a Gerusalemme, del Consolato generale belga, della Rappresentanza diplomatica svizzera presso l’Anp, di Amnesty International e di Terre des Hommes Italia.

Jews for Justice for Palestianians, May 2nd, 2016


Impossible life in Gaza: Nader Obu Odeh, age 6, gathers wood from destroyed houses to make a fire, Beit Hanoun, Gaza Strip. The Abu Odeh family, 33 people including 21 children, fled but returned to live in the remains of their damaged house without electricity and gas. Photo by Activestills.org

Jonathan Freedland’s Plea

By Jamie Stern-Weiner, blog
April 30, 2016

Let’s imagine for just a moment that a people was forcibly dispossessed of its homeland.

Ma'an News Agency, June 1, 2016

 

Ben Gurion became aware of the need to unify the Israeli Zionist narrative regarding the conquering and ethnic cleansing of Palestine. According to a revelation by Israeli newspaper, Haaretz, Ben Gurion worried that the Palestinian refugee crisis was not going to go away without a consistent Israeli message that the Palestinians left their land of their own devices, following instructions to do so by various Arab governments.

INTERVISTA. «I bambini palestinesi che crescono sotto occupazione israeliana vivono in un ambiente che insegna loro che non sono altro che numeri. Gli effetti che questo genere di umiliazione e disumanizzazione producono sui bambini è materia da sottoporre a psicologi e psichiatri» sostiene Abdel Salaymeh, portavoce della campagna “Open the Zone”

Foto di "Open the Zone"

Foto di “Open the Zone”

Mantova, 20 maggio 2016, Nena News – Ai bambini di Hebron è stata rubata l’infanzia. Il mostro che ha strappato per sempre l’innocenza ai piccoli palestinesi ha le sembianze dei soldati israeliani armati fino ai denti e dei coloni che vivono nel cuore della città e che, forti dell’impunità di cui godono, possono permettersi qualsiasi forma di violenza e molestia nei confronti della popolazione araba locale.

La nostra chef Fidaa ci presenta oggi un piatto squisito che si può mangiare in qualsiasi occasione, anche appena svegli. Il risultato non cambia: ne resterete sempre entusiasti

Foto: Fidaa Abu Hamdiyyeh

Foto: Fidaa Abu Hamdiyyeh

Ramallah, 4 giugno 2016, Nena News – Cari amici, oggi ho scelto di presentarvi una mia ricetta presa dal libro di viaggio e cucina “POP Palestine cuisine”. La feci ad alcuni miei amici quando sono venuti a trovarmi ad Nablus. Ricordo che ne rimasero molto entusiasti.