November the 19th, 2017

Open letter condemning Israeli Supreme Court’s decisions making way for the expulsion of 750-1,000 Bedouin residents in the north of the Jordan Valley.

We, the Italian network of Ebrei Contro l’Occupazione (Jews Against the Occupation), call on European Union governments, and especially our own Italian Government, to take a strong position against Israel’s policy of ethnic persecution, which includes the planned expulsion of  Bedouins living in the northern Jordan Valley villages of Ein el-Hilweh and Al Maleh to enable the construction of a Jewish town on land located in part of the Israeli occupied West Bank known as Area C, currently under full Israeli administrative and security control.

settembre 2017

La deriva nazionalista del mondo contemporaneo sembra inarrestabile: la teoria dell’identità nazionale nata in Europa con la Rivoluzione Francese che ha trasformato i sudditi dei Re in cittadini con diritti e doveri, ha fornito anche, forse inconsapevolmente, la base teorica per la creazione del nuovo idolo, la Nazione. In due versioni, quella laica, realizzata nella Francia rivoluzionaria, e quella religiosa (“Una di Razza, Lingua, Religione”). La Nazione ha fornito l’identità che deve far sentire solidali, per la vita e per la morte, gli umani che convivono su una terra delimitata da confini più o meno netti: una solidarietà limitata ai suoi membri, che esclude gli altri umani perché diversi per l’una o l’altra, o tutte, le caratteristiche identitarie nazionali.  Così, negli ultimi tre secoli, le stragi hanno assunto proporzioni mai viste prima: la sola seconda guerra mondiale ha fatto 55 milioni di morti ammazzati, (e probabilmente di più, contando l’indotto dei morti per fame e malattie), a causa dei grandiosi progressi tecnologici delle armi. Si può solo pensare con costernazione a quello che sarà la terza, ora che l’arma termonucleare è così diffusa.

23 giugno 2017

Il "Rapporto sull’antisemitismo in Italia nel 2016", pubblicato dall'Osservatorio antisemitismo del CDEC, è una lettura non facile che fa riflettere. Ciò non solo per la descrizione di episodi antiebraici che purtroppo persistono in Italia, ma anche per i pregiudizi e le generalizzazioni che il testo stesso esprime nei confronti di chi critica lo Stato di Israele e l'ideologia politica del sionismo, e soprattutto nei confronti di chi sostiene la strategia politica del boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS).

28 giugno 2017

Gent. dott. Santoro, nella sua trasmissione di giovedì 22 giugno molti dei suoi ospiti si sono scandalizzati quando un giovane di origine marocchina, presente fra il pubblico in studio, ha affermato che quello in atto da anni contro i palestinesi è un genocidio. Forse il giovane ha usato un termine improprio anche se la definizione di “genocidio”, coniata dalle Nazioni Unite nel ’48, gli darebbe ragione. Tuttavia non ci interessa in questo momento soffermarci a polemizzare su un termine quanto, purtroppo, riaccendere la sua attenzione, e quella del suo pubblico, su quanto sta succedendo ancora una volta a Gaza, preda di una gravissima crisi provocata dal taglio di energia da parte di Israele, suo maggiore erogatore.

20 aprile 2017

Per noi, le ragioni di celebrare il 25 Aprile di Liberazione sono le stesse di quelle che abbiamo dichiarate due anni orsono, e che riporto qui in allegato: siamo contro allo sfilare con chi celebra la Liberazione della bandiera dello Stato di Israele, simbolo di oppressione e non di liberazione: oppressione razzista contro il Popolo palestinese che lo Stato di Israele, come riconosciuto da ormai numerosissime dichiarazioni delle Nazioni Unite e di persone amanti di Giustizia, Libertà e Pace, esercita ogni giorno piu gravemente. Mentre onoriamo e ricordiamo con commozione tutti coloro, di ogni nazione ed anche senza appartenere ad alcuna delle Nazioni riconosciute, si sono impegnati in mille modi, fino al sacrificio della vita, per conquistare la libertà di tutti.