Haaretz, Jul. 2, 2016

 

the Palestinians are getting only 103 cubic meters a year from the Mountain Aquifer, according to calculations by the Palestinian Water Authority.

Dall’inizio dell’anno, le forze armate israeliane hanno demolito o danneggiato 323 case e altre strutture edilizie in Cisgiordania, lasciando in strada 440 palestinesi, molti dei quali bambini. Intanto Amnesty International lancia appello a favore di Mohammad Abu Sakha, il clown della scuola del circo palestinese, detenuto senza processo

Demolizione di una casa palestinese

Demolizione di una casa palestinese

 – il Manifesto

Gerusalemme, 7 marzo 2016, Nena News – Abu Imad sottolinea che i bulldozer dell’esercito israeliano sono di casa a Khirbet Tana. «Sono venuti tante altre volte a buttarci giù le abitazioni. Questa volta però non hanno risparmiato neppure la scuola e quella più vicina ora è a 10 km di distanza» racconta Abu Imad, uno degli anziani di questo piccolo villaggio agricolo a est di Nablus, in Cisgiordania, dove vivono circa 250 palestinesi. «Vogliono costringerci ad andare via», aggiunge «(gli israeliani) dicono che le nostre case sono illegali. Noi non ci muoviamo, la nostra vita è qui nella nostra terra, nei nostri campi e con le nostre pecore». A inizio settimana le autorità israeliane hanno fatto abbattere 41 strutture abitative, bagni, cucine e altro a Khirbet Tana, lasciando senza un tetto 36 persone tra le quali 11 bambini. Per la scuola è stata la seconda demolizione dopo quella del 2011. La “colpa” di Khirbet Tana è quella di trovarsi a ridosso di una “firing zone”, una zona per l’addestramento delle truppe , e nell’Area C (il 60% della Cisgiordania che resta sotto il pieno controllo di Israele). Qui per un palestinese è quasi impossibile ottenere un permesso edilizio, anche un muretto di mezzo metro non autorizzato viene inesorabilmente ridotto in polvere dalle ruspe israeliane. Sono 38 le comunità palestinesi situate dentro queste “firing zone” che coprono il 18% della Cisgiordania.

Zeitun

Mahmoud Rafaat Badran 15 anni

22 giugno, 2016

Ramallah (Ma’an) – Dopo mezzanotte di lunedì cinque adolescenti palestinesi stavano tornando a casa dopo aver passato il pomeriggio in una piscina del villaggio di Beit Sira, a ovest di Ramallah, per festeggiare il recente arrivo dal Qatar di alcuni amici che erano venuti a passare l’estate nella loro cittadina d’origine, Beit Ur al-Tahta.

Una donna palestinese, accusata di voler accoltellare un soldato, è stata colpita da un poliziotto di frontiera a Hebron. A Qalandiya un 63enne è morto per l’inalazione dei gas lacrimogeni sparati dall’esercito. Poco dopo sulla Strada 60 un israeliano è stato ucciso da spari partiti da un’auto

Soldati israeliani a Hebron (Foto: Chiara Cruciati/Nena News)

Soldati israeliani a Hebron (Foto: Chiara Cruciati/Nena News)

AGGIORNAMENTI

ore 19 – HEBRON TOTALMENTE CHIUSA, NETANYAHU SOSPENDE IL TRASFERIMENTO DELLE TASSE ALL’ANP

L’esercito israeliano ha chiuso la città di Hebron, dopo il presunto attacco di questa mattina e l’uccisione di un colono sulla Strada 60 a sud della città. Due unità militari delle Brigate Golan sono state inviate in aggiunta alle migliaia di soldati già presenti ad Hebron. Intanto il premier israeliano Netanyahu ha annunciato l’intenzione di sospendere il trasferimento mensile delle tasse palestinesi (di proprietà dell’Autorità Nazionale Palestinese) al governo di Ramallah, accusandolo di incitare alla violenza e di “sostenere i terroristi e loro famiglie”. Ogni mese Tel Aviv, che raccoglie le tasse palestinesi doganali e commerciali per l’Anp, trasferisce circa 127 milioni di dollari.

Ma'an News Agency, June 24, 2016

RAMALLAH (Ma’an) -- Five teenage Palestinian boys were on their way home after midnight Monday morning, after spending the evening at a swimming pool in the village of Beit Sira west of Ramallah, celebrating the recent arrival from Qatar of friends who were to spend the summer in their hometown of Beit Ur al-Tahta.