Haaretz, 20.03.15

 

Netanyahu's victory is also a victory for BDS. His anti-Arab, anti-two-state-solution, nationalist coalition will serve as potent propaganda fodder for painting Israel as a racist, colonial power. Students for Justice in Palestine and the BDS movement will undoubtedly continue to gain traction as long as this government as power. What's more, Netanyahu's actions will further alienate committed young Jewish pro - Israel supporters, like myself.

25 mar 2015

Il Wall Street Journal rivela che il premier israeliano avrebbe fatto arrivare informazioni ai parlamentari Usa sui negoziati in corso con Tehran per aizzare il Congresso contro il presidente Usa, favorevole a un accordo sul nucleare iraniano. Tel Aviv nega

Il Manifesto

Gerusalemme, 25 marzo 2015, Nena News – Il governo israe­liano nega, smen­ti­sce con forza le rive­la­zioni pub­bli­cate ieri dal Wall Street Jour­nal sulle sue pre­sunte ope­ra­zioni di spio­nag­gio dei nego­ziati in corso sul pro­gramma nucleare ira­niano, fatte a danno della linea del dia­logo con Teh­ran por­tata avanti dalla Casa Bianca. Giorno dopo giorno lo scon­tro tra Barack Obama e Benya­min Neta­nyahu emerge in tutta la sua com­ples­sità. E pare desti­nato ad aggra­varsi, ma senza met­tere in alcun modo a rischio gli stretti rap­porti stra­te­gici e di sicu­rezza esi­stenti tra Washing­ton e Tel Aviv.

21 mar 2015

Il premier israeliano, fresco di vittoria elettorale, riceverà a fine mese colui che considera il vero presidente degli Stati Uniti d’America, lo speaker della Camera John Boehner, suo stretto alleato. Proprio nel giorno in cui l’Amministazione Usa potrebbe raggiungere l’accordo con Tehran sul nucleare iraniano tanto contestato da Netanyahu. Intanto l’Ue in un rapporto condanna duramente la politica di Israele a Gerusalemme

 – Il Manifesto

Gerusalemme, 21 marzo 2015, Nena News – Benyamin Netanyahu va avanti a zig zag e tra il tira e molla sullo Stato di Palestina e le dichiarazioni d’amore per gli Stati Uniti fatte l’altra sera, ha dato un altro schiaffone a Barack Obama che pure, anche se con un paio di giorni di ritardo, si era congratulato con lui per la vittoria elettorale. A fine mese il premier israeliano, riconfermato a furor di popolo il 17 marzo, si prepara a ricevere con tutti gli onori colui che considera il vero presidente degli Stati Uniti d’America: lo speaker della Camera John Boehner, accompagnato da un nutrito gruppo di membri del Congresso. Una visita che si svolgerà, “casualmente”, nelle stesse ore in cui scadrà la deadline, 31 marzo, per il raggiungimento di un accordo sul programma nucleare iraniano tra i Paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, più la Germania, e Tehran. L’intesa appare vicina – il negoziato ieri è stato sospeso per qualche giorno per consentire ai delegati iraniani di partecipare ai funerali della madre del presidente, Hassan Rohani – e in caso di firma di un accordo, Boehner potrebbe, proprio da Gerusalemme, confermare l’intenzione di non rispettarlo annunciata dai Repubblicani nella lettera inviata un paio di settimane fa all’Iran.

Une pression s’exerce actuellement sur l’université de Southampton pour qu’elle annule ou « reconsidère » une conférence sur Israël et le droit international programmée du 17 au 19 avril. Des groupes tels que le Conseil des représentants des juifs britanniques et la Fédération sioniste du Royaume-Uni ont exhorté l’université à annuler l’évènement, avec en outre l’intervention de M. Erik Pickles, député conservateur et ministre des Communautés.