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Categoria: Rete-ECO

Marzo, 2015

Nell’imminenza del 25 Aprile, 70° anniversario della Liberazione dal Nazi-Fascismo, celebriamo con gioia la fine della tirannia in Italia ed in Europa nel 1945, e con commosso ricordo celebriamo coloro che hanno combattuto e sofferto e dato il meglio di sé stessi, anche la vita, per ripristinare in Italia e nel mondo le condizioni per una vita fraterna e civile. Tra tutti costoro non distinguiamo per nazionalità: ci è grato ricordarli tutti, italiani, sovietici, jugoslavi, europei occidentali di tutte le nazioni compresi i Resistenti tedeschi, americani del Nord e del Sud, donne e uomini di tutto il mondo.

Con orgoglio ricordiamo che da quella lotta per  Libertà, Giustizia ed Uguaglianza è nata la  nostra Repubblica Italiana fondata su quei valori,  che sono stati sanciti nella Costituzione repubblicana (purtroppo tuttora inapplicata in buona parte), una delle più intelligenti ed umane esistenti. E’ tale proprio perché è stata elaborata dai membri di una Assemblea Costituente eletta dal popolo italiano, dove erano persone che rappresentavano modi di pensare e di sentire la vita della società molto diversi tra loro: tra loro vi erano rappresentanti cattolici di varie tendenze politiche, socialisti, comunisti, liberali. Diversi nel pensare la vita della società civile, ma tutti decisi ad organizzare una società unita da una comune, forte volontà: quella di organizzare un viver civile libero e accettabile per tutti, nel comune intento di cercare insieme, nella concordia e nella pace, le soluzioni ai problemi della convivenza civile. Tutti, dunque, antifascisti: una parola che riassume una serie di valori eticamente e politicamente positivi.

Grazie a questa volontà comune dei Costituenti, la Costituzione che ne è derivata è stata accettata anche da molti Italiani che alla Resistenza non avevano partecipato affatto, per diffidenza o timore, per incomprensione del nuovo che avanzava e dei suoi modi di avanzare, in tutti i campi: dalla lotta di Resistenza ai suoi frutti politici. Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, lo stabilire il primato dei diritti del lavoro e dei lavoratori, i diritti fondamentali all’istruzione, alla sanità, alla pace con gli altri popoli come imperativo categorico ( art. 11 della Costituzione)

Per noi, il celebrare l’anniversario della Liberazione ha questi significati: che sono incompatibili con l’esaltazione della forza delle armi in costose parate militari. E sono incompatibili anche con la partecipazione di chi non accetti i principi sopra ricordati.

Vogliamo far osservare quindi che della nostra celebrazione non può far parte lo sfilare della bandiera dello Stato Ebraico, che purtroppo vive in modo incompatibile con i principi di uguaglianza dei popoli: la sua origine si è identificata con l’oppressione e la cacciata dalla sua terra del popolo Palestinese, e tuttora, da quasi settant’anni, vive in inimicizia contro questo popolo, dopo avergli occupato la terra, averlo perseguitato ed oppresso nel più crudele ed inumano dei modi, ignorando tutte le leggi e provvedimenti che regolano la convivenza internazionale, di cui pure Israele ha sottoscritto i principi.

La bandiera con la Stella di Davide rappresenta il Paese che di continuo ha aggredito ed oppresso il popolo palestinese, e solo pochi mesi orsono ha provocato oltre 2200 morti, per la maggior parte civili, comprese alcune centinaia i bambini: quella bandiera non può sfilare insieme alle bandiere della Liberazione. Chi invece lo vorrebbe va dicendo che la bandiera di Israele è la bandiera della Brigata Ebraica, che avrebbe partecipato alla guerra di liberazione in Italia: si tratta di una pretesa non dimostrabile da alcun punto di vista, anche se noi onoriamo i volontari Ebrei allora residenti in Palestina che, incorporati nell’esercito britannico, hanno partecipato alla campagna d’Italia contro l’esercito nazista, pur senza aver alcun rapporto con le forze della Resistenza italiana. I partigiani appartenenti a famiglie ebraiche che hanno combattuto nella Resistenza italiana sono onorati come  tutti gli altri combattenti italiani della Resistenza: nè loro avrebbero accettato di essere considerati diversi, per l’essere ebrei, dagli altri Resistenti. Avendoli conosciuti, attraverso i loro scritti ed alcuni di persona, pensiamo che si ribellerebbero all’essere separati dai loro compagni di lotta antifascista .